Canada in bici attraverso le Rocky Mountains
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Canada in bici attraverso le Rocky Mountains

Itinerari, Nord America • di

Sul cartello di benvenuto nello Yukon troneggia la frase “Larger then Life” (più grande della vita). Decisamente azzeccato. Più di 480.000 chilometri quadrati (l’Italia ne ha solo 300.000), poco più di 33.0000 abitanti, il V Municipio di Roma ne ha 247.000, una densità di popolazione pari allo 0,07 abitanti per kilometri quadrati, ed un numero di orsi che si aggira attorno ai 217.000 esemplari. Ecco, questo è lo Yukon.

Seguiamo ancora il Trans Canada Trail che da Whitehorse percorre l’Alaska Highway. L’Alaska Highway è una strada storica, costruita dagli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale, per portare le truppe in Alaska e difendersi da un possibile attacco dei Giapponesi. Comincia a Dawson Creek, British Columbia, termina a Delta Junction, in Alaska, ed è lunga 2200 km. È una strada molto frequentata dai camperisti statunitensi, essendo anche l’unica che porta in Alaska.

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È l’inizio della bella stagione ed assistiamo quindi ad una seconda grande migrazione, dopo quella delle gru nel nord dello Yukon, la migrazione dei pensionati statunitensi con i loro enormi motorhome. Pullman da 50 posti convertiti in vere e proprie case motorizzate, dei Transformers con balconi estraibili, saloni estendibili e che spesso trainano jeep, barche o quanto altro di inquinante e ludico si possa immaginare. Mostri giganti che ci sfrecciano accanto e che alla sera restano chiusi nella loro reggia a guardare la TV. Un primo assaggio degli Stati Uniti d’America.

Lasciata Whitehorse la nostra prossima “grande” cittadina sarà Fort Nelson, in British Columbia. Data la bassissima densità di popolazione di queste regioni dobbiamo affrontare 950 km con soli due negozi per comprare cibo, Teslin a 178 km e Watson Lake a 438 km da Whitehorse. Ci carichiamo con circa 7 giorni di cibo, per l’acqua ci affideremo alle stazioni di servizio che troveremo lungo la strada.

I 438 km che portano fino a Watson Lake sono un piacevole pedalare lungo grandi laghi e tra picchi rocciosi ancora coperti di neve, senza grandi dislivelli da dover affrontare. Inoltre più scendiamo verso sud e più incalza la primavera. Pioggia e sole si alternano continuamente, così da non lasciarci bagnati troppo a lungo. La difficoltà più grande di questi 6 giorni è il doversi abituare a campeggiare nella terra degli orsi. Ma ci vuole poco ad entrare nella routine: scegliere il posto dove campeggiare, controllare che non ci siano tracce fresche di orso (ovvero escrementi o impronte) fare tantissimo rumore per avvisarli che siamo lì, mangiare lontano dalla tenda (circa 100 mt) e riporre il cibo in un altro luogo sempre a 100 mt da dove dormiamo. Riporre il cibo è la cosa che più ci mette in crisi. I manuali consigliano di appenderlo ma le nostre borse sono troppo pesanti e gli alberi sono ancora troppo piccoli per reggere il peso che portiamo, decidiamo che lasciarlo nelle borse a debita distanza è più che sufficiente ma ci rende comunque nervosi, cosa facciamo se l’orso distrugge le borse e si mangia tutte le nostre provviste? Con i punti di rifornimento così lontani, restare senza cibo è un grosso problema. Ma non abbiamo alternative ed abbracciamo questa tecnica nella speranza che non succeda nulla, confidando sul fatto che ancora non abbiamo incontrato un orso e che nei posti scelti per dormire non c’è mai alcun segno del loro passaggio.

Superata Watson Lake, l’Alaska Highway entra definitivamente in British Columbia attraverso le Rocky Mountains del Nord. Sono 530 km fino a Fort Nelson con 3 passi da superare. Passi che non hanno nulla a che fare con le grandi scalate alpine, ma che comunque ci fanno respirare nuovamente aria di montagna.

Ci concediamo mezza giornata di riposo nelle Liard Hotsprings, piscine termali naturali situate a 208 km da Watson Lake, dato che l’ingresso costa solo 5 dollari canadesi (circa 3,50 euro). Sono la prima grande attrazione di quello che viene definito il “Serengeti del Nord”, le Rocky Mountains del Nord. No, non è un’esagerazione. Mandrie di bufali prendono il sole a bordo strada, e se non ci sono i bufali ci sono gli orsi, neri e grizzly. L’erba verde che cresce vicino l’asfalto è un’attrazione succulenta per questi animali. Da che non avevamo visto nemmeno un pelo di orso, siamo passati a vederne circa 10 in un solo giorno.

Lasciate le terme la strada sale a Muncho Lake, uno specchio d’acqua turchese incastonato tra picchi innevati e boschi di conifere. L’acqua è tanto attraente quanto gelida. Qui gruppi di capre di montagna leccano il sale dall’asfalto e dalle rocce. La strada prosegue ancora in salita verso il primo dei 3 passi, per scendere nuovamente a valle lungo il Toad River. Lungo la discesa abbiamo la fortuna di avvistare una lince, una femmina di alce ed un paio di cervi. Siamo ancora increduli alla quantità di animali selvatici che è possibile vedere!

Superato il villaggio di Toad River la strada lascia il fiume e la valle per risalire lungo il Mac Donald Creek e il Tetsa River fino al Summit Lake. È il secondo passo, il più spettacolare con la strada scavata nella roccia e le montagne, sempre più alte, che fanno da sfondo. Sulla cima si trova il Summit Lake (Lago della cima), siamo a poco più di 1200 metri è fine Maggio ed il lago è ancora in parte ghiacciato.

Da qui in poi la strada piano piano perde il suo fascino. Il terzo passo, Steamboat Mountain Summit, segna definitivamente la fine delle selvagge Rocky Mountains, entrando nel territorio del petrolio e del gas. Pedaliamo ancora tra infiniti boschi di conifere e orsi a bordo strada, ma è evidente che il territorio è cambiato. Un forte odore di gas permea in qualche tratto l’aria e compaiono le prime recinzioni e divieti di accesso. Arriviamo a Fort Nelson dopo 14 giorni di pedalata, la cittadina non ha molto da offrire ma una famiglia accogliente ed una cucina “vera” ci fanno venire voglia di fermarci un po’. Ci prendiamo un paio di giorni di pausa prima di affrontare il prossimo lungo tratto di strada. Olio e gas saranno i nostri prossimi compagni di viaggio.

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