Bici & Radici, una bottega per pedali e piante

29 Novembre 2013

Biciclette e piante in un luogo sociale per una sostenibilità ambientale.
Intervista a Marco Fantasia, co-fondatore, insieme a Stefania Tussi, di Bici&Radici.

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Come definiresti Bici&Radici?
Bici e Radici è una bottega di biciclette e piante.
In realtà è molto più che questo. E’ un progetto di Stefania e mio che unisce le nostre rispettive passioni per il pedale e per il verde; come spesso accade, il risultato, giusto per parlare di economics, non è la mera somma ma molto di più: biciclette e piante in un luogo sociale per una sostenibilità ambientale. Uno spazio dove le persone si possano trovare a parlare di tematiche di sostenibilità, dove incontrare una comunità di pari, dove si crea valore e si condividono e imparano cose nuove. Dove praticare uno stile di vita più misurato, del quale le piante e le biciclette sono perfetto emblema e insieme strumento di scoperta.
Lo spazio è grande e si compone di un piano a livello terra con tre grandi vetrine continue e uno spazio di due stanze con volte a botte sotto il livello della strada, non accessibile al pubblico e attualmente utilizzato come deposito e magazzino ma potenzialmente molto interessante per svolgere laboratori pratici.

Qual è l’investimento iniziale?
L’investimento iniziale, (sotto)stimato in prima battuta in 15.000 €, è stato di 30.000. I muri non sono di proprietà e costano 2.000 € al mese. A un anno e mezzo dall’apertura, non riusciamo ancora a darci una retribuzione “normale”.

Quante persone lavorano da Bici&Radici? E quante donne?
Siamo due fondatori e due collaboratori esterni. Le quote rosa in quest’ottica attualmente rappresentano il 25% (o il 50% rispetto ai fondatori) ma non si escludono altre entrate al femminile.

Comunicazione e promozione.
In questa prima fase di start-up non abbiamo ancora fatto una vera e propria azione di promozione e comunicazione, in attesa di registrare le diverse attività.
Parlando di comunicazione e promozione, Bici & Radici ha una pagina Facebook piuttosto attiva e partecipata e si muove con agilità sulle diverse piattaforme di social media; partecipiamo, come bottega e come individui, a diverse iniziative e attività che ruotano attorno al mondo della bicicletta e del verde, di carattere pubblico e privato (con Fiab, all’interno della programmazione delle domeniche a piedi del Comune di Milano, in altre occasioni con carattere fieristico e di festival).

Che tipo di clientela si rivolge a Bici&Radici? Avete individuato un target preciso a cui rivolgervi o avete fatto scelte di marketing differenti?
La clientela è varia, sia per composizione che per età: si va dalle signore del quartiere amanti del verde sul balcone ai ragazzi, a coppie etero e gay, a giovani professionisti. Un buon 30% è rappresentato da coppie che ben incarnano la contaminazione tra i due mondi del verde e della bici. Il cortocircuito positivo funziona. A volte uno dei due componenti della coppia entra da noi interessato ad esempio alle bici e l’altro trova motivo di curiosità nelle piante. O viceversa.
La composizione multietnica e la stratificazione sociale del quartiere e la precisa scelta di tenere prodotti di nicchia ma anche prodotti a prezzo ‘base’ consente di venire incontro alle più diverse esigenze, di ciclista urbano e di portafogli.
Per quanto riguarda più nello specifico la bicicletta, si è puntato in particolare sulla Taurus per la bicicletta più classica; mentre per il mondo urban e sportivo il marchio di punta è Cinelli, storico milanese con una condivisa visione sulla bici, sulla sua cultura e arte.

Che servizi pensate di fornire alla vostra clientela oltre a quelli immaginabili di negozio di biciclette, riparazione e di piante?
In prospettiva, l’intenzione è quella di attivare a pieno ritmo alcuni servizi per ora presenti sulla carta o soltanto parzialmente testati: per le bici, riparazione a domicilio, ritiro delle biciclette a casa e riconsegna, laboratori di ciclomeccanica, eventi stand alone a tema, realizzazione di biciclette 100% made in Italy. Per il verde, laboratori di orto sul balcone, design delle piante, selezione e vendita di accessori e letteratura verde con una attenzione speciale ai prodotti italiani sempre nell’ottica della sostenibilità.
Vogliamo creare appuntamenti periodici perché la comunità della bicicletta e del verde sappia di avere un punto di riferimento dove condividere le proprie passioni, dove trovare punti di vista diversi…

Fate “rete” con altre realtà teoricamente competitor ma potenzialmente interessanti in una concezione collaborativa? Se sì, come?
Inizialmente pensavamo e abbiamo tentato di fare rete con altre realtà analoghe, già banalmente con altri negozi per creare economie di scala ed essere più forti o semplicemente per vendere gli stessi i prodotti a marchio di altri negozi-artigiani. Ma per ora la proposta è stata vista con sospetto, essendo poco usuale in Italia.
Recentemente abbiamo avviato un’attività di co-marketing e collaborazione con Borracce di Poesia.
La visione di Bici & Radici si è esplicata anche in un primo esperimento: per l’ideazione e la progettazione della grafica dell’insegna, abbiamo indetto un concorso aperto a tutti. Si sono presentati una ventina di progetti, dei quali 15 ammissibili, che sono stati realizzati su carta ed esposti per due settimane in bottega per essere votati da clienti e amici; poi per tre settimane la campagna è continuata sul web fino a decretare il vincitore.
Giovedì sera 28 novembre prossimo, l’insegna vincitrice verrà proclamata, nella cornice di una serata di lancio delle attività invernali e primaverili, che prevedono anche incontri gratuiti e corsi a pagamento ed altri eventi di socializzazione. A cadenza mensile, proprio per istituire un’abitudine e un appuntamento periodico di socializzazione.

Conoscete altre realtà come la vostra? A chi vi siete ispirati per immaginarla e realizzarla?
Quattro anni fa, quando abbiamo iniziato a progettare questa impresa, abbiamo fatto ricerche di benchmark in Italia e all’estero senza però trovare nulla di simile. Per il futuro, perché no, la possibilità di aprire altre ‘filiali’ su piccola scala di Bici&Radici in altre città interessanti potrebbe rappresentare una sfida. Un passo per volta.

Bici & Radici – Bikegnomics

Bici e Radici

Foto | Corriere.it

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