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Comode e belle, ecco le piste ciclabili secondo gli olandesi

News • di 22 Aprile 2013

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Qualche giorno fa l’ente olandese specializzato in mobilità ciclistica Fietsberaad ha pubblicato i risultati del monitoraggio di una pista ciclabile belga che collega Leuven con l’aeroporto di Bruxelles, in Belgio, stimando che la velocità media dei ciclisti che vi transitano per scopi non ricreativi è di 18 km/h, la massima auspicabile – secondo Fietsberaad – per una pista ciclabile. Eppure, secondo uno studio nell’ambito di un dottorato di ricerca pubblicato negli stessi giorni da Mark Van Hagen la velocità non è la prima caratteristica di una pista a cui badano i ciclisti olandesi.

La ricerca di Van Hagen, infatti, dimostrerebbe che chi va in bici quotidianamente è disposto ad allungare di poco il percorso se questo è più “comodo”, quindi se evita un attraversamento o un’interruzione, e più “attraente”, ad esempio se attraversa un bel quartiere o una zona con molto verde attorno. Van Hagen ha studiato inizialmente il comportamento degli utenti del trasporto ferroviario olandese Dutch Railways nelle sale d’attesa, rilevando che offrendo maggiori livelli di comfort il tempo di attesa del treno percepito era minore e diminuiva di conseguenza il disagio dei passeggeri. E’ questo il primo dato che ha convinto il dottorando olandese ad effettuare la stessa ricerca per gli utenti delle piste ciclabili.

Una prima indagine è stata condotta sulle preferenze dei ciclisti di Utrecht che quotidianamente si spostano dalla zona della stazione centrale verso Ravellaan, dove si trova un ufficio comunale. Dei due percorsi disponibili, uno più trafficato e più corto, l’altro 200 metri più lungo ma che costeggia un corso d’acqua e più piacevole, l’85% degli intervistati ha dichiarato di preferire quest’ultimo. Ma ciò che più stupisce è che il 40% di loro credeva erroneamente che quello da loro percorso fosse il tragitto più breve tra quelli possibili. Il tempo effettivo impiegato da ogni cittadino variava dai 5 ai 20 minuti, non poco, ma ciò che conta è che per molti di loro questo tempo sia “volato” e trascorso piacevolmente.







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