L’Antartide in bicicletta di Eric Larsen

9 Gennaio 2013

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La spedizione Cycle South 2012, tutt’ora in corso, se andrà a buon fine sarà la prima che vedrà un uomo attraversare il Polo Sud in bicicletta. Il percorso, da Hercules Inlet al Polo Sud geografico, taglia il continente antartico per 750 chilometri. L’impresa – sostiene il suo protagonista, l’esploratore Eric Larsen – non ha il solo sapore dell’avventura, ma intende sensibilizzare le persone anche sui mille possibili usi della bicicletta ed in generale sul rispetto verso l’ambiente.

Il Polo Sud è terra di esplorazioni dai tempi di Amundsen, e il norvegese fu il primo a raggiungere con successo, accompagnato da una slitta trainata da cani, il Polo Sud geografico. Da allora si sono susseguite una lunga serie di imprese, che hanno utilizzato i mezzi più disparati, dagli sci alle motoslitte, ma in bici, fin lì, non aveva ancora osato andarci nessuno. In verità lo scorso anno si è cimentata in un’impresa analoga Helen Skelton, una giornalista della BBC che, accompagnata dall’esploratore norvegese Niklas Norman, ha compiuto in Antartide la distanza di 500 miglia, pedalando su una bicicletta speciale realizzata appositamente per l’occasione. Da questo evento è nato poi un documentario andato in onda proprio sui canali della televisione inglese.

L’intenzione di realizzare un report della nuova avventura, pare averla anche Eric Larsen, che in più sta cercando di coinvolgere attraverso il suo sito un gran numero di curiosi che lo seguano nel suo viaggio. Quasi giornalmente infatti Larsen riesce a postare dal suo tablet il resoconto della giornata, foto, e aggiornamenti. Al rientro a casa poi tenterà di scrivere un libro dell’esperienza ed occuparsi della gestione delle attività benefiche derivanti dalla raccolta fondi a cui è legata la traversata dell’Antartide.

Eric Larsen non è nuovo a imprese al limite, sempre qui al Polo Sud, dove già nel 2009 è stato protagonista di una traversata con gli sci durata 51 giorni. L’itinerario seguito è più o meno lo stesso di quella circostanza, il che garantisce all’esploratore una certa confidenza con il tracciato. L’attrezzatura necessaria per affrontare la spedizione è stata curata nei minimi dettagli, ed ha previsto l’utilizzo dei materiali e delle tecnologie più avanzate perché venga portata a compimento. L’attenzione maggiore è stata riservata alle coperture, che devono essere in grado di garantire una sufficiente scorrevolezza sul terreno nevoso dell’Antartide e nello stesso tempo una discreta resistenza. Per quanto riguarda il bagaglio, equipaggiamento ridotto al minimo cercando di contenere il tutto entro un certo peso.

Larsen, che sembra affrontare la pedalata con molta serenità, anche con una certa ironia, è in realtà sottoposto ad una severa tabella di marcia e ad un ferreo programma giornaliero. Sveglia alle 6, colazione, e prima pedalata dalle 8 alle 9 e mezza. Quindi una pausa di 10 minuti e così fino alle 7 e 30 di sera, ora in cui è previsto l’allestimento del campo per la notte. Fino alle 22 comunicazioni web per raccontare la tappa compiuta, controllo dello stato di avanzamento dell’itinerario, qualche faccenda da sbrigare e finalmente un po’ di meritato riposo.

Sito web

Commenti

3 Commenti su "L’Antartide in bicicletta di Eric Larsen"

  1. Vero ha detto:

    ahah non ti sfugge nulla eh?=) si la Panamericana è un bel sogno ma per ora resta tale perchè partire significherebbe investire 3 anni di tempo o forse più ed ora come ora non siamo ancora pronti… soprattutto a livello economico-_- l’Italia in effetti è splendida e girarla in bici è un vero piacere:)) La zona che hai esplorato tu quest’inverno, in particolare, mi ispira molto, ma anche il parco nazionale d’Abruzzo o la traversata delle Alpi sono progetti che prima o poi ci piacerebbe affrontare… magari la prossima volta ci incontriamo direttamente sulla strada:)
    a presto Sandro e buona giornata^^

  2. Vero ha detto:

    Che mostro questo Larsen:) Bravo Sandro, scovi sempre un sacco di viaggiatori insoliti molto piacevoli da conoscere!!!
    Tu proveresti un’esperienza così? Io sono un pochino freddolosa però con equipaggiamento tecnico e la sana voglia di viaggiare ed esplorare… beh un pensierino ce lo farei:)
    buona giornata!
    Vero

    1. Ciao Vero, grazie, ti pensavo poco fa quando ho RT il vostro articolo sull’iraniano in bici. Niente male anche lui, siamo entrambi dei buoni cacciatori di storie interessanti.
      Questa per la verità mi pare più un’impresa sportiva. Per come ero, avendo mezzi e soldi non mi sarebbe dispiaciuto farlo qualche anno fa, quando ero più affascinato da questo tipo di viaggi, ma ora mi sono un po’ “tranquillizzato”, e soprattutto voglio scoprire meglio l’Italia che con la bici ho un po’, ingiustamente, snobbato.
      Ah, vi tengo d’occhio anche con l’annuncio della Panamericana, non ricordo dove ma mi sembra di aver letto da qualche parte che l’avete in programma. Bravi bravi come sempre :)

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