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Recensione carrello per viaggio in bici “Mamut Explorer”

Attrezzatura, Bikelife, Cicloturismo • di

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Uno degli effetti dell’autunno è un cambio netto nel modo di vivere la bicicletta. Le ore in sella sono sempre meno, aumentano quelle dedicate alla manutenzione e quelle trascorse davanti al computer alla ricerca di informazioni preziose per pianificare il prossimo viaggio, per trovare il pantaloncino con il fondello ideale, la sella salva terga ma, soprattutto, la bicicletta perfetta con cui poter finalmente sperimentare quel senso di libertà che solo un viaggio in bicicletta è in grado di offrire. Una prima occhiata a quanto offre il mercato ed ecco la crisi: telaio in acciaio o in alluminio? Ruote da 26” o da 28”? Forcella fissa o ammortizzata? Manubrio da corsa o sportivo? E la misura del telaio? Ma, soprattutto, il prezzo! Una volta visti i prezzi, un acquisto errato sarebbe davvero imperdonabile. Magari un usato…

E allora ore, ore e ore trascorse su forum nazionali e internazionali e rovistando tra i cataloghi dei produttori. E le borse? E il portapacchi?
E poi un giorno scopri che per fare un viaggio in bicicletta non hai bisogno di una bici da viaggio, ma solo di un banalissimo accessorio: un carrellino che, attaccato direttamente al mozzo della ruota posteriore attraverso uno speciale sistema di sgancio rapido, permette di trasportare fino a 40 kg utilizzando pressoché qualunque tipo di bicicletta, sia questa una MTB, la scassona da città o perfino la specialissima in carbonio.

Il carrellino che ho avuto l’opportunità di testare per un viaggio di circa 500 km lungo la costa meridionale della Turchia è il Mamut Explorer, una copia quasi perfetta del più celebre BOB Yak. Non gli ho risparmiato nulla: salite, discese, curve e sterrato.
In ogni occasione la sensazione di guida è di assoluta neutralità a tal punto che, in discesa, è normale voltarsi più volte per vedere se quell’affare sia ancora lì dietro. In salita ovviamente il peso si fa sentire, probabilmente anche più delle normali borse da cicloturismo, ma non avere pesi sulla bici consente di salire “en danseuse” (pratica pressoché impossibile utilizzando i tradizionali borsoni) e di avere una maggiore maneggevolezza del mezzo grazie al baricentro molto più basso.

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Un altro indubbio vantaggio nell’utilizzare un rimorchio è che si evita di sovraccaricare le ruote della bicicletta: non bisogna essere dei pesi massimi per sapere quanto è fastidioso rompere raggi e cerchi a causa degli eccessivi strapazzi. Distribuendo il carico su un’ulteriore asse, salvo casi estremi, le ruote storte saranno solo un ricordo.
Inutile a dirlo, il carrellino si destreggia bene ovunque tranne nelle città particolarmente trafficate dove occorre pedalare con un po’ più prudenza del solito, giacché, in quanto oggetto sconosciuto, non è escluso che possa finire sotto le ruote di qualche maldestro automobilista.

Chiaramente ci sono anche degli aspetti negativi: aggiungere un pezzo così importante e voluminoso alla bicicletta significa anche maggiori difficoltà ogni volta che si decide di caricare il tutto su un aereo, su un treno o su un autobus bisognerà essere pronti a discutere e a pagare un prezzo extra per il trasporto del rimorchio.
Altro aspetto negativo è la praticità: viaggiare con 3 o 5 borse significa avere la possibilità di creare un ordine predefinito e rigoroso per evitare di mettere i vestiti sporchi assieme a quelli puliti, gli attrezzi per la manutenzione accanto al sacco a pelo, lo spazzolino vicino ai sandali. Il rimorchio ha in dotazione un borsone impermeabile (da 80 o 94 litri) che non consente una simile suddivisione se non attraverso l’uso di una decina di borse di plastica. Una valida alternativa (che consente anche l’aumento della capacità di carico) è aggiungere al borsone uno zaino da montagna da legare saldamente al telaio del rimorchio usando degli elastici.

Insomma, come ogni cosa, presenta dei vantaggi e degli svantaggi.
Ultima cosa, il prezzo: un rimorchio costa tra i 250 e i 450 euro a seconda della marca e del modello scelto.

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3 Risposte a Recensione carrello per viaggio in bici “Mamut Explorer”

  1. Michele ha detto:

    Vorrei delle informazioni per dei carrelli da viaggio per lunghi viaggi….ammortizzati…grazie Michele

  2. Angelo ha detto:

    Ciao Michele sono un viaggiatore a lunghe distanze così come li cerchi tu’. Uno tra i carrelli migliori in commercio se posso proprio consigliarti e ExtraWeel con questo ho fatto tratti di viaggio dalla serie gara ( freeride ) eccezionale veramente indistruttibile, e non si stacca dalla bici manco se lo prendi a martellate pedali con la tua biga come se non avessi nulla attaccato dietro.Premetto che scelgo la struttura da portarmi dietro in funzione della tipologia di viaggio e del tipo di terreno da affrontare( in linea di massima)perché ho viaggiato anche con borse ant. e post. Quindi a te la scelta e non mi resta che augurarti buon viaggio.Angelo.

  3. Gianluca ferrario ha detto:

    Ciao ho preso un carrello con attaco singolo alla ruota di sinistra il carrello ho due ruote e volevo chiedere se e sicuro per un viaggio di due settimane perche’ il mio dubbio e che si ribalti visto che non ho mai fatto viaggi con un carrello grazie gianluca.

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