Si è conclusa un’edizione del Tour de France semplicemente spettacolare, caratterizzata da un percorso accattivante, tappe tutte combattute e un pubblico pazzesco lungo le strade. Dall’assoluto dominio del “Re Sole” Tadej Pogačar, trionfatore in carrozza per la quinta volta, alla splendida conferma di Remco Evenepoel al secondo posto, fino ai giovani talenti Isaac Del Toro e Paul Seixas, giunti rispettivamente terzo e quarto in classifica.
Spazio al massimo dei voti per fuoriclasse totali e spettacolari come Mads Pedersen e Mathieu van der Poel, affiancati dal talento in salita di Richard Carapaz, eletto miglior scalatore. Non mancano però le note dolenti e le insufficienze: dai piazzamenti senza squilli di Juan Ayuso e Tom Pidcock, fino al bilancio amaro per i corridori italiani, finiti ad agire come semplici comparse sullo sfondo.
Il pagellone del Greg
TOUR DE FRANCE 9,5
Percorso accattivante, con tappe tutte combattute e gli ingredienti giusti per esaltare tutti i campioni al via. 21 tappe vinte tutte da corridori clamorosi, con l’eccezione di Schmid e Warenskjold, che comunque scarsi non sono. E poi il pubblico. Pazzesco, spaziale, con milioni di persone sulle strade (solo più di 500mila sull’Alpe d’Huez). Fuori di testa. Non gli do 10 solo perché è mancato un vero contendente di Pogacar. MAGNIFIQUE
POGACAR 10 e lode
Quinto Tour de France vinto in carrozza. Padrone assoluto. Ha vinto 5 tappe, ha fatto da fratello maggiore a Del Toro e ha illuminato la corsa da par suo. Quando pedala sembra giocare e scherzare. Il successo in rimonta sull’Alpe d’Huez è la gemma di una Grand Boucle immensa. RE SOLE
EVENEPOEL 9,5
Lo davamo tutti per spacciato, convinti che sarebbe saltato di nuovo in qualche tappa. Invece ha avuto ragione lui. Ha iniziato in sordina e poi è cresciuto alla distanza. Secondo posto di livello assoluto, due tappe vinte e una terza mezza gettata via (quella finale sulle Alpi per la quale lui stesso si è mangiato le mani). Si è dimostrato più forte e solido dei giovani rampanti alle sue spalle. SORPRESONA
DEL TORO 8
Avere Tadej al fianco non è roba di poco conto. Gli fa vincere la tappa di Barcellona e lo scorta al terzo posto del Tour. Isaac ci mette il suo talento e la sua continuità. Senza Pogi, però, dove sarebbe arrivato? TALENTINO
SEIXAS 8
Quarto al suo primo Tour a 19 anni, dovendo gestire tutte le aspettative di un Paese. Bravissimo, intelligente, mai sopra le righe. Ha corso più in difesa che all’attacco perché non sapeva dove sarebbe potuto arrivare. Alla fine si è visto poco, ma il palcoscenico del Tour fra qualche anno potrà essere suo. PETTIROSSO
Focus ➡️ Leggi tutti gli articoli e le interviste di Luca Gregorio su Bikeitalia
Ricevi il meglio di Bikeitalia direttamente via mail: compila il modulo e iscriviti alla nostra newsletter settimanale, è gratuita!
Iscriviti alla newsletter
PEDERSEN 10
Corridore totale, meraviglioso, sorprendente. Vince una tappa e la maglia verde (trilogia completata dopo le classifiche a punti vinte a Giro e Vuelta). Attacca, pensa a se stesso e agli altri, inventa. Senza di lui sarebbe un Tour il 30 per cento più noioso. HORS CATEGORIE
VAN DER POEL 10
Non è facile per lui ritagliarsi uno spazio in tante tappe non adatte a lui. Fa il capolavoro a Ussel, ma la perla di Parigi è di livello immenso, assoluto, di scioccante bellezza. Solo a uno come lui possono riuscire cose del genere. MERAVIGLIOSO
CARAPAZ 9
Lui e la EF faticano per due settimane, ma la terza settimana lo esalta. Il vecchio Richi (33 anni) dimostra di non essere un corridore normale e sfodera sulle Alpi tutto il suo talento e il suo cuore. I suoi attacchi sono rasoiate dolorosissime per gli avversari. Vince due tappe in tre giorni e la maglia a pois (bis dopo quella del 2024). Uno scalatore vero. Attaccante coi fiocchi. GRIMPEUR
AYUSO 5
Ogni volta ci prova, ma il salto di qualità non arriva mai. Settimo al Tour de France, in assoluto, non sarebbe un brutto risultato. Ma non è mai della partita. IMPRIGIONATO
PIDCOCK 5
Ok entra nei dieci, ma così non è né carne né pesce. A Tom si chiede almeno di vincere una tappa. Così resta nella terra di mezzo. Senza squilli. MEDIOCRE
ITALIANI 4
Disastro semi-totale. Mai visti, mai protagonisti. Comparse in sottofondo. A parte qualche colpo di Ganna deserto cosmico. FANTASMI
🚲 Più bici nel tuo Google
Aggiungi Bikeitalia alle tue fonti preferite e dai più spazio a ciò che ti interessa davvero
Voglio più Bikeitalia!



















I commenti che non rispettano queste linee guida potranno non essere pubblicati