La Via Rhôna in bicicletta da Lione ad Arles - Bikeitalia.it

La Via Rhôna in bicicletta da Lione ad Arles

La Via Rhôna è un itinerario ciclabile che si snoda tra la Svizzera e il Mar Mediterraneo, lungo il corso del fiume Rodano. Con i suoi ottocento chilometri pianeggianti, conduce dalle Alpi al mare, passando per laghi, vigneti, borghi medievali adagiati sul fiume e campi di lavanda e attraversando di volta in volta straordinarie città d’arte.

Corre il mese di febbraio, abbiamo qualche giorno di vacanza, il meteo si preannuncia soleggiato e questa ciclovia solletica insistentemente la nostra fantasia. Così, in poco tempo, organizziamo la partenza e ci dirigiamo in Flixbus (con a bordo le nostre immancabili Bergamont Grandurance) verso Lione.

Decidiamo di partire dalla bella città francese e di percorrere la metà meridionale della Via Rhôna, ben intenzionati a pedalare con il sole sempre in faccia. A Lione diamo appuntamento ad alcuni amici internazionali – una coppia di belgi e un ragazzo bulgaro – con i quali condividiamo tutto il viaggio. Questo viaggio, così, detiene ben due primati: la prima ciclovia percorsa fuori dai confini nazionali e il primo itinerario pedalato interamente in compagnia di amici.

Via Rhona in bicicletta

Amiamo viaggiare in Italia e ogni volta rimaniamo incantati dalla sua straordinaria varietà ma, se si tratta di pedalare, dobbiamo spezzare una lancia nei confronti dei francesi: abbiamo percorso quasi quattrocento chilometri in totale sicurezza, realizzando che a fare la differenza non sono solo le infrastrutture, ma anche l’educazione delle persone, che danno prova di un profondo rispetto nei confronti dei ciclisti. Basta una linea sottile sul suolo a delineare che quello spazio appartiene esclusivamente a chi pedala e l’idea che quella stessa pista ciclabile, in Italia, sarebbe un parcheggio abusivo per macchine ci suscita un sorriso amaro.

Considerazioni a parte, in quattro giorni abbiamo pedalato da Lione ad Arles, percorrendo circa cento chilometri al giorno: la giusta distanza per sentire i muscoli stanchi la sera, avendo però anche il tempo di fermarci a visitare le cittadine incontrate lungo il tragitto. Orange, Avignone e Arles sono i centri urbani che ci hanno colpiti maggiormente: straordinarie rovine romane, l’imponente Palazzo dei Papi (nonché i resti della chiesa dove Petrarca si innamorò di Laura), la presenza silenziosa di Van Gogh e quella più rumorosa della fotografia hanno notevolmente arricchito la nostra esperienza, in una fusione perfetta tra fatica fisica e stimoli culturali.

Molti sostengono che le ciclovie a bordo fiume siano noiose, perché monotone e ripetitive, ma personalmente mi permetto di dissentire. Ho trovato nel Rodano una poetica metafora della nostra avventura: dirigersi verso Sud, anelare al mare, scorrere fluentemente. E che l’acqua sia uno specchio in cui riconoscersi è storia antica come la luce del sole, di quel sole caldo che ha illuminato il nostro viaggio dal primo colpo di pedale fino all’ultimo.

[Costanza Brini e Giacomo Riccobono – Ora Pedala]

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