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Cicloturismo in Scozia, affare da 280 milioni l’anno

Bikenomics, News • di 17 Giugno 2013

cicloturismo-scozia

La Scozia è una regione relativamente piccola, e in una posizione decisamente decentrata rispetto al resto d’Europa. Caratteristiche che però non le hanno impedito di giocare un ruolo importante nella storia e di sviluppare quindi un “brand” immediatamente riconoscibile, fatto di condottieri alla Braveheart, natura selvaggia, castelli e città gotiche, whisky e kilt. Gli scozzesi sono anche fieri nazionalisti, tanto che al governo dal 2007 è Alex Salmond, dello Scottish National Party, partito che vuole ottenere la totale indipendenza dal Regno Unito. Se questo obiettivo verrà raggiunto, tuttavia, la Scozia avrà bisogno di trovare nuove risorse finanziarie, poiché non potrà più contare sui trasferimenti provenienti dal sud. Ecco che il cicloturismo potrebbe giocare un ruolo importante.

Transform Scotland, una ONG che si batte per realizzare sistemi di trasporto ecologicamente sostenibili, ha appena pubblicato un approfondito studio sul “Valore economico del cicloturismo”; questo sarebbe già oggi pari a 239 milioni di sterline all’anno (circa 280 milioni di euro), ma il potenziale per la crescita di questa cifra è ampio. Il totale è stato raggiunto sommando i benefici derivanti da quattro diversi tipi di contributi del cicloturismo all’economia scozzese:

  • i soldi spesi dai cicloturisti in Scozia, di gran lunga la quota maggiore (228 milioni di sterline)
  • l’organizzazione di eventi per la promozione del cicloturismo
  • la spesa in infrastrutture ciclistiche
  • i benefici per la salute in generale

Bisogna notare però che Transform Scotland ha fornito sia una stima massima che una minima per questi calcoli, e che le cifre citate finora sono quelle più ottimistiche. È probabile che il contributo reale all’economia scozzese sia inferiore di qualche decina di milioni di euro, ma si rimarrebbe comunque su cifre rilevanti.
Il rapporto si concentra soprattutto su come sviluppare ancora di più questo settore economico, sfruttando il grande potenziale esistente. È questa anche la parte più interessante per i lettori italiani: qui abbiamo un “brand” certo non inferiore a quello scozzese, e anche da noi il cicloturismo potrebbe contribuire alla ripresa economica. Vediamo quindi nel dettaglio cosa propone Transform Scotland, che ha sviluppato 10 punti:

  1. Rafforzare la leadership e la coordinazione nel settore, creando un organo che si occupi di monitorare la situazione del cicloturismo e coordinare le attività dei vari attori coinvolti
  2. Migliorare la collaborazione fra attori locali (che offrono i servizi ai cicloturisti) e regionali (che devono promuovere il cicloturismo in Scozia)
  3. Migliorare il monitoraggio, raccogliendo informazioni statistiche su quanti sono, chi sono e cosa desiderano i cicloturisti
  4. Focalizzare le attività di promozione del cicloturismo, distinguendo fra diverse categorie di utenti (sportivi, principianti, famiglie eccetera)
  5. Promuovere la Scozia come una “top destination” per il cicloturismo, come si fa già ad esempio per le attività di mountain bike
  6. Sviluppare diversi “temi” su cui puntare (zone rurali, castelli, città, zone famose per la produzione del whisky eccetera)
  7. Continuare a investire nell’infrastruttura ciclistica, curando la realizzazione di nuove ciclovie e la manutenzione di quelle esistenti
  8. Migliorare la comunicazione delle informazioni sui percorsi, al momento divisa in diversi siti, concentrando tutto sul portale turistico ufficiale visitscotland.com; inoltre, sviluppare app che tramite il GPS rendano facile ai cicloturisti trovare la strada
  9. Continuare a finanziare eventi per promuovere l’uso della bici
  10. Creare una chiara strategia di sviluppo del cicloturismo in Scozia

Questo rapporto sul cicloturismo arriva solo pochi giorni dopo la pubblicazione di un altro paper che rendeva noti i benefici per la salute pubblica dell’uso della bici a Glasgow, confermando che la Scozia non vuole essere lasciata indietro dalle numerose iniziative annunciate a Londra.
Chi vuole visitare la Scozia in bici può trovare un buon punto di partenza nei percorsi Eurovelo 1 e 12.







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