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Canada del Nord in bici lungo la Dempster Highway

Itinerari, Nord America • di

Cominciamo la nostra avventura nelle Americhe da Tuktoyaktuk, nell’estremo nord del Canada, nei Territori del Nord Ovest. Qui comincia, o finisce, il Trans Canada Trail che seguiremo per un tratto del nostro itinerario. Tuktoyaktuk è un villaggio di circa 300 abitanti, prevalentemente di etnia Inuvialuit o genericamente Eschimesi, arroccato sulle sponde dell’Oceano Artico. Raggiungere questo posto è un’impresa, noi abbiamo volato a Vancouver da Sydney, poi un altro aereo ci ha portati a Whitehorse, dove abbiamo dovuto dormire una notte, e da qui con un altro volo abbiamo raggiunto Inuvik, a 160 km di distanza, per fare autostop e raggiungere finalmente la nostra destinazione nell’estremo nord per cominciare a pedalare verso sud.

Mappa

Traccia gps

Arriviamo a fine Marzo, la temperatura non sale sopra i -20 gradi a raggiunge tranquillamente i -40 gradi, il sole splende fino alle 23 di sera ed il cielo la notte è colorato da quello spettacolo naturale incredibile che chiamiamo Aurora Boreale. Il fiume McKenzie è completamente ghiacciato, così come l’Oceano Artico e questo permette la “costruzione” di una strada di ghiaccio tra i due villaggi di Tuktoyaktuk ed Inuvik, e questo è il motivo per cui siamo qui ora: vogliamo pedalare su questa epica strada: 180 km di ghiaccio. Dal 2018 una strada sterrata aperta tutto l’anno unirà i due villaggi, ponendo fine all’era dell’epica traversata. Superata la strada di ghiaccio ci attendono 736 km di sterrato con in mezzo solo lo sconfinato paesaggio della tundra ed i lunghi, infiniti tramonti dell’artico primaverile.

Ci organizziamo bene con il cibo, 10 giorni di pasti preparati accuratamente in bustine nelle quali dobbiamo solo aggiungere acqua calda. Acqua che otteniamo sciogliendo la neve che non manca da queste parti. Abbiamo calcolato fino all’ultima caloria di ciò che dobbiamo mangiare, tutto, dalla colazione agli spuntini, deve essere ipercalorico per permetterci di affrontare le rigide temperature. La Dempster Highway, così si chiama lo sterrato che da Inuvik, Territori del NordOvest, porta a Dawson City, nel famoso Klondike, è un sali-scendi impegnativo. Sale per le famigerate Richardson Mountains, dove venti forti ed improvvise tempeste di neve possono bloccare i viaggiatori per giorni, attraversa la linea del Circolo Polare Artico nell’altopiano di Eagle Plains, scende lungo la valle del fiume Ogilvie per risalire poi nuovamente nel Tombstone National Park. Gli unici punti di rifornimento sono Inuvik, proprio all’inizio della strada, Tsiigehtchic, Fort McPherson ed Eagle Plains.

Tsiigehtchic, villaggio di poche anime, dista circa due-tre giorni da Inuvik, dispone di un piccolo ma fornito negozio di alimentari. Sorge su un’altura separata dalla terraferma da due rami del fiume McKenzie, percorribili con traghetto in estate e su ponti di ghiaccio in inverno. Gli abitanti di questo villaggio rimangono completamente isolati per circa 4 settimane l’anno, ovvero in primavera quando il ghiaccio sul fiume McKenzie comincia a sciogliersi ed in autunno quando comincia a formarsi.

Fort McPherson è l’ultimo o il primo, a seconda della direzione in cui si percorre la Dempster Highway, avamposto di questa parte di mondo. Anche questo, posto sulle rive del fiume McKenzie, è raggiungibile con traghetto in estate e ponte di ghiaccio in inverno. Qui ci concediamo qualche giorno di pausa per scaldarci e prepararci ai prossimi 600 km di nulla. Dormire e mangiare è estremamente caro, dato l’elevato costo di mantenimento che gli edifici richiedono. Nei piccoli supermercati si trova sorprendentemente di tutto, basta essere disposti a pagarne il caro prezzo. Un’interessante mescolanza di aborigeni, Inuvialuit e Gwich’in più comunemente chiamati Inuvit, e “bianchi”, per lo più impiegati governativi, vivono in queste remote cittadine. Jeep e motoslitte sono i principali mezzi di locomozione. Sono davvero lontani i tempi delle slitte trainate da renne!

La nostra prossima sosta dal freddo è Eagle Plains, a 370 km da Inuvik. Un motel nel bel mezzo della Dempster. Non si può comprare cibo ma per circa 150€ si può mangiare, dormire e connettersi ad internet. Da qui cominciano gli ultimi 405 km senza un solo posto per fermarsi. 365 km sono ancora di sterrato lungo la Dempster Highway, 40 km sono su asfalto per raggiungere la cittadina di Dawson City, un detour necessario per procurarsi cibo e doccia. Dawson City, sorge sulle rive del fiume Yukon proprio al confine con l’Alaska. Si trova nella valle del Klondike, famosa per la corsa all’oro e per la pepita di Paperon de Paperoni. Normalmente è una cittadina che pullula di vita ma siamo alla fine di Aprile, la neve si è da poco sciolta e le temperature di notte sono ancora rigide.

I campeggi sono ancora tutti chiusi, le guest house sono quasi tutte in fase di rifacimento in previsione della nuova stagione. Pedaliamo per la strada principale, fatta di strade di terra, marciapiedi in legno delimitati da palazzine da far west, e siamo gli unici in giro. Ci sembra di camminare sul set cinematografico di un film con John Wayne ma abbandonato. Fatichiamo non poco per trovare un posto per dormire. Convinciamo la proprietaria di una guest house a farci dormire per 100 dollari canadesi (circa 65 euro) bagno in camera e colazione inclusa. Sono gli ultimi soldi, per fortuna, che spenderemo in Canada per dormire. Viaggiare in inverno nel Circolo Polare Artico è una grossa sfida, ampiamente ripagata dall’esperienza incredibile che si vive ma è indubbiamente oneroso. Per fortuna l’inverno è alle spalle, la neve si è sciolta e campeggiare all’aperto sarà nuovamente facile e piacevole.

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