MENU

Ciclopubblicità chiude, ma quale futuro per la pubblicità in bicicletta?

Bikenomics, News • di 27 Ottobre 2011

bici-spotA gennaio del 2010, dopo mesi di intenso lavoro presso un’azienda, 7 giorni su 7, riesco con due amici a dare vita a “Ciclopubblicità”, società con cui proponiamo una pubblicità in bicicletta, sostenibile, originale, dal forte impatto comunicativo.
Oggi però, dopo mesi di inattività chiudiamo definitivamente i battenti.
Di seguito i come e i perché.

Come primo obiettivo dell’anno 2010 puntiamo alla campagna elettorale, e nonostante riusciamo ad essere operativi solo pochi giorni prima le elezioni, veniamo contattati da un giovane del partito dell’Italia Dei Valori.
E’ la prima volta che a Roma si fa una campagna elettorale in bicicletta, questo per noi è motivo di grande soddisfazione. Quante volte abbiamo storto il naso per i cartelloni selvaggi esposti in periodo di elezioni? Magari anche da schieramenti che si giurano sensibili alla causa ambientale.
Nei tre mesi successivi i lavori vanno bene, grazie anche alla bella stagione tra maggio e luglio troviamo clienti quasi ogni week end.

Gestire una società, per tre studenti comunque non è cosa semplice, bisogna raccogliere una somma sufficiente per sostenere le spese d’inizio attività, compiere piccoli studi di mercato, fare il sito web, occuparsi del marketing, telefonare, tenere i contatti con i clienti, e poi bisogna pedalare, caricare le bici in macchina alle 6 di mattina e raggiungere il posto di lavoro, montare i carrelli, distribuire i volantini, insomma c’è da diventare pazzi.

bici-elezioniIn mezzo a tutto questo ci sono le mille altre difficoltà per tre giovani di aprire un’attività imprenditoriale di questo tipo. Ci sono i camion-vela che vediamo costantemente parcheggiati e che non potrebbero perché dovrebbero circolare sempre. A volte dentro non c’è nemmeno l’autista. Per non parlare poi dei maxi-condoni concessi dal Comune sulle multe per le affissioni abusive. Praticamente, come spesso succede, conviene pagare la multa anziché la tassa…
La concorrenza insomma, oltre che spietata, gioca anche sporco.

Sempre in quel periodo veniamo a conoscenza del sito web “Cartellopoli” in cui vengono denunciati i continui scempi delle affissioni. Tra le altre ricordo un maxi cartellone installato nel bel mezzo di una pista ciclabile.

La legge che regola la pubblicità itinerante è stata da subito molto ambigua, sembra non permettere la pubblicità in bicicletta, poi però su alcune carte compaiono prezzi e tariffe per pubblicità su “cicli e motocicli”, e a Roma veniamo a scoprire che non siamo nemmeno i soli. Capirci qualcosa è davvero difficile ma in fin dei conti i vigili urbani ci lasciano sempre fare, ci salutano e sorridono evidentemente anche loro stupiti di questa iniziativa.
Noi ovviamente rimaniamo sempre in regola col pagamento delle tasse, sull’attività e sui nostri lavoratori.

Verso settembre però arrivano le prime telefonate dal Comune, in cui veniamo inibiti a proseguire nella nostra attività poiché considerata a tutti gli effetti illegale!
Perché il comma 8 delle legge 22, della leggina, bla bla bla…
Poco altro da fare quindi, mettersi l’anima in pace e chiudere.

bici-pubblicitàDopo settimane passate a chiedere informazioni al Comune, andando anche di persona, e senza mai aver ricevuto alcuna risposta esauriente sulla possibilità o meno di fare pubblicità in bici, personalmente ci ho messo una pietra sopra.

Di questa iniziativa vorrei anche sapere cosa ne pensa FIAB, se ha mai considerato l’ipotesi di promuovere questo tipo di pubblicità. Forse un’associazione con maggiore voce in capitolo potrebbe avere maggiori possibilità di instaurare una discussione in merito, e se è vero che la cosa non si può fare, battersi perché prima o poi diventi possibile. Oggi in Italia sono diverse le realtà che si sono affermate. La pubblicità in bicicletta è un modello che ha già preso Viterbo, Savona, Reggio Calabria e altre città ancora.
Portiamola anche a Roma, la porti FIAB, portatela voi, e poi facciamo in modo che si diffonda ovunque in maniera radicata, perché conviene a tutti.

La pubblicità in bici non inquina, è originale, può raggiungere aree pedonali e centri storici, si può usare la carta riciclata per i manifesti, è un modo per promuovere la bici come mezzo di spostamento urbano, insomma fa bene a tutti!

Noi ci abbiamo provato, e saremo ugualmente felici se l’iniziativa fosse portata avanti da chiunque altro, associazione o privato che sia.

A questi indirizzi potete vedere gli album fotografici di alcuni dei nostri lavori passati.

Campagna elettorale in bici
Pubblicità per ZENZERO BISTROT ART & GALLERY
Pubblicità per le bici elettriche del grossista “Sportown”







Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *