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Trentino, le ciclabili dell’Adige e del Sarca con bambini

Italia, Itinerari, Trentino • di

4 parco giochi tn

Chi viaggia in bici con i propri figli sa che certe volte per partire in tempo utile, si scende a compromessi e si parte con qualche chilo in più. Questa volta ci scarrozziamo per tutto il viaggio paletta, secchiello e trattorino per giocare nei parchi gioco che saranno ritenuti i più interessanti dal piccolo di casa.

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Decidiamo di iniziare a pedalare da Rovereto dopo aver visitato Casa Depero (a Rovereto ci sono dei bei musei oltre al celebre MART, tra cui il museo della guerra nel castello, e quello sull’artista futurista, ricavato in quella che fu la sua casa – laboratorio). percorrendo la pista ciclabile passando dal sobborgo roveretano di Borgo Sacco, seguendo prima il corso cittadino del torrente Leno, e lo lasciamo poco prima che confluisca nel fiume Adige all’altezza del Ponte delle Zigherane. Il ponticello di ferro deve il suo nome alla storia della vicina e imponente Manifattura Tabacchi. Era la fine dell’Ottocento, quando le “zigherane”, operaie della fabbrica, si autotassarono per favorire la costruzione del ponte, che permise loro di accorciare il percorso casa-lavoro. Oggi la Manifattura Tabacchi è un centro che ospita start up e progetti innovativi legati alla green economy, un caso ben riuscito di conversione industriale. Percorriamo ora la quasi interezza del restante tragitto accompagnati dal fiume Adige, a parte qualche breve tratto in mezzo alle viti dove si condivide la strada con qualche veicolo.

Rovereto

Rovereto

Ripresa la ciclabile, ritorniamo a vedere il fiume. Qui la pista è sopraelevata e permette di godere di una bella vista sull’ampia e verde vallata, tradizionalmente coltivata a vigneti, poi basta alzare lo sguardo per scorgere qua e là castelli e fortezze che ci fanno fare un tuffo nel passato. La Vallagarina infatti per la sua naturale forma e posizione fu anticamente linea di confine e da sempre terra di passaggio fra Italia e Mitteleuropa.

Ciclabile Mattarello

Ciclabile Mattarello

Tra le tante fortezze, superato il paese di Volano, ci troviamo davanti, sulla sommità di una collina, la bellissima fortezza di Castel Beseno, struttura fortificata risalente al XII secolo. Ci fermiamo ad apprezzare la sua vista dal vicino Bicigrill di Nomi, dove prendiamo un caffè mentre il nostro bimbo gioca nell’area attrezzata finchè non ripartiamo. Ci imbattiamo anche in qualche cicloturista attrezzato con cartina che salutiamo con un sorriso e un “Servus” e veniamo ricambiati allo stesso modo.

4 nomi

Vento a parte, la ciclabile è tutta pedalabilissima, ricca di aree sosta, molto piacevole perchè immersa nel verde della valle e dai pendii boscosi che qui in Trentino non mancano mai, nemmeno in città. Superato l’abitato di Mattarello e costeggiato il piccolo aeroporto trentino, che affascina il nostro bimbetto per la possibilità di veder decollare ed atterrare piccoli velivoli a pochi metri da noi, ci imbattiamo nel grande e accogliente Bici Grill di Trento, dove per noi ciclisti è stato attrezzato un utilissimo punto “pit-stop” dove è possibile gonfiare e riparare le gomme. Il menu offre una varietà infinita di possibilità: ricchi panini, pasta fatta in casa, secondi piatti della tradizione trentina, insalatone e dolci super invitanti. Lo spazio per i bimbi non manca davvero: davanti al locale si apre un grande giardino, attrezzato anche con scivolo e altalena.

Ciclabile in zona Albere

Ciclabile in zona Albere

Rifocillati e riposati, proseguiamo per la nostra meta odierna: il museo della Scienza di Trento, Il MUSE. Ci vogliamo arrivare passando dal centro cittadino del capoluogo Tridentino, che sappiamo essere all’avanguardia a proposito di ciclovie urbane. Le nostre aspettative non vengono deluse, infatti la ciclabile si dirama per tutta la città, tra i graffiti dei passaggi lungo il torrente Fersina, il verde dei viali alberati e i numerosi ed attrezzatissimi parchi gioco, che dobbiamo attraversare distraendo il nostro pargolo per non restare vittime dei suoi inarrestabili istinti giocosi! Entriamo nel centro storico superando le alte mura di cinta medievali e ci incamminiamo verso il Duomo, sede del celeberrimo Concilio di Trento che ebbe inizio nel 1545 e che 18 anni dopo, alla sua conclusione, definì la Controriforma.

Ci lasciamo alle spalle la cattedrale e la piazza e ci dirigiamo nuovamente verso l’Adige, respirando aria di Università, per poi passar sotto la ferrovia e raggiungere la ciclabile che costeggia il fiume in Viale Sanseverino. Proseguiamo per un breve tratto verso sud, dove entriamo nel nuovo, riqualificato ed “esclusivissimo” Quartiere Le Albere disegnato da Renzo Piano a due passi dal quale sorge il MUSE, anch’esso firmato dal famoso architetto.

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Utilizzando la metafora della montagna, il percorso espositivo racconta la vita sulla Terra partendo dalla cima con il sole e i ghiacci, per poi scendere attraverso i diversi ambienti terrestri. Per chi ha bambini da 0 a 5 anni vale la pena prenotare e godersi l’esperienza del Maxi Ooh! un’area sensoriale ed interattiva che stupisce anche noi adulti.

9A Foto Pillow Lab

L’indomani proseguiamo il nostro tour approfittando del comodo servizio BiciBus Trento-Sarche, che collega la città al lago di Garda attraverso la pittoresca Valle dei laghi. L’autobus, che per ora viaggia solo nel weekend, a partire dal 19 giugno sarà attivo dal mercoledì alla domenica prenotando la corsa almeno un’ora prima della partenza. Partiamo da Trento con l’unica corsa giornaliera alle ore 9 del mattino, carichiamo bici e carrello e dopo qualche fermata intermedia, arriviamo a Sarche. Qui la ciclabile, lunga circa 25 km, segue il corso del torrente Sarca ed è più bella e varia di quanto ci aspettassimo. Siamo in Valle dei Laghi, in una conca verde fittamente coltivata a vigneto, rinomata per la produzione di un locale vin santo. I numerosi laghi e il microclima mediterraneo, rendono infatti questa zona particolarmente adatta alla produzione dell’uva autoctona Nosiola da cui si produce il vino liquoroso. Tra le numerosissime cantine della zona, ci fermiamo per una fetta di torta ed un succo di mela all’Azienda Agricola Gino Pedrotti, dove ci accolgono con il sorriso.

14 incontro con le pecore

Proseguiamo la nostra gita sulla ciclabile, accompagnati dalla natura che ci avvolge pedalando per qualche km su un sali-scendi che non ci spaventa nonostante il peso del carrellino sommato al piccolo passeggero non sia super-piuma! Costeggiamo il paesaggio lunare e solitario nella zona Marocche e superiamo l’ex centrale idroelettrica di Fies, oggi sede di un centro di produzione di arti performative. Se necessario, qui è stato aperto da poco il nuovo Bici Grill Wine&Bike Bar, immerso nella quiete dei vigneti, dove nell’ampio giardino è stata allestita anche una bella zona giochi per i piccoli.

Centrale di Fies a Dro

Centrale di Fies a Dro

Ceniga di Dro

Ceniga di Dro

A nord dell’abitato di Dro, piccolo centro impreziosito da eleganti portali in pietra che decorano i vecchi palazzi della piazza principale del paese, la ciclabile si conclude e dobbiamo passare prima per il centro del paese, poi sulla strada a traffico promiscuo fino a Ceniga, dove ci fermiamo a dare un occhio all’Eremo di S. Paolo ed il ponte romano sul Sarca, fresco di restauro.
Più avanti non possiamo non fermarci per godere della magnifica vista sulle rovine del castello di Arco, che si affaccia dalla Rupe sul piccolo e delizioso borgo posto ai suoi piedi.

Torbole

Torbole

Proseguiamo pedalando per altri 5 km immersi in un romantico paesaggio, seguendo le anse del torrente ed arriviamo a in prossimità del lago, dove il vento è ancora più forte di come fosse durante tutto il resto del tragitto. E’ l’Ora, è un vento tipico di queste zone decantato anche da Goethe, che descrisse Torbole e i suoi venti come “una meraviglia della natura” e “uno spettacolo incantevole”. Ora centro velico di rilievo internazionale, Torbole richiama moltissimi turisti (germanici in particolare) attratti dalle molteplici attività sportive che si possono praticare nei dintorni sfruttando le risorse naturalistiche che la circondano. Doverose un paio di soste nei bellissimi e pulitissimi parchi gioco della cittadina, di cui merita davvero un cenno quello affacciato sul lago a due passi dal porto che ci permette di riposarci al fresco degli alberi e godere della vista del lago senza perdere d’occhio il nostro pargoletto.

Torbole

Torbole

Dopo un gelato, dobbiamo riprendere il cammino per tornare a Rovereto e ci imbattiamo in una bella salita dal centro di Torbole verso il parco delle Busatte e su ancora per una meravigliosa strada cementata tra gli uliveti. Salutiamo a malincuore la rilassante vista sul lago, superiamo l’abitato di Nago e ci immettiamo sulla ciclabile del Garda che prima passa su una stradina di campagna, poi esclusivamente ciclabile da Passo S. Giovanni fino al paese di Mori. Ci imbattiamo in un gregge di pecore, che ci accompagnano per un bel tratto, facendo felicissimo il nostro piccolo. L’Ora è a nostro favore e il ritorno, superato il passo, è scorrevole e molto piacevole.

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Belvedere Nago

Belvedere Nago





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