Ciclovia dei Parchi della Calabria | Pedalando sulla Sila, l’altopiano della pace

Il Parco Nazionale della Sila è un posto nel quale vale la pena perdersi. È l’altopiano più grande d’Europa, custode di una delle foreste più antiche d’Italia e dell’aria più pulita del continente. Accanto ad ampi pascoli di mucche podoliche, con il loro tipico campanaccio in legno dipinto, si estendono a perdita d’occhio boschi di pino nero, faggi, abeti bianchi, querce, castagni, aceri, tigli. È un itinerario lungo che attraversa un territorio vasto ricco di storia e di natura.

L'altopiano della Sila in bici

La prima parte è caratterizzata da piccoli borghi che raccontano quanto la Calabria sia stata, e continua ad essere, punto d’incontro e di avvicendamento di diverse civiltà ed un fiorente centro culturale, nella seconda parte invece ci si immerge completamente nella natura in boschi di alberi centenari ed esempi virtuosi di convivenza uomo-natura. 

Consigliamo di dividere questo itinerario in 3 parti, per avere delle giornate meno impegnative ma soprattutto per avere il tempo di godere fino in fondo delle bellezze del Parco della Sila. Questa la suddivisione della tappa in tre giorni:

1) Sila Piccola

Tiriolo – Villaggio Mancuso | 56 km | 1500 metri di dislivello

2) Sila Grande

Villaggio Mancuso – Camigliatello Silano | 68 km | 1000 metri di dislivello

3) Lago Cecita e Cupone

Camigliatello Silano – Acri | 45 km | 390 metri di dislivello

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Si parte da Tiriolo, alle porte della Sila Piccola. Questo borgo, posto a 600 metri su di un poggio spartiacque dei fiumi Amato sul versante tirrenico e Corace su quello Ionico, è soprannominato “Il paese dei due mari” poiché da qui è possibile vedere con un unico sguardo sia il Mar Tirreno che Jonio. Le finestre del paese affacciano quasi tutte sull’Istmo di Catanzaro, la lingua di terra più stretta della nostra penisola.

La sua posizione privilegiata lo rese un centro di estremo interesse per diverse popolazioni nell’arco della storia, si trovano infatti reperti archeologici di varie epoche e civiltà a partire dal neolitico. Una visita al Museo Civico di Tiriolo permette di apprezzare l’importanza storica e culturale di questo piccolo centro, qui è custodita una preziosa collezione di abiti tradizionali con meravigliosi esempi di tessitura occitana e arbëreshë, testimonianza di un territorio multietnico.

Da Tiriolo si prende la SP40 in direzione Gimigliano, è una strada abbastanza trafficata ma che si lascia perdonare scivolando dolcemente sotto la rupe di roccia calcarea che sovrasta il paese. Superato il ponte sul fiume Corace, a 9 chilometri da Tiriolo, comincia la salita verso l’abitato di Gimigliano che si trova 2 chilometri e 200 metri più in su.

Lasciata l’ultima casa di Gimigliano si prosegue sulla più tranquilla SP34, una strada a mezza costa nella valle del Fiume Corace. Per 9 chilometri si pedala attraverso boschi di querce e saliscendi impegnativi fino ad arrivare al bivio per Melitello. Qui si prosegue a destra in direzione Catanzaro e comincia la risalita verso il passo Pentone. La salita non è molto impegnativa, sono 5 chilometri e 300 metri di dislivello, e permette di apprezzare il paesaggio circostante che è davvero particolare, se da una parte siamo abbracciati dai boschi dall’altra la strada affaccia su una serie di colline aride e desertiche con sfondo il mar Ionio. 

Arrivati in cima al Passo Pentone si prende la più grande e trafficata SS109bis in direzione Taverna. 11 chilometri di gloriosa discesa con affaccio sul mare cobalto portano al paese che diede i natali a Mattia Preti, uno dei più importanti esponenti della pittura napoletana e uno dei maggiori pittori di successo del ‘600. Molte delle sue opere e di altri pittori di notevole interesse sono visitabili presso il Museo Civico del paese.

Da Tiriolo a Taverna si sono già percorsi 40 chilometri con 700 metri di dislivello, se si hanno ancora le gambe con un buon pranzo, un panino con caciocavallo e coppa è altamente consigliato, si può affrontare la salita che porta all’ingresso del Parco Nazionale della Sila, ovvero 17 chilometri e 800 metri di dislivello per raggiungere Villaggio Mancuso a quota 1300 metri.

Parco della Sila sosta

Questo villaggio turistico, fatto di baite di legno fiabesche, offre diverse possibilità di pernotto sia in hotel che in tenda. La salita al Villaggio è un lento riappropriarsi degli spazi della natura, Taverna è infatti l’ultimo grande centro abitato per successivi 126 km fino ad Acri, nel mezzo una serie di piccoli villaggi turistici che offrono ogni confort nella quiete della natura.

Da Villaggio Mancuso si prosegue immersi in boschi di pino laricio calabrese, ginestre dei carbonai e biancospini, accompagnati dal suono secco del picchio e dal richiamo stridulo della ghiandaia. Nei pressi di Borgo Torre Spineto, dove si devia a sinistra seguendo la SS179 in direzione Bocca di Piazza, si lascia momentaneamente l’area del Parco e si pedala dolcemente tra campi coltivati e pascoli. Si rientra di nuovo nel parco nei pressi del lago Arvo che compare alla vista dopo una lunga salita a mezza costa da Bocca di Piazza.

Natura nel Parco della Sila - Calabria

Arrivati al lago per raggiungere Lorica si può scegliere di percorrere indistintamente la riva nord o sud. Prendendo la nord si prosegue attraverso un’area più umanizzata ma si può ammirare la natura lussureggiante della riva sud. La quiete che emana il paesaggio è prorompente, filari di abeti che si rispecchiano nelle calme acque del lago increspate di tanto in tanto dal movimento degli uccelli che abitano la zona.

Anche Lorica offre diverse possibilità di pernotto tra alberghi, agriturismi e campeggi tutti con una magnifica vista sul lago incantato. Inoltre è un’ottima base per escursioni giornaliere nei dintorni del lago, attraverso sentieri pensati sia per la bicicletta che a piedi. Le guide del parco della Sila, molto preparate, sono a completa disposizione per accompagnare le persone nei sentieri più impegnativi. Un piccolo battello elettrico, attivo tutto l’anno tranne nei giorni di cattivo tempo, offre la possibilità di navigare il lago ed avere una prospettiva davvero unica del luogo.

Museo Naturalistico Parco della Sila

L’anfiteatro del lago si può lasciare seguendo due diverse strade per Camigliatello. La prima più panoramica ed impegnativa è la Via delle Vette che si prende, venendo dalla sponda  nord, 2,5 km dopo la sede operativa dell’Ente Parco girando a sinistra e seguendo le indicazioni della Ciclovia. Questa via sale fino al Passo Botte-Donato a 1890 metri di altitudine da cui si gode un paesaggio davvero unico: i due mari, le isole Eolie, il massiccio del Pollino, l’Etna, i laghi Arvo e Cecita ed un tappeto verde di boschi a perdita d’occhio.

Parco Nazionale della Sila - cartello lupo

In alternativa si può prendere la SP211 da Rovale in direzione del Villaggio Silvana Mansio, meno panoramica, comunque piacevole e poco faticosa, infatti superata la piccola salita iniziale questo itinerario ci porta in lieve discesa verso Camigliatello. Che si scelga di impegnare le gambe o meno è d’obbligo effettuare una visita al centro FAI Giganti della Sila. Il centro si trova 5 chilometri a sud di Camigliatello nella località Croce di Magara. Dalla strada principale si devia per un paio di chilometri per arrivare al cospetto dei protagonisti di questa zona: i pini larici cinquecentenari. È davvero emozionante ritrovarsi ai piedi di questi organismi così antichi e maestosi che si slanciano fieri verso il cielo.

Camigliatello è un piccolo centro che offre ogni comfort, d’inverno è base di partenza per escursioni in sci, d’estate invece per escursioni a piedi o in bicicletta. Ristoranti, hotel, bar e negozi di artigianato locale animano la piccola via del centro. Qui si trova anche un fornito negozio di noleggio e riparazione biciclette.

Negozio di biciclette - Parco della Sila

Da Camigliatello si segue in discesa verso il Lago Cecita. Cinque chilometri dopo Camigliatello una piccola deviazione permette di visitare la caratteristica chiesetta in legno di San Lorenzo, un piccolo fabbricato ubicato in un angolo paradisiaco del lago. Attorno al Lago Cecita si respira tranquillità ed equilibrio, la zona, occupata dagli albori della storia dagli esseri umani, è uno splendido sodalizio tra uomo e natura: mucche podoliche e campi di patate silane si affiancano ai boschi selvaggi. Per gustare le tante delizie della zona ci si può fermare presso alcune delle aziende agricole lungo la strada che offrono alla vendita diretta i loro prodotti, imperdibili sono gli yogurt e latticini fatti con il latte delle mucche podoliche.

Pedalando nel Parco della Sila

Altra pausa consigliata è Il Centro Visite del Parco, in località Cupone, qui si trovano: un’ampia area pic-nic immersa tra i pini neri calabresi proprio sulle rive del lago, un piccolo bar, l’unico presente sulla strada da Camigliatello ad Acri, ed un complesso museale da visitare per conoscere meglio il territorio della Sila. È anche l’ultimo avamposto del parco e della pace di questi luoghi.

Lasciata l’area vivace del lago si prosegue attraverso una strada molto poco trafficata verso la cittadina di Acri. Si prosegue ancora per qualche chilometro sull’altipiano Silano, la vista spazia fino al mare e sembra davvero di essere sulla terrazza d’Italia. A 12 chilometri dal Centro Visite di Cupone una discesa sinuosa abbandona l’altopiano e porta fuori dal parco e dalla calma rassicurante della natura si arriva alla vivace cittadina di Acri, con il suo brulicare di macchine e persone, è uno scioccante ritorno alla vita frenetica dei boschi di cemento.

Per maggiori info : www.cicloviaparchicalabria.it

Tappa 1 : Aspromonte, in bici da Reggio Calabria a Mongiana

Tappa 2: Parco delle Serre, in bici da Mongiana a Tiriolo

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