Rubriche e opinioni

Pedalate in Faccia | Bologna: 5000 pagine per tornare a 30 km/h

Pedalate in Faccia | Bologna: 5000 pagine per tornare a 30 km/h

Con la consegna di un volume di ben 5000 pagine si conclude un nuovo capitolo della saga combattuta tra il Comune di Bologna e il Ministero guidato da Matteo Salvini sulla questione della Città 30.

In sintesi:

  • ormai da diversi decenni si moltiplicano in tutto il mondo interventi estensivi di riduzione delle velocità in ambito urbano a 30 km/h;
  • si tratta in primo luogo della presa d’atto che il limite dei 50 km/h generalmente adottato in ambito urbano non è compatibile per motivi strettamente tecnici con l’obiettivo di garantire livelli di sicurezza minimamente adeguati;
  • un grande Comune offre l’opportunità di testare l’efficacia di un tale provvedimento anche in Italia assumendosene il rischio politico e amministrativo;
  • il Ministero non solo non coglie l’occasione, ma fa di tutto per impedirla sulla base di una nebbiosa Direttiva emessa nel ’79, cioè quasi cinquant’anni prima, ancor prima dell’introduzione del nuovo Codice della Strada (’92) del quale in effetti non tiene conto come sarebbe invece stato ben necessario;
  • questa Direttiva tra l’altro richiede che i giustificativi -tanto puntigliosamente elencati quanto vagamente definiti- per procedere alla riduzione del limite di velocità debbano essere riconosciuti per ciascuna strada o tratto di strada;
  • il TAR, pur riconoscendo la validità dell’iniziativa del Comune di Bologna, prende atto della posizione del Ministero, cui il Codice della Strada dà esplicitamente la potestà di opporsi, e ordina la sospensione del provvedimento;
  • il Comune non si oppone alla sentenza ma si rassegna a compilare diligentemente un elenco con i giustificativi articolati come richiesto dalla Direttiva: serviranno 5000 pagine.

Focus ➡️ Leggi tutti gli articoli di Bikeitalia su Bologna

Ricevi il meglio di Bikeitalia direttamente via mail: compila il modulo e iscriviti alla nostra newsletter settimanale, è gratuita!

Premesso che probabilmente i tecnici comunali che hanno dovuto compilare tale elenco avrebbero potuto fare cose più utili per i propri cittadini, resta ai lettori giudicare l’intelligenza di chi, tra tecnici, magistrati, politici locali e nazionali, ha partecipato a questa incommentabile vicenda.

Noi un’idea ce la saremmo anche fatta.

[Fonte]

Leggi tutte le puntate della rubrica Pedalate in Faccia

ebook

Ebook Mobilità Ciclistica
Scopri

Commenti

  1. Francesco Diana ha detto:

    [Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]

  2. Daniele piersanti ha detto:

    da bolognese vi garantisco che in generale dopo 15 giorni nessuno rispettava più quel limite. I meno incidenti probabilmente dipendono dai cantieri che da più di un anno bloccano totalmente il traffico.

  3. Emanuele Carnesecchi ha detto:

    Che sbattere a 30 all’ora sia diverso da sbattere a 50 è ovvio, mentre non lo è affatto sostenere che diminuendo la differenza di velocità tra un auto ed una bici, si faccia un piacere alla bicicletta. So che può sembrare controintuitivo, per chi non sia proprio pratico alla guida, cioè la maggioranza di coloro che guidano, ed infatti proprio li sta il problema degli incidenti “evitabili”, per guidare servono competenze purtroppo rare. Più lunghi sono i tratti in cui auto e bici procedono affiancate quasi alla stessa velocità e più le bici restano esposte…. L’unico modo per ridurre gli incidenti, se il fulcro del piano è quello di intervenire sulla sola velocità, è quello di stare fermi, riducendola del tutto. Un suv che colpisca un bimbo ai 30 orari può causare un danno definitivo quindi, se l’atteggiamento non fosse ideologico ma scientifico, in via Casanova e dintorni, zona altamente residenziale che abbraccia il parco della Lunetta gamberini, il limite andrebbe fissato a 10/12 Km/h, non di più. Se l’atteggiamento fosse scientifico appunto e non ideologico, i “tutori dell’ordine”, multerebbero parecchi altri comportamenti incluso “l’intralcio” alla circolazione per esempio, il costante e reiterato non/uso degli indicatori direzionali che, di fatto, sono un opzional per gli stessi poliziotti, carabinieri e vigili, la totale e completa anarchia, addirittura incoraggiata dell’amministrazione pubblica, se parliamo di voi cari ciclisti. La bicicletta, il mezzo debole per definizione no? Beh, andatelo a dire alla povera vecchietta bersaglita mentre cerca di attraversare una stradina del centro, magari chiusa al traffico…. ma non a voi.

  4. Giovanni Calogeri ha detto:

    Chi usa il cellulare mentre guida è un problema a prescindere (a 30, 50, 70 kmh), ma anche in quel caso c’è differenza tra il distrarsi andando piano e il distrarsi andando veloce, per quanto disdicevole. Se investi una persona a 50 kmh ha meno del 20% di possibilità di morire. Se investi una persona a 30kmh le possibilità di sopravvivenza sono, al contrario, più dell’80%. Bastano quei 20 kmh di differenza a cambiare il rischio in città. Inoltre, auto che vanno a 30kmh sono sostanzialmente poco più veloci (se non c’è traffico) delle bici e dei monopattini e si riduce il rischio relativo tra i due tipi di mezzi. Per attraversare una città, la differenza tra 30 e 50, in termini di tempo, è di pochi minuti su tragitti di 20 minuti (sempre traffico permettendo). A me non pare assurdo il limite 30 e mi pare uno sforzo minimale per l’automobilista. In ogni caso, migliora la sicurezza, sia per chi guida attenta, sia per chi si distrare. Non c’è davvero alcuna controindicazione.

  5. Matteo ha detto:

    Ben venga la sicurezza nelle strade, sono d’accordo. Più controlli sulla velocità e più controlli e sanzioni ai ciclisti che passano con il semaforo rosso. Insieme possiamo creare una citta sicura.

  6. Danilo Marchino ha detto:

    Siam certi che il problema sia di chi va ai 50 e non chi va ben oltre tale limite o magari guida stando al telefono o ancor peggio mentre scrive un messaggio? Siamo onesti, andare ai 30 è assurdo, posso capirlo per brevi tratti magari davanti ad una scuola materna..

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *