Dopo una laurea alla Bocconi il giro del mondo in bici

30 Aprile 2013

viaggio-bici-federicoFederico Damiani, laureato in economia all’Università Bocconi di Milano con una carriera professionale tutto sommato garantita, “prevedibile e senza sorprese”, come ha detto egli stesso, partirà invece per l’ennesimo viaggio, da solo, stavolta in bicicletta. Per un giro del mondo, esattamente. Già da due anni in giro per l’Europa come volontario in vari progetti culturali e di solidarietà, Federico non ha intenzione di vivere una vita che abbia come unico fine “la massimizzazione dei profitti”. E allora via sui pedali, perché la bicicletta è un mezzo semplice ma capace di portare lontano, lontano anche da quelle persone che seppur rammaricate della partenza lo hanno sostenuto e incoraggiato affinché il suo progetto divenisse realtà.

Già, ma perché partire per un giro del mondo in bicicletta, quale la spinta, la motivazione? “L’idea di affidarmi alla strada in un lungo viaggio in bicicletta – racconta Federico in un articolo di presentazione della sua avventura sul Sole 24 Ore – già albergava nella mia mente da quando ebbi l’occasione di passare un po’ più di tempo con David, padre di un mio carissimo compagno di vita“. David – continua – “è un fricchettone inglese sopravvissuto alla swinging London degli anni 60 pieno di storie da raccontare“. Un insaziabile giramondo, insomma, che il mondo deve saperlo raccontare con un certo fascino, evidentemente, perché Federico ne è rimasto talmente estasiato da capire che anche lui, sì, voleva una vivere una vita più autentica, a contatto con la strada, con le persone.

Gli incontri, il sale del viaggio. Tanti e sempre diversi, perché il cicloviaggiatore italiano approfitterà delle tante community online per trovare ospitalità: Couchsurfing, per tutti i viaggiatori zaino in spalla e ormai diffuso in tutto il mondo, Warmshowers, per i soli viaggiatori a pedali, e WWOOF, che raggruppa fattorie, agriturismi e altre attività simili che offrono vitto e alloggio agli avventurieri di passaggio in cambio di un aiuto nei lavori di casa e con la terra.

Il bagaglio? Il minimo indispensabile: abbigliamento, una macchina fotografica e un telefono da utilizzare nei casi di assoluta necessità. Niente computer, niente smartphone, niente gps. Un compagno di strada speciale non mancherà, sarà un frullatore con cui, quando potrà, Federico preparerà dei frullati in cambio di un qualsiasi tipo di contributo per il suo viaggio che – spiega – “sarà un inno alla sobrietà, intesa come soddisfazione dei bisogni strettamente essenziali e quindi riduzione al minimo dell’utilizzo ingiustificato di risorse“. In realtà i contatti con il mondo, almeno quello lasciato alle spalle, continueranno, perché Federico Damiani terrà un blog sul sito di Terra Nuova, magazine italiano sulla sostenibilità. E infine anche qualche sponsor, Arbos, BressanBike, Salice, Sigg, e Patagonia, tutte aziende legate alla bicicletta o che si contraddistinguono per una certa impronta ecologica.

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