Il Tour de France 2026 è partito il 4 luglio da Barcellona e si concluderà domenica 26 luglio sugli Champs-Élysées di Parigi: 21 tappe, 3.333 chilometri e oltre 54.000 metri di dislivello complessivo. Un’edizione, la numero 113, che parla la lingua degli scalatori: otto tappe di alta montagna e cinque arrivi in salita, con una novità assoluta nella storia della corsa, due arrivi consecutivi sull’Alpe d’Huez nell’ultimo weekend.
In questa guida trovate tutti gli arrivi in salita del Tour 2026: le date, le caratteristiche delle ascese, i chilometri e le pendenze, per organizzarvi e non perdere le giornate che decideranno la maglia gialla.

Il quadro generale: dove si deciderà il Tour
Il percorso 2026 attraversa in sequenza Pirenei, Massiccio Centrale, Vosgi, Giura e Alpi. Il tetto della corsa sarà il Col du Galibier, a 2.642 metri, dove nella ventesima tappa verrà assegnato il Souvenir Henri Desgrange, mentre il passaggio sul Col du Tourmalet (2.115 m) nella sesta tappa sarà premiato con il Souvenir Jacques Goddet.
Gli organizzatori hanno concentrato il peso della corsa nell’ultima settimana, con un trittico alpino — Orcières-Merlette e il doppio Alpe d’Huez — che promette di tenere aperta la classifica fino al penultimo giorno. Ma attenzione anche alla prima settimana: già alla terza tappa la corsa sale in quota sui Pirenei orientali.
L’antipasto di Les Angles, il primo traguardo in quota
Tappa 3 – lunedì 6 luglio: Granollers – Les Angles | 195,9 km | 3.950 m D+
Non era classificato tra i cinque arrivi in salita ufficiali, ma il traguardo di Les Angles, stazione sciistica dei Pirenei orientali a 1.794 metri di quota, è stato il primo assaggio di montagna del Tour 2026. Il finale misura solo 1,7 km al 6,5%, ma lungo il percorso i corridori affrontano il Col de Toses (9,3 km al 6,5%, prima categoria) e quasi 4.000 metri di dislivello. È la tappa che ha segnato l’ingresso in Francia e la prima vera occasione per vedere all’opera gli uomini di classifica: Pogačar ha vinto in solitaria stappando la maglia gialla a Vingegaard, ma la strada verso Parigi è ancora lunga.
1. Gavarnie-Gèdre: il Tourmalet apre le danze
Tappa 6 – giovedì 9 luglio: Pau – Gavarnie-Gèdre | 186,2 km | 4.100 m D+

Il primo arrivo in salita ufficiale arriva sui Pirenei, a Gavarnie-Gèdre, a quota 1.380 metri, nella cornice spettacolare del Cirque de Gavarnie, patrimonio UNESCO. L’ascesa finale è lunga ma pedalabile: 18,7 km al 4% di media, con un profilo irregolare che si presta tanto alla fuga quanto a un attacco da lontano.
Il piatto forte della giornata, però, è quello che viene prima: il Col d’Aspin e soprattutto il Col du Tourmalet, 17 km al 7,3%, la salita più scalata nella storia del Tour. Con lo scollinamento a oltre 40 km dal traguardo, tutto dipenderà dal coraggio dei big: se decideranno di fare corsa dura sul Tourmalet, la classifica generale potrebbe già prendere forma.
2. Plateau de Solaison: l’esordio di una salita inedita
Tappa 15 – domenica 19 luglio: Champagnole – Plateau de Solaison | 183,9 km | 3.950 m D+

A chiudere la seconda settimana, la prima tappa sulle Alpi francesi porta la corsa su una salita mai affrontata prima dal Tour: il Plateau de Solaison, arrivo hors catégorie di 11,3 km al 9% di pendenza media. Un muro lungo, regolare e senza respiro, che arriva al termine di una giornata da quasi 4.000 metri di dislivello.
Prima dell’ascesa finale c’è un passaggio che può fare malissimo: Le Salève, Col de la Croisette, la salita più ripida dell’intero Tour 2026 con i suoi 4,6 km all’11,2% di media. Chi arriva al Solaison con le gambe compromesse rischia di pagare minuti, non secondi. È la tappa che definirà il gruppo dei veri pretendenti alla maglia gialla prima dell’ultimo giorno di riposo.
3. Orcières-Merlette: l’antipasto del gran finale
Tappa 18 – giovedì 23 luglio: Voiron – Orcières-Merlette | 185,2 km | 3.900 m D+

Dopo la cronometro individuale di Thonon-les-Bains e una giornata per velocisti, il Tour entra nel trittico decisivo. Si comincia con l’arrivo in salita a Orcières-Merlette, località resa celebre dall’impresa di Luis Ocaña nel 1971: 7,1 km al 6,7%, prima categoria.
La salita finale non è tra le più dure del Tour, ma la tappa mette in fila 3.800-3.900 metri di dislivello con cinque GPM, tra cui la Côte d’Engins (11,4 km al 5,4%) e la Côte de Monteynard. È il terreno ideale per una fuga da lontano, ma anche per un primo test delle gambe in vista dei due giorni che tutti aspettano.
4. Alpe d’Huez, primo atto: la tappa corta ed esplosiva
Tappa 19 – venerdì 24 luglio: Gap – Alpe d’Huez | 127,9 km | 3.500 m D+

I 21 tornanti più famosi del ciclismo. Il primo dei due arrivi consecutivi sull’Alpe d’Huez arriva al termine di una tappa breve — meno di 128 km — ma con 3.500 metri di dislivello e un ritmo che si preannuncia infernale fin dal via. Col Bayard (4,7 km al 7,2%), Col du Noyer (7,2 km all’8,5%) e Col d’Ornon (5,4 km al 6,4%) preparano il terreno per la scalata classica: 13,8 km all’8,1% di pendenza media.
Le tappe corte di montagna, negli ultimi anni, hanno regalato le corse più spettacolari e imprevedibili. Con la classifica ancora in gioco e la salita simbolo del Tour come giudice, è la giornata da cerchiare in rosso sul calendario.
5. Alpe d’Huez, secondo atto: il tappone che decide tutto
Tappa 20 – sabato 25 luglio: Le Bourg d’Oisans – Alpe d’Huez | 170,9 km | 5.450 m D+

Mai nella storia del Tour l’Alpe d’Huez era stata traguardo per due giorni consecutivi. E il secondo atto è il tappone regina dell’edizione 2026: 5.450 metri di dislivello e un menu da leggenda. Col de la Croix de Fer, Col du Télégraphe, il Col du Galibier — 17,7 km al 6,9%, punto più alto della corsa a 2.642 metri — una lunga discesa e poi il Col de Sarenne, prima del finale ancora sull’Alpe d’Huez, raggiunta questa volta da un versante inedito per la corsa.
È l’ultima occasione per ribaltare la classifica prima della passerella di Parigi. Se il Tour 2026 non sarà ancora deciso, qui si scriverà la parola fine.
Calendario degli arrivi in salita del Tour de France 2026
| Data | Tappa | Percorso | Km | Dislivello | Salita finale |
|---|---|---|---|---|---|
| Giovedì 9 luglio | 6ª | Pau – Gavarnie-Gèdre | 186,2 | 4.100 m | Gavarnie-Gèdre, 18,7 km al 4% |
| Domenica 19 luglio | 15ª | Champagnole – Plateau de Solaison | 183,9 | 3.950 m | 11,3 km al 9% (HC, inedita) |
| Giovedì 23 luglio | 18ª | Voiron – Orcières-Merlette | 185,2 | 3.900 m | 7,1 km al 6,7% (1ª cat.) |
| Venerdì 24 luglio | 19ª | Gap – Alpe d’Huez | 127,9 | 3.500 m | 13,8 km all’8,1% |
| Sabato 25 luglio | 20ª | Le Bourg d’Oisans – Alpe d’Huez | 170,9 | 5.450 m | Via Galibier e Sarenne |
Dove vedere le tappe di montagna in TV e streaming
Il Tour de France 2026 è trasmesso in chiaro dalla Rai: le fasi iniziali delle tappe su Rai Sport HD (canale 58), con passaggio su Rai 2 intorno alle 14:00 per il finale, l’arrivo e le premiazioni. Tutto è disponibile anche in streaming gratuito su RaiPlay. La copertura integrale, dal km 0, è garantita in abbonamento da Eurosport, Discovery+ e HBO Max.


















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