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Kids on bicycle, bambini in bici da Reggio Emilia a Sao Paolo

News • di 18 Giugno 2013

bici-vienna

Ultimo giorno di Velocity2013, l’evento che si fa notare sempre più. Soprattutto dopo il WienerRADcorso, ossia l’invasione di biciclette che l’ultima sera è esplosa tra le strade della capitale austriaca.
Degna di nota è stata la sessione Kids on Bicycle! Dedicato ai bambini e alle due ruote. La mattina Alessandro Maggiato, Mobility manager del Comune di Reggio Emilia, è stato il primo dei tre intervenuti in una sala quasi gremita. Ha presentato un nuovo metodo di lavoro per il comune di Reggio che ha come obiettivo ultimo quella di cambiare il comportamento di mobilità casa-scuola, scuola-casa. Il target sono i bambini delle scuole elementari. I dati dicono che nel 1971 l’80% dei bambini andava a scuola in bicicletta mentre nel 2008 il 65% va in macchina, con i genitori di solito.

Secondo Maggiato i bambini stanno perdendo la percezione dello spazio pubblico, poiché sono abituati ad essere trasportati da un punto A ad un punto B in una scatola chiusa, una black box (la macchina), che non permette loro di imparare a connettere i luoghi agli spostamenti geografici. E’ stato quindi lanciato Il progetto Bicibus insieme al suo già esistente progetto Pedibus. Gli insegnanti delle scuole e i genitori volontari sono i protagonisti di questa partecipazione che porta scuola e famiglia ad avvicinarsi ancora di più, collaborando. Ovviamente la figura del School Mobility Manager è per il progetto Bicibus un insegnante, interno alla scuola. Corsi e workshop di preparazione e di aggiornamento vengono offerti in modo da dare competenze e momenti di scambio di esperienze. Altri progetti del Comune di Reggio Emilia sono Tutta mia la città, una campagna di abbonamenti scontati per il trasporto pubblico e Talking to parents, un progetto di crescita educativa che coinvolge anche i genitori. Le domande rivolte a Maggiato hanno portato ad una discussione su come questo progetto possa rafforzare da un lato l’autonomia e la socializzazione dei bimbi e dall’altro il significato di cittadinanza attiva e di coinvolgimento sociale dei genitori. Inoltre la possibilità di portare un progetto di questo tipo su scala più ampia, per esempio in città come Roma, è qualcosa su cui si deve lavorare, sempre con processi di cooperazione tra le parti.

Dopo di lui, è intervenuta ‘la star’ di Velocity2013 Mickael Colville Andersen, per presentare il progetto di Sao Paolo con il suo brand Copenhagenize.eu. Ancora una volta il suo modo di lavorare si è distinto per la capacità di dare un’identità ‘cool‘ e originale ai suoi progetti. Questa volta Mikael ha ben pensato di creare una piccola fabbrica di bicicletta in bambu’, mettendo insieme un famoso designer di Sao Paolo con gli abitanti di una delle comunità di Sao Paolo, vicina al CEU (Centro Education Unificado) di Sao Paolo, dove il progetto si svolgeva. Grandi numeri. Molti ragazzini han provato il divertimento e la gioia di andare in bicicletta, centinaia di bici in bambù prodotte e una grande investimento del ministero dell’educazione (1 milione di euro) per rendere il tutto ancora più grandioso. Insomma Mikael sembra aver capito alla perfezione che la strategia che funziona è quella del brand, del lasciare il segno, della creatività progettuale. Per lui l’amministrazione è decisamente troppo noiosa.







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