Viaggio nel mondo in bici autocostruita: intervista a Rota Fixa

17 Settembre 2013

Paolo Bellino, in arte Rota Fixa, giornalista e costruttore di biciclette a ruota fissa, festeggerà i 50 anni intraprendendo un viaggio intorno al mondo in bici autocostruita.

paolo-bellino

Ciao Paolo, presentati in poche righe.

Paolo Bellino, quasi cinquanta anni, che compirò l’8 aprile del 2014, data in cui il mio desiderio è trovarmi a vagabondare lungo qualche strada del mondo, quasi certamente mediorientale ma forse anche parecchio orientale. Sono conosciuto come Rotafixa nella mia vita non tanto segreta di reinventore e costruttore di biciclette a ruota fissa, che prima di me erano sconosciute in Italia. Con il sito Movimento (fisso) ho dato un’idea di bicicletta del tutto personale e particolare, cercando di spiegare a modo mio che si tratta del mezzo più nobile e fascinoso mai inventato dall’uomo.

Come nasce l’idea del giro del mondo?

All’improvviso, come tutte le mie idee malsane che solo una certa dose di imprevedibile ma costante fortuna (che spero mi accompagni sempre e ancora) rivolgono in iniziative positive. Come quella di abbandonare i motori e spostarmi solo in bici: credo di aver contribuito notevolmente all’affermazione di questo diverso stile di vita, perlomeno nelle teste degli italiani, dando loro l’orgoglio di girare in bici e accantonando quel senso di vergogna che la disapprovazione sociale in un paese autocentrico anche culturalmente fa provare a chi sceglie la bici come mezzo di trasporto. L’idea nasce dalla voglia di festeggiare il mio mezzo secolo, e non trovo niente di meglio di un bel giretto in bici, in questo caso giretto del mondo. Questo mondo qui, l’unico che per ora abbiamo.

Partenza, itinerario e durata.

Partenza aprile 2014. Sei mesi, di aspettativa – sono giornalista in un’agenzia di stampa – e forse un mese di ferie. Dovrò quindi usare anche aerei, navi o treni, in pure stile “mobilità nuova”. Vado verso est, in linea di massima Israele, Giordania, Iran, Vietnam, Cina, Taiwen, Giappone, Costa Rica, Panama, Colombia, Portogallo, Spagna e ritorno in Italia. Ma sono pronto e disposto a cambiare itinerario a seconda delle mie voglie o opportunità o, anche, disavventure.

Come ti finanzi?

Ho messo da parte un po’ di soldi. Sono sufficienti, ma mi piacerebbe avere un margine ulteriore attraverso il mio lato artistico, vendendo parte dei quadri a sfondo ciclistico che ho fatto, forse un paio di telai fatti da me, i racconti del viaggio eccetera. Si vedrà.

Non hai cercato altri sponsor?

Non tanto. La Ambrosio mi ha regalato due cerchi, avevo chiesto alla Wilier Triestina (di cui ho apprezzato molto l’aiuto dato per #salvaiciclisti, e quindi pensavo di ricambiare il favore) se mi davano un telaio ma non sono interessati, così come Garmin per il gps. Sono gli unici a cui ho chiesto qualcosa ma in realtà sono una pippa nel vendermi, e in fin dei conti meglio così, sono più libero, e in definitiva non ho bisogno di niente di particolare. Però mi piacerebbe che gli altri capissero che questo viaggio, specie se raccontato per far piacere agli altri, può essere un’ottima occasione di narrare, nuovamente, il mezzo bici e le meravigliose opportunità che offre. Forse mi aiuteranno un’associazione ambientalista e una ong. Sarebbe bello che qualcuno organizzasse un fund rising stile produzionidalbasso, magari ci può pensare Bikeitalia.

Quanto pensi di spendere mensilmente?

Il meno possibile. Vivrò come un barbone, spero barbone deluxe.

Hai famiglia, figli? Come lo hai spiegato? Come l’hanno presa?

Due figlie, che mi mancheranno da morire visto che sono i miei massimi amori.

Conosci le lingue?

Francese molto bene, inglese da viaggio.

Come comunicherai con l’Italia? Aggiornerai un blog?

Avrò con me un tablet, che mi servirà anche come ereader di guide (un amico mi ha scaricato praticamente tutte le lonely planet del mondo, si trovano in rete), navigatore gps con openmap, riprese video eccetera. Conto di realizzare qualche filmato. Aggiornerò il blog escoafareungiro.wordpress.com quando posso e quando voglio, se avrò qualcosa di interessante da scrivere o se ne sentirò la necessità. Questo viaggio nasce come una festa per me, e io amo in modo particolare l’appartenermi, essere libero di fare e disfare, girare a destra o sinistra.

Quali sono le caratteristiche tecniche, in breve, della tua bici autocostruita?

Semplicissima. Acciaio (Sp Columbus, diametri classici 25,4-28,6) , in congiunzione, geometria tradizionalema con carro piuttosto lungo (45 cm) per comodità di conduzione e spazio di carico, 26” per la facilità di reperire ricambi da mtb anche nei paesi meno forniti e una certa maggior robustezza dei cerchi.

Come si impara a realizzare un telaio e/o assemblare una bici autocostruita da viaggio? C’è qualche risorsa online?

Online si trova qualcosa, ma imparare a fare un telaio è ASSOLUTAMENTE una questione di trasmissione del sapere artigianale: ci sono così tante cose da sapere che un principiante non immaginerebbe mai, in tutta una vita, che una guida è necessaria. Sulle cose bisogna metterci le mani, che sono l’estensione visibile del cervello.

Attrezzatura ed equipaggiamento che porterai con te.

La strategia è di viaggiare leggero, non porterò fornello per cucinare, forse neanche la tenda. Sacco di piuma, amaca, e un materassino dovrebbero poter bastare. Un telo impermeabile da tenda da stendere e tirare tra bici, alberi, steccati, quel che trovo, con delle cordicelle e un nodo da circo (una strana gassa di bozza, non so come spiegarlo meglio, che consente di regolare la tensione e contemporaneamente mantenerla). Farò una gran fesseria ma voglio portare con me una reflex digitale a cui ho attaccato un vecchio zoom Leica 28-70, meccanico: si fanno foto meravigliose ma solo in manuale, e l’obiettivo pesa: ma questo è un viaggio unico, e voglio belle foto. Pochi vestiti, laverò il più spesso possibile. Peserò tutto, penso di fermarmi al doppio di quanto ho portato nei viaggi precedenti, dunque intorno ai 15 kg. Spero meno. Vorrei meno. Strategia: prima di tutto il corpo (riposo e salute), poi la bici, poi l’informazione (guide e mappe sul tablet, una mappa cartacea del paese che attraverso, poi la regalo). Il resto viene dopo. Un peso importante sarà l’attrezzatura meccanica, perché sono diventato un fanatico e porterei con me anche il centraruote, se potessi. Nella scelta degli utensili e dei ricambi dovrò affrontare litigate serie con me stesso.
Questa sotto invece è la lista di beni di prima necessità secondo mia figlia Viola.

(clicca per ingrandire)

lista-viola

Allenamento particolare/preparazione al viaggio.

Mi muovo solo in bici e un po’ di gamba c’è. Nei miei viaggi precedenti mi sono allenato lungo il percorso ma ero molto più giovane, per questo ho comprato dei rulli per un programma di allenamento domestico light che, credo, inizierò a ottobre.

Altre esperienze di viaggio? Da solo? Come mai nei tuoi blog non c’è nulla dei tuoi viaggi?

Israele, Cipro, Tunisia, Svizzera, sempre da solo e sempre homeless style. Mi piace tanto il nomadismo felice. Non ne ho mai parlato. Di questo, invece, sì. Ne parlerò.

C’è altro che vorrei dire: me ne vado da roma per un po’, schifato dall’impossibilità in questa città di agire, e reagire alle assurdità della immobilità urbana e alle abitudini assassine; questa non è un’avventura o un record: solo un semplice viaggio. pare roboante “giro del mondo”, ma il mondo nostro è immenso e piccolo insieme. mi perderò o no. non me ne curo, ho voglia di farlo e basta; sono spaesato dalle paure di chi mi circonda, e non riesco a credere che si possa avere paura dei cambiamenti. questo non l’ho mai capito davvero, solo superficialmente. vorrei fare del mio viaggio uno sberleffo ai contemporanei. E soprattutto voglio andare in giro per un po’.

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