Rubriche e opinioni

“La scuola non è una concessionaria”: gli studenti di Bologna contro Citroën

“La scuola non è una concessionaria”: gli studenti di Bologna contro Citroën

Immaginate di entrare nell’aula magna del vostro liceo per assistere a un incontro sul cyberbullismo, un tema delicatissimo e di vitale importanza per chi attraversa l’adolescenza, e ritrovarvi invece nel bel mezzo di uno spot pubblicitario per una minicar. È quello che hanno denunciato gli studenti del Liceo Scientifico Augusto Righi di Bologna, sollevando un acceso dibattito sull’opportunità di affiancare tematiche di educazione civica al marketing automobilistico.

Il nodo della questione: educazione o promozione?

A denunciare pubblicamente l’accaduto è stato il Collettivo degli studenti del Liceo Righi, attraverso un post diventato rapidamente virale sul loro profilo Instagram. Secondo la ricostruzione dei ragazzi, la conferenza – presentata dai vertici scolastici come un momento formativo e di sensibilizzazione contro il bullismo e il cyberbullismo – ha finito per ospitare l’esposizione e la presentazione della Citroën Ami, il quadriciclo elettrico francese guidabile a partire dai 14 anni. Un target anagrafico che coincideva esattamente con quello degli studenti seduti in platea.

“La scuola non è una concessionaria”, hanno sottolineato gli studenti, criticando aspramente la scelta di unire una tematica così delicata alla visibilità di un prodotto commerciale. I ragazzi hanno lamentato che, in un contesto dedicato all’empatia e alle dinamiche relazionali complesse, si sia trovato spazio per illustrare i vantaggi di un veicolo elettrico ai potenziali giovani conducenti.

L’indignazione corre sui social

La lucida protesta degli studenti bolognesi ha fatto rapidamente il giro del web, trovando sponda in Mattia Santori. L’ex leader delle Sardine e attuale consigliere comunale delegato a Bologna ha condiviso la vicenda sui propri canali social, alimentando la riflessione sulla presenza dei grandi marchi automobilistici negli spazi educativi pubblici. La presa di posizione rilanciata da Santori ribadisce un principio caro a molti: le scuole dovrebbero preservare il loro ruolo di luoghi di formazione e cultura, tenendo a debita distanza le dinamiche commerciali legate all’automotive.

Il paradosso del patrocinio ministeriale

Ma come si arriva a presentare un’auto durante un incontro scolastico? La cornice è quella di progetti come “Gëneration Ami”* e “RispettAmi”, campagne educative promosse da Stellantis/Citroën e portate avanti da tempo negli istituti superiori di tutta Italia. L’iniziativa si propone di unire la sensibilizzazione sulla sostenibilità” alla lotta al bullismo. Tuttavia, la formula operativa prevede anche evidenti elementi di richiamo al prodotto: kit didattici brandizzati, concorsi a premi e, come confermano i comunicati stampa della stessa azienda, l’organizzazione di veri e propri Test Drive della minicar allestiti direttamente nei cortili scolastici.

A far discutere è anche il fatto che questo format vanti il patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). Un avallo istituzionale che solleva un interrogativo: è opportuno che lo Stato promuova iniziative in cui l’educazione fa da traino all’esposizione di minicar elettriche rivolta a studenti minorenni? Il messaggio rischia di consolidare l’idea che la mobilità debba per forza passare dall’abitacolo privato fin dall’adolescenza, con buona pace dell’uso del trasporto pubblico, della ciclabilità e dell’andare a piedi.

Il bullismo non si risolve a quattro ruote

Dal punto di vista della mobilità e del buon senso, la vicenda del Liceo Righi fa suonare un campanello d’allarme. Affiancare il tema dell’inclusione sociale a un mezzo privato da oltre 8.000 euro rischia, secondo le critiche sollevate, di ottenere l’effetto contrario: acuire le differenze sociali tra chi può permettersi la minicar alla moda parcheggiata in cortile e chi no.

Fortunatamente, i ragazzi del Liceo Righi di Bologna hanno dimostrato di possedere gli anticorpi intellettuali necessari, esercitando quel prezioso senso critico che la scuola dovrebbe sempre puntare a costruire. Hanno saputo analizzare il contesto e rifiutare la sovrapposizione tra temi sociali ed esposizione di un brand automobilistico, ricordando a tutti una verità fondamentale: la scuola pubblica deve formare cittadini consapevoli, non potenziali consumatori.

*[Fonte]

ebook

Ebook Mobilità Ciclistica
Scopri

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *