Pedalando senza meta per il mondo: intervista a Dino Lanzaretti

14 Febbraio 2012

dino-lanzarettiProbabilmente lo conoscono già in molti, chi attraverso il suo sito web chi grazie ai suoi video. Oggi parliamo con Dino Lanzaretti, “pedalando senza meta per il mondo”, cicloviaggiatore solitario ed instancabile da diversi anni.

– Ciao Dino, dove vivi e dove sei adesso?
Vivo a Santorso, un paesino alle pendici delle dolomiti in provincia di Vicenza, in una abitazione umilissima e priva di ogni comodità (acqua calda, riscaldamento, ecc…), non ho spese eccessive e risparmio per viaggiare. Ho fatto tantissimi lavori, mediamente mi sono licenziato ad ogni partenza per viaggiare più leggero. Al momento faccio il cuoco in un rifugio di montagna con vista sul Lago Di Garda, giusto per stare lontano abbastanza dalla normalità della città, ma sto ovviamente progettando il prossimo viaggio. Per impiegare al meglio questa attesa mi sono iscritto all’università di Padova alla facoltà di Storia.

– In base a cosa scegli le mete dei tuoi viaggi?
I miei viaggi sono sempre accaduti per caso, quasi per vocazione. Medio Oriente, India, Sud America, Asia, le montagne dell’Himalaya o quelle delle Ande, il Tibet…tutti posti in cui sono finito per semplici concatenamenti d’eventi e mai secondo un “itinerario”. Qualche nome suggestivo letto su una rivista, una foto vista su internet, il racconto di un amico di ritorno da un luogo lontano o più semplicemente quell’imprevisto che sembra far fracassare i propri sogni ma che invece apre nuove strade perfette per essere percorse. Dove andrò non ne ho la più pallida idea grazie a Dio.

– Stai fuori per periodi molto lunghi, come trovi il tempo?
Siamo noi che decidiamo come investire la nostra vita, siamo noi che decidiamo cosa fare delle nostre giornate e basta solo avere un po’ di coraggio e il tempo per fare tutto ciò che si vuole c’è e in abbondanza. Non ho l’ambizione di una brillante carriera lavorativa, non ho da pagarmi le rate di una macchina nuova e non ho bisogno di grosse cifre per vivere come a me piace, quindi considero il lavoro un mezzo per guadagnare denaro al solo fine di esaudire i miei desideri che fortunatamente costano davvero poco. Ogni volta che racimolo abbastanza per pagarmi un volo e per vivacchiare un po’, parto. Spendo davvero pochissimo viaggiando in bici e dormendo in tenda quindi quelle poche risorse mi bastano per mesi e mesi e spesso al ritorno me ne avanzano sempre parecchie (esempio: di 5 mesi in Tibet ho speso 380 dollari, meno dell’assicurazione della macchina). Quindi lavoro all’incirca sei mesi e poi parto per un tempo indefinito ma decisamente di mia esclusiva proprietà.

– Ti sostengono alcuni sponsor? E’ semplice trovarli?
Dopo i primi viaggi ho cominciato a chiedere se qualche ditta specializzata fosse interessata ad appoggiare i miei progetti ma senza nessuna risposta. Solo con il viaggio in tandem con un ragazzo ipovedente abbiamo ricevuto degli aiuti imbarazzanti e un numero di sponsor altissimo. Devo dire che viaggiare con i soldi non fa per me, viaggiare con gli indumenti più fighi non aiuta, poter permettersi l’hotel con la doccia calda invece che la tenda sul ciglio della strada non fa per me. Mi distacca dalla gente che incontro, mi fa sentire un alieno in un mondo di umani e non mi permette di vivere i luoghi in profondità. Svegliarsi in una camera d’hotel e colazione a buffet o essere svegliato da un pastore che ti offre latte fresco delle sue caprette? Inoltre se uno sponsor ti da qualcosa lo fa sempre per un tornaconto che mi sono sempre prodigato a fare avere togliendo energie e forza al mio puro viaggiare. Quindi dopo quella esperienza non ho più cercato sponsor e sono tornato ai sani e ruvidi principi del viaggiatore errante squattrinato ma sereno. Arrivare in un villaggio, dove magari non hanno mai visto uno straniero, e entrarci sporco, stanco e con le braghe ricucite e i guanti a brandelli è un ottimo biglietto da visita per essere ben accolto.

dino-lanzaretti-bici– Qual è il pericolo maggiore che hai corso in viaggio?
Sono stato arrestato più volte, sono rimasto isolato per giorni senza cibo né acqua, bloccato dalla neve ad alta quota e mi sono messo in situazioni molto pericolose mai ammesse per vie ufficiali. Ne sono sempre uscito con una buona dose di fortuna e tanta testa dura per andare avanti nonostante i drammi. Il pericolo o meglio la paura più grande è sempre stata la fame, spesso ho pedalato a digiuno per giorni e giorni, è davvero una cosa straziante.

– Cosa fai nei “tempi morti”?
Vivo, continuo a vivere come io scelgo. Quando sono in Italia sono spessissimo in montagna, ad arrampicare d’estate e a fare sci alpinismo d’invero (disciplina molto meno costosa dello sci alpino in pista). Studio, faccio foto e mi diverto con gli amici, sono una persona come tutte le altre solo che ho differenti priorità, tutto qui.

– Viaggi sempre solo o hai avuto dei compagni? Quale dei due modi preferisci? Perché?
Come dicevo prima sono partito con un tandem assieme ad un ragazzo ipovedente per cinque mesi. Lo posso definire un calvario per innumerevoli fattori ma viaggiare ancora con qualcuno non lo escludo. Preferisco per ora incontrare altri viaggiatori in giro per il mondo con i quali condividere un pezzo di strada e poi ognuno per la sua, questo è facile e divertente e fa parte integrante del viaggio. Se incontri qualcuno in qualche luogo sperduto c’è una grandissima possibilità che la stessa convinzione che lo hanno portato fino a là siano simili alle tue, e questo è prezioso e molto raro.

– Una famiglia, un lavoro stabile, una compagna, cosa sono per te?
Credo siano le cose più normali del mondo e accadranno di sicuro in un modo o nell’altro. Se escludiamo un lavoro stabile, che per me segnerebbe la depressione e l’omologazione di sistema, una compagna e una famiglia sono solo questioni di tempo. Ovvio che non ho gli standard di sicurezza che una compagna si aspetta ma d’altro canto non ho paura di vivere tutte le vite possibili da fare assieme. Ufficio, auto a rate, mutuo quarantennale per la casa e calcio in tv, questo mai!

– Fino a quando vorrai “pedalare senza meta per il mondo”?
Senza meta per me vuol dire che non faccio una cosa per vederne il risultato una volta compiuta ma sentirla e vederla crescere mentre la vivo. Questo credo lo farò finché avrò fiato. Magari con altri mezzi e in altre maniere ma ormai non posso più disintossicarmi da questa dipendenza da vita senza compromessi.
Dino

Sito web: Dino Lanzaretti

Video Tibet in bicicletta

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