Fermi tutti. È l’ora del Giro. Dopo la scorpacciata di emozioni che ci ha regalato la stagione delle classiche, fra i soliti trionfi di Pogačar e la resurrezione di Van Aert, adesso l’attenzione si sposta sui grandi giri a tappe. Prima fermata: Giro d’Italia. Partenza venerdì 8 maggio dalla Bulgaria e arrivo domenica 31 a Roma, per il quarto anno consecutivo.
Sarà un percorso stuzzicante, anche se sulla carta non durissimo. Senza salite iconiche o montagne che hanno fatto la storia. Nella prima parte Blockhaus e Corno alle Scale, nella seconda la tappa aostana di Pila, poi passaggio breve sulle Dolomiti col tappone di Alleghe e gran chiusura a Piancavallo. Ma, al di là delle mancanze, la Corsa Rosa offrirà trappole e tranelli da Sud a Nord come sempre.

Il grande favorito, senza discussione, è uno solo: Jonas Vingegaard. Il danese vuole completare la tripla corona (almeno un successo nei tre grandi giri) prima di Pogačar. Il suo avvicinamento è stato ragionato e poco dispendioso. Ha fatto solo due corse, ma le ha vinte. Anzi, le ha dominate. Due tappe e la classifica generale alla Parigi-Nizza. Due tappe e la classifica generale al Catalunya. Insomma, percorso netto. Senza intoppi o “sfighe” non si capisce come e dove potrebbe perdere questo Giro.
Il parterre dei rivali è, ahimè, abbastanza debole. Nota negativa per il prestigio della corsa, ma notizia splendida per la nostra speranza italiana, ovvero Giulio Pellizzari. Il duca di Camerino ha per le mani un’occasione gigantesca per puntare dritto al podio del Giro. La RedBull gli ha costruito attorno una squadra solida ed esperta, con gente come Hindley, Vlasov, Aleotti e Moscon. Non un dettaglio.
Il marchigiano, che ha portato il morale in alto col successo al Tour of the Alps, è pronto a correre da capitano e a far innamorare il pubblico. Soprattutto, sia in salita che a cronometro, non ha nulla da invidiare a gente come Storer, Gall, O’Connor, Gee, Adam Yates, Bernal o Arensman. I suoi teorici (e pratici) rivali per un posto sul podio. I forfait di Almeida, Carapaz e Landa non sono roba da poco, ma offrono al talento marchigiano una vetrina da sfruttare a tutti i costi.
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Come sempre il Giro tenterà di aggrapparsi anche agli altri italiani. Jonathan Milan sarà il faro per le volate. Pippo Ganna, fra crono e fughe, cercherà spazio e gloria personale. Ma speriamo possano farci divertire anche Giulio Ciccone e Alessandro Pinarello, oltre a Scaroni, Vendrame, Garofoli e Zana, mentre Davide Piganzoli potrebbe addirittura essere l’ultimo uomo in salita di Vingegaard. Lusso.
Al di là di protagonisti, vittorie e sconfitte, il Giro porta con sé sempre un vagone di emozione e sorriso, di attesa e festa, di partecipazione e brio. L’abbraccio dei tifosi sulle strade sarà senza dubbio la cosa più bella da vedere.

Piccola nota prima di salutarci. Tadej Pogačar sta continuando la sua marcia senza senso. Lo sloveno, dopo Strade Bianche, Sanremo, Fiandre e Liegi, ha vinto come da copione anche il Giro di Romandia (prima partecipazione in carriera). Non correva una gara a tappe dal Tour de France del 2025. È uscito dalla Svizzera romanda con quattro tappe in sei giorni (eguagliato il record di Ferdi Kubler), la classifica finale e quella a punti. Siamo a 117 vittorie totali, con 20 giri a tappe conquistati.
Quest’anno, finora, ha messo insieme 9 successi in 11 giorni di corsa, finendo sempre nei primi sei. Marziano. In vista del Tour dovrà probabilmente perdere un paio di chili. Mancano due mesi e ha tutto il tempo per tirarsi a lucido. Durante il Giro, finalmente, lascerà le luci della ribalta a qualcun altro. Anche il re, ogni tanto, ha bisogno di riposo. Buon Giro!
Le pagelle del Greg
POGACAR 11
Come i giorni di corsa che ha fatto quest’anno. Pochi, ma con 9 vittorie. IRREALE
LIPOWITZ 8
La solidità e la forza in salita sono le sue armi migliori. Tiene botta in salita con Pogi e lo prova anche a sfidare a viso aperto. Gli manca la velocità nello sprint ristretto. La sua preparazione in chiave Tour parla chiaro: terzo al Catalunya, secondo ai Baschi e secondo al Romandia. PANZER
MARTINEZ 7
Voto complessivo alla sua prima parte di stagione. Quinto alla Parigi-Nizza, secondo al catalunya e terzo al Romandia. Il francesino è solido. Al Tour sarà un’altra storia ma i numeri sono buoni. PROSPETTO
GODON 8
Che sorpresa! O forse che piacevole conferma. La Ineos ha fatto un gran colpo con questo ragazzo francese di 29 anni ma entrato nel pieno della maturità sportiva. Vince le due tappe che il cannibale Pogacar non riesce a vincere, dimostrando versatilità e forza. COLPACCIO



















Ciao grande Greg, vorrei dei tuoi pronostici su papabili vincitori della maglia azzurra come migliore scalatore…. L’anno scorso presi Fortunato a 26 e alla vuelta il baffo d’australia Jay Vine anche lui a 26….. confido in Ciccone zero classifica ma incetta di GPM….. cosi come Jay Vine mentre Gee non lo vedo in forma e Storer visto la penuria di Big può puntare al podio dietro a Vingegaard e Pellizzari, attendo tue dritte un abbraccio a te e al Magro ✋🏻❤️