Tutto iniziò con Thomas Stevens

Tutto iniziò con Thomas Stevens

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Alle 8 di mattina del 22 Aprile 1884, Mr. Stevens lasciò la sua casa di San Francisco in sella ad una Penny Farthing con un fagotto sul manubrio che conteneva una mantella antipioggia, una camicia, dei calzini e una pistola. Si diresse verso est e arrivò a Boston 103 giorni dopo. Da qui si imbarcò per l’Inghilterra, poi Francia, Germania, Austria, Ungheria e poi giù pedalando fino a Costantinopoli per continuare attraverso l’Anatolia, Iraq, Iran e qui trascorrere l’inverno ospite dello scià.

Rientrò a San Francisco nel gennaio del 1887 dopo essersi lasciato alle spalle anche India, Cina e Giappone. Era il primo uomo ad aver completato il giro del mondo su due ruote.

Non oso immaginare come riuscì a valicare le Alpi, come riuscì ad ottenere il permesso per tutti i paesi attraversati, come riuscì ad orientarsi in un’epoca in cui la carte geografiche erano ancora molto approssimative e di non facile reperibilità. I mezzi di oggi utilizzano materiali iperleggeri ed affidabili, pneumatici antiforatura, forcelle ammortizzate, manopole ergonomiche, cambi a 30 rapporti e, soprattutto, c’è internet che ti aggiorna in tempo reale su qualunque cosa. Eppure pensare di compiere adesso la stessa impresa di Stevens fa spavento.

Nonostante queste difficoltà, Mr. Stevens si lasciò dietro circa 22 mila chilometri. Il potere della forza di volontà.

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