Highway ToRonto: 900 km in fissa negli States

12 Marzo 2012

highway-toronto600 Miles on a fixed gear bike. A ride from New York to Toronto. Questa e poche altre parole in highwaytoronto.com, il sito web che presenta la prossima avventura di Marco Libretti. Ne abbiamo voluto sapere di più, e allora di seguito domande e risposte sul suo progetto: 900 chilometri negli States con arrivo in Canada, da New York a Toronto, in sella ad una bicicletta a scatto fisso.

Marco, cicloviaggiatore o ciclista urbano in fissa?
Quando ero piccolo amavo giocare con le MINI 4WD, le macchinine giapponesi grandi come una mano, personalizzabili all’infinito per poi farle sfrecciare in un circuito o provarle in percorsi casalinghi impensabili. Poco è cambiato da quei giorni, i percorsi sono diventati città asfaltate con avversari temibili e pericoli da schivare, talvolta strade che attraversano nazioni. Quando poi la meta è lontana si prova un affetto simile a quello che si prova per un cavallo che abbiamo allevato giorno dopo giorno, insieme alle nostre gambe.
Mi sento quindi entrambi, la bici è sempre la stessa e il mettersi alla prova è costante. Ogni pedalata è un viaggio diverso e le distanze sono il regalo del tempo che ci vogliamo dedicare.
Cos’è Highway Toronto? Qual è il suo scopo?
Prima che arrivasse l’inverno pesante da cui siamo appena usciti, ho deciso di partire per il Canada. Come nelle parole crociate da quel momento ho messo insieme i punti che aspettavano solo di essere uniti. Era più di un anno che non facevo un viaggio in bici, un amico mi aspettava a New York e volevo andarmene da Milano, dall’Italia, fuggire e far fuggire il mio cervello, lontano. HighwayToronto perchè prosegue la serie di avventure targate HighwayTo. La prima da Milano a Barcellona, la seconda via mezzo inquinante ma per una buona causa da Piacenza a Ulan Bator. Ora è il turno di una solitaria nel Nord America.
Perché con una fixed? E Perché da solo?
Come scrive Roberto Peia in “Tutta la mia città” (Diario di un bike messenger) ci sono “motivazioni razionali e considerazioni affettive“. Pesa meno, ha meno componenti. É essenziale, richiede meno manutenzione e la si sente come un’estensione diretta delle proprie gambe. É il mezzo di ciclomozione più sensibile per chi si affeziona al pedalare “inventando nuovi equilibri”, come spiega Didier Tronchet nel “Piccolo trattato di Ciclosofia”. Solitaria perchè questa volta fortunatamente sono l’unica testa calda.
Quanto durerà il viaggio? Dove dormirai?
Per raggiungere Toronto partendo da New York bisogna spararsi la U.S. Bicycle Route 9 fino ad Albany, dove si incrocia con la U.S. Bicycle Route 5 che si estende fino alle cascate del Niagara. Circa 900km, prevedo di risolverli in 15/20 giorni, senza poi troppa fretta, amo i paesaggi e ancora di più incrociare esistenze. Sul dormire ho scelto di scegliere di volta in volta, lasciando fare alla natura che spero mi accolga sorridendo, oppure mischiandomi tra altri esseri umani, che spero non mordano e abbiano qualche curiosità da infilare nell’archivio degli aneddoti.
Quali posti in particolare non vedi l’ora di attraversare?
New York sicuramente avrà molto da regalare, ci sarà il 24 marzo la Red Hook Criterium, un appuntamento atteso dal mondo del ciclismo urbano. Io sarò la anche per raccontarlo, sono un cosiddetto “videofacente” di professione, con il vizio di unire ciò che mi piace al lavoro che preferisco. Seguirò il corso del fiume Hudson standogli vicino, rientrando per alcuni tratti nell’entroterra pieno zeppo di laghi e laghetti, i cosidetti “pond” dove si pesca con la barchetta e la cassetta porta esche. Dulcis in fundo le cascate del Niagara, ma su queste non dico nulla perchè è presto.
Sei riuscito ad ottenerne sponsor/partnership?
Ho un passato recente nel luccicante e seducente ambiente della comunicazione, sotto i miei occhi passavano piani di sponsorizzazione legati a feste, eventi musicali o sportivi. Ho pensato questa volta di metterci la faccia e il mezzo, a molti sono piaciuto. É piaciuto a Cinelli, che mi mette a disposizione una giovane Gazzetta pronta a perdere la verginità con un bel pò di strada. Bark vestirà alcune parti del mio corpo insieme a Musuc Bag che sarà il sacco a pelo. Per finire Buy Different, come ogni nomade digitale c’è chi si vizia di più o di meno, per non scendere a compromessi serve il minimo peso e prestazioni elevate. Un portatile con un disco solid state capiente e molta molta ram. Tutto l’occorrente per raccontare un viaggio, viaggiando. Ho fatto due conti su quello che mi serviva e l’ho chiesto a chi mi piaceva, in tempo di crisi lo definirei un baratto DUE punto ZERO.
Ne farai un video/documentario o qualcosa di simile?
Filmerò, scatterò e scriverò. Ritratti di ciclisti, di persone in viaggio o in fuga, il tutto vuole essere e sarà un libro dove aggiungere sempre nuove pagine.

Video

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