Automobilista, ti amo

15 Ottobre 2012

autoL’automobilista non è il mio nemico. Io amo il singolo automobilista.

Lo amo perché è un potenziale ciclista urbano: il numero di persone che usano la bici cresce perché ci sono automobilisti che scendono dalla macchina e iniziano a pedalare. Lo amo perché condivide con me l’irritazione (sentimento negativo e positivo insieme) nei confronti di una mobilità che provoca solo perdite di tempo, di soldi, di salute, di sicurezza.

Amo il singolo automobilista perché è così teneramente ingenuo da pensare che difendere la mobilità automobilistica sia un suo interesse e così facendo, al contrario, tutela solo gli affari di petrolieri, assicuratori, case automobilistiche, sindaci e governanti che lo usano come salvadanaio: a loro non interessa che l’automobilista si muova, gli basta che paghi. Lo amo perché inizia a capire che oramai la macchina non è più uno status symbol e che, al contrario, è la qualità e l’efficienza dello spostamento il vero motus symbol. Lo amo perché non è più disposto a sborsare migliaia di euro ogni anno in cambio di una esasperante immobilità. Lo amo perché si lascia così infantilmente influenzare dalla pubblicità che sarà sufficiente sostituire la propaganda sull’auto con spot sulle bici per convincerlo in un nanosecondo a rottamare la macchina.

Lo amo perché è il mio alleato più numeroso, perché la sua stanchezza e il suo stress da ingorgo si trasformeranno in massa critica per obbligare gli amministratori pubblici a cambiare marcia, a rivoluzionare il modo di muoversi in città. E poi amo il singolo automobilista perché è il mio passato, perché un tempo anch’io sono stata automobilista.

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