Il Grand Tour delle Marittime e Mercantour: da Cuneo a Nizza - Bikeitalia.it

Il Grand Tour delle Marittime e Mercantour: da Cuneo a Nizza

Il percorso Grand Tour Bike ad anello è dedicato agli amanti della bici che vogliono affrontare i colli più suggestivi dell’arco alpino occidentale. Per comodità, e per sfruttare i collegamenti ferroviari, abbiamo deciso di suddividere il Grand Tour in due metà.

Per coloro che non amano particolarmente la salita e preferiscono fermarsi di tanto in tanto in spiaggia per un bagno rinfrescante, si veda in particolare il tratto da Ventimiglia a Nizza. Per gli amanti del brecciolino, invece, la variante gravel da Sospel a Valdieri è un gioiello imperdibile. Grazie al fondo poco impegnativo, il Grand Tour delle Marittime e Mercantour è fruibile anche ai meno allenati ricorrendo alle ebike che possono essere comodamente caricate lungo il percorso.

Grand Tour delle Marittime e Mercantour

Grand Tour delle Marittime Orientali

Il Grand Tour delle Marittime Orientali offre l’occasione di soddisfare non solo la voglia di pedalare in territori nuovi, ma anche il desiderio di scoprire aspetti inaspettati del territorio.

Ecco 10 punti di interesse lungo il percorso a cui prestare attenzione:

Cuneo
È una città incastonata alla confluenza tra il torrente Gesso e il fiume Stura con forte vocazione militare e commerciale. La centralissima via Roma merita una visita, così come l’antica contrada Mondovì dove sorgono gli edifici più antichi della città.

Oasi di Crava Morozzo
È il paradiso degli uccelli migratori e quindi permette un’immersione totale in una dimensione naturale che, in particolare nei luoghi di pianura sembra essere ormai dimenticata.

Mondovì
È la città del barocco dove le architetture dell’architetto Francesco Gallo hanno impreziosito una placida cittadina da cui si domina la pianura, e si gode della vista della Langa e delle Alpi.

Vicoforte
Qui si trova la cupola ellittica più grande del mondo costruita nel santuario che avrebbe dovuto diventare il Mausoleo di Casa Savoia. Di fronte alla maestosità della volta è impossibile non restare a bocca aperta.

Garessio
È stato annoverato tra i borghi più belli d’Italia. Ma oltre all’occhio anche la bocca vuole la sua parte: imperdibile è la polenta saracena, condita con un particolare sugo a base di porri e la panissa (polenta di ceci).

Castello reale di Valcasotto

Cascate dell’Arroscia
Si trovano alle porte del minuscolo comune di Mendatica, e offrono un salto di 30 metri per 15 metri di larghezza e una portata d’acqua impressionante. L’esperienza è fragorosa.

Pieve di Teco
Il borgo medievale e i suoi portici consentono un salto nel tempo. Questo villaggio ospita un importante mercatino dell’antiquariato e di arte moderna.

Drego
Non c’è nulla di particolare, se non una natura rigogliosa e paesaggi lungo la strada da togliere il fiato. E scusate se è poco.

Dolceacqua
Il borgo ospita l’antico castello dei Doria e il ponte vecchio offre una cornice per un paesaggio da cartolina.

Ventimiglia
È conosciuta principalmente per la propria posizione di confine e in quanto tale offre spunti molto validi, oltre alla spiaggia, da non perdere è la città vecchia.

Da Cuneo a Ventimiglia

Punto di partenza è Piazza Galimberti, il cuore della città di Cuneo e si percorre Corso Marconi per uscire dalla città e oltrepassare il torrente Gesso. Sfruttando una rete di stradine di campagna a bassa percorrenza si arriva alla Riserva Naturale di Crava – Morozzo. All’altezza di San Biagio si supera il fiume Pesio per dirigersi in direzione Mondovì. Qui per diversi km sono tutti saliscendi in mezzo alla placida campagna sino all’ingresso di I Mondovì dove fare una sosta. Percorrendo le campagne si arriva con una prima salita a Briaglia da dove si prosegue verso l’abitato di Vicoforte e la successiva discesa al Santuario. Qui proponiamo una sosta per visitare il percorso del Magnificat. Si passa ai boschi delle Alpi Liguri fino a Roburent e Pamparato (una tappa per assaggiare le paste di meliga è consigliata) da dove si risale lungo la Valle Casotto fino a raggiungere Garessio 2000.

Da qui parte la discesa per Garessio a 1379 metri e si ricomincia a salire seguendo il corso del Tanaro e quindi del torrente Negrone per lambire Piancavallo, fiore all’occhiello del Parco Naturale delle Alpi Liguri, una tra le aree naturalisticamente più importanti della Liguria per la presenza di numerose specie animali tra cui i camosci e l’impressionante copertura boschiva: larici, pini, pino silvestre e faggi si perdono a vista d’occhio. Superato Bric Scravaglion, si vola in una ripida discesa di 20 chilometri fino a Pieve di Teco a quota 1386 metri e da qui si segue il percorso del Torrente Giara di Rezzo.

Grand Tour delle Marittime e Mercantour
Ponti, fraz. di Pornassio

In località Rezzo si entra nel vivo del luna park di salite e discese delle Alpi Liguri: comincia infatti la dura salita che porta a un altro gran premio della montagna e dai 542 metri di Rezzo si arriva, in soli 14 chilometri, a toccare i 1330 metri di altitudine per poi scendere nuovamente ai 460 metri della località Molini di Triora. Da Molini di Triora si prosegue ancora in salita per una decina di chilometri per poi lasciare sciolte le briglie e raggiungere il mare pedalando in una spettacolare e incantevole discesa. Da Molini di Triora la strada ripercorre l’antica Via del Sale che conduce, passando per Pigna, Isolabona e la caratteristica Dolceacqua, fino a Ventimiglia.

Da Ventimiglia a Nice

Per andare da Ventimiglia a Nice si può scegliere di percorrere la costa visitando le famose località di mare per racchiudere tutto il tratto in 43 km e 520 metri di dislivello positivo, oppure, si può scegliere di viaggiare a mezza costa andando alla scoperta dell’entroterra, meno conosciuto e con scorci decisamente più emozionanti. In questo caso il tracciato da Ventimiglia a Nice si sviluppa interamente su strada asfaltata per 61 km e 1400 metri di dislivello positivo. Il percorso è identico fino a Menton, dove la nostra variante si inerpica verso l’entroterra. Data la presenza di tunnel e gallerie si raccomanda la dotazione di luci anteriori e posteriori sulle biciclette. A causa della limitata larghezza della strada e dell’alto traffico, durante i mesi estivi può essere una buona idea percorrere il tratto da Ventimiglia a Menton in treno (la linea ha corse ogni 20 minuti circa). Usciti dalla stazione di Ventimiglia si attraversa il ponte sul fiume Roya, corso d’acqua che dal Colle di Tenda termina qui la sua corsa sfociando in mare. All’altezza del porticciolo turistico si pedala sotto le mura della città vecchia di Ventimiglia.

Da qui ci si immette sull’Aurelia e si supera la frazione di Latte. Si comincia a salire prendendo corso Mentone per superare il verdeggiante promontorio di Capo Mortola, la prima salita vera e propria dell’itinerario con una pendenza massima del 10%. Qui, a circa 15 chilometri dalla partenza, inizia la salita che per altrettanti chilometri sfrutta la stretta e poco trafficata strada D22 in direzione St-Agnès. La salita inizia dolce e, tornante dopo tornante, porta verso le montagne di Monaco e Nice, circondati dal verde dei boschi profumati della Cote d’Azur.

Proseguendo in salita lungo Route de l’Armée des Alpes le pendenze cominciano a farsi importanti e il panorama cambia lasciando posto a boschi di conifere e rocce fino a raggiungere, proseguendo sulla D22, il piccolo borgo di St-Agnès. Qui è consigliata una sosta per rifocillarsi e rifornirsi di acqua. La località, che si trova a 800 metri di altitudine, è classificata come il borgo del litorale più alto d’Europa e tra i più belli di Francia, e dà il benvenuto nella spettacolare cornice delle Alpi Marittime. Al trentesimo chilometro dalla partenza si raggiungono i 930 m.s.l.m., punto più alto dell’itinerario, e si comincia la discesa verso il mare che si snoda inizialmente tra tornanti ripidi e una serie di gallerie scavate nella roccia.

Al chilometro 32 circa si iniziano a incontrare case sparse e abitati. Superata Saint-Martin de Peille si arriva al prestigioso Golf Club di Monte Carlo e il punto panoramico Testai d’Agel alla sinistra dove occorre fermarsi per una foto. Il tratto di collegamento via entroterra da Monaco a Nizza è frastagliato da alcune frazioni collinari come La Turbie, rinomato punto di passaggio della Via Julia Augusta.

Grand Tour delle Marittime e Mercantour
Porto di Nice

La pedalata da qui si sviluppa in un continuo saliscendi e porta nell’area del Parco naturale della Grande Corniche, che si estende nei comuni di Eze, La Trinité, La Turbie e Villefranche-sur-Mer. Qui il verde circonda e abbraccia il ciclista e lo conduce fino all’osservatorio astronomico della città di Nizza. Scendendo si incontra il Parco Naturale protetto di Vinaigrier con i suoi terrazzamenti di olivi amati dai locali e si prosegue fino a raggiungere e superare la stazione ferroviaria di Nizza Requier.

Imboccata Rue Arson si arriva al porto di Nice.

Vuoi saperne di più? Scarica l’ebook gratuito “Le Alpi del Mediterraneo in bicicletta”

copertina_ebook_le_alpi_del_mediterraneo_in_bici_s

Le Alpi del Mediterraneo

in bicicletta

 


Commenti

Nessun commento

Ultimi articoli

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti