Bici

Oltre 2 milioni di km pedalati: addio al professore-ciclista

Oltre 2 milioni di km pedalati: addio al professore-ciclista

Ci sono i ciclisti della domenica, gli amatori evoluti, e poi c’è chi la storia la scrive macinando chilometri sull’asfalto in silenzio, tutti i giorni. Giovanni Giaccone si è spento a 89 anni, lasciando in eredità un numero che frantuma ogni logica statistica: il suo contachilometri definitivo recita 2.302.605 km. Una distanza siderale, registrata con meticolosità da statistico su diari che oggi sono un vero e proprio pezzo di storia del cicloturismo.

Il dono della prima bicicletta

Tutto iniziò nel 1951. Per Giovanni, la svolta arrivò con il regalo della sua prima bicicletta. Non si trattava di epica sportiva, ma di una semplice questione di mobilità e orizzonti che si allargavano. Da quel primo giro, la bicicletta si trasformò rapidamente da semplice mezzo di trasporto a strumento essenziale, dando il via a una routine quotidiana fatta di costanza, disciplina e infinite rotazioni di pedivelle.

La tragedia del fratello gemello: pedalare per due

La strada, però, sa essere spietata. La vita di Giaccone fu segnata profondamente dalla perdita del fratello gemello, vittima di un tragico incidente mortale in bici a soli 48 anni. Una tragedia che avrebbe allontanato chiunque dalle due ruote per il resto della vita. Per il professore-ciclista, invece, accadde l’esatto contrario. Continuare ad andare in bici divenne il modo più concreto per esorcizzare il trauma e portare avanti una passione condivisa. Nessuna retorica o melodramma: da quel giorno, sulle strade piemontesi, Giaccone ha semplicemente iniziato a pedalare per due.

Una vita in sella all’inseparabile Colnago

A Cuneo e dintorni era conosciuto da tutti come il “Profesur”. Fino al 2004 aveva insegnato informatica all’istituto tecnico “Bonelli”, ma una volta posato il gesso, la sua vera cattedra diventava la strada. Usciva con il sole, con la pioggia e con il buio, inconfondibile grazie alle lucine di segnalazione e alla sua fedelissima Colnago. Una bicicletta dura e pura, con telaio tradizionale e rapporti “tosti”: zero elettronica, tanta gamba e una determinazione d’acciaio.

Un personaggio a cui la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero ha dedicato un affettuoso ricordo:

Ricevi il meglio di Bikeitalia direttamente via mail: compila il modulo e iscriviti alla nostra newsletter settimanale, è gratuita!

Come sei volte sulla Luna (o 650 Giri d’Italia)

Per capire cosa significhino 2,3 milioni di chilometri bisogna scomodare la geografia astronomica e le grandi corse a tappe: equivalgono ai km totali di circa 650 edizioni del Giro d’Italia o a sei viaggi di andata verso la Luna. E il freddo non era un deterrente. Le statistiche dei suoi quaderni raccontano di un inverno in cui Giaccone registrò oltre 5.000 chilometri al mese tra novembre e febbraio. Un volume di chilometri da professionista, gestito incastrando il lavoro e la famiglia.

I chilometri di coppia e la “moglie santa”

Dietro a un chilometraggio del genere, c’è per forza un equilibrio familiare solido e molta pazienza. Come ammetteva Giaccone stesso con una buona dose di pragmatismo, traguardi simili non si raggiungono «se non hai accanto una moglie santa». La professoressa Anna Orsi, compagna di vita per mezzo secolo, non solo ha assecondato questa dedizione assoluta, ma dal 1982 ha iniziato lei stessa a pedalare e ad annotare i propri chilometri, affiancandolo in innumerevoli uscite.

L’ultimo ostacolo

Sui registri di Giaccone alla data del 28 gennaio 2023 c’è una “crocina rossa” che indica il giorno di una brutta caduta, non causata da lui, che gli è costata la rottura del femore. Un infortunio severo che lo ha costretto a interrompere per cinque mesi le sue pedalate pressoché quotidiane. Ma poi era riuscito a riprendersi e a ritornare in sella.

Oggi sulle strade del cuneese manca un ciclista. Ma il “Profesur” non lascia un vuoto: lascia 2.302.605 chilometri di lezioni su come si vive una passione.

Con l’ostinata certezza che la risposta a tutto, alla fine, si trovi semplicemente continuando a pedalare.

[Fonte]

I commenti non vanno online in automatico ma vengono prima letti e moderati dalla redazione: la loro pubblicazione di norma avviene nei giorni feriali tra le 9 e le 18.
I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *