Ci volevano le Olimpiadi. Ci voleva la delegazione ufficiale dei Paesi Bassi, quella gente strana che nasce praticamente con il manubrio in mano, per certificare quello che noi attivisti, pendolari notiamo ogni giorno: pedalare a Milano richiede un livello di attenzione decisamente superiore alla media olandese.
La notizia arriva come una doccia fredda sulla narrazione della “città internazionale”: gli atleti e lo staff della squadra olimpica olandese, approdati sotto la Madonnina per i Giochi Invernali del 2026, hanno bocciato senza appello le strade milanesi.
“Orange” is the new Black (asphalt)
Il piano degli Orange era semplice e, ai loro occhi, banale: portarsi da casa un centinaio di e-bike arancioni per muoversi in autonomia tra il Villaggio Olimpico, gli hotel e le sedi di gara. Un gesto di normalità per chi viene da Amsterdam o Utrecht, dove la bicicletta è il mezzo di trasporto predefinito.
E invece? Invece si sono scontrati con alcune criticità dell’asfalto cittadino che forse avevano sottovalutato.
Secondo quanto riportato dalle cronache, il feedback del TeamNL è stato piuttosto netto. Non tanto per il traffico o la mancanza di percorsi, quanto per lo stato della manutenzione stradale. Il nemico numero uno identificato dagli olimpionici ha un nome preciso: le buche.
Ricevi il meglio di Bikeitalia direttamente via mail: compila il modulo e iscriviti alla nostra newsletter settimanale, è gratuita!
Iscriviti alla newsletter
Slolom Gigante (urbano)
“Le buche in strada sono il problema più grande”, hanno dichiarato candidamente i rappresentanti olandesi. Puntualizzando che: “A volte dobbiamo fare lo slalom per non finirci dentro”.


Fa sorridere (amaro) il confronto culturale: atleti abituati a standard infrastrutturali dove l’asfalto è liscio come un biliardo, che si ritrovano a dover gestire le irregolarità del manto stradale milanese, tra un pavé un po’ sconnesso e qualche rattoppo non proprio a regola d’arte. Hanno scoperto che qui la “mobilità dolce” richiede occhi ben aperti e mani salde sul manubrio.
Un feedback che invita a riflettere
Al di là dell’ironia, la questione posta dagli ospiti internazionali è seria. Mentre Milano lavora per presentarsi come una metropoli europea accogliente e sostenibile, il test su strada di chi la bici la usa davvero (e per professione) evidenzia che c’è ancora del lavoro da fare.
Se per un ciclista milanese schivare un’irregolarità dell’asfalto è quasi memoria muscolare, per chi arriva dai Paesi Bassi rappresenta un ostacolo imprevisto e, citando le loro parole, “terribile”.
La lezione olimpica
Cosa succederà ora? Probabilmente questa segnalazione servirà da stimolo per accelerare quegli interventi di manutenzione già previsti in vista del 2026. Magari vedremo una cura maggiore lungo i percorsi che collegano i luoghi chiave dell’evento.
Resta il fatto che gli olandesi, con la loro franchezza, ci hanno messo davanti a uno specchio. Milano sta provando a cambiare pelle e a diventare più ciclabile, ma la strada – è proprio il caso di dirlo – è ancora lunga (e va asfaltata meglio).
Grazie, amici olandesi, per il feedback. E occhio alla ruota davanti.






















[Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]
girare in bici sui lastricati del centro, specie con quelle comunali bikemi, e magari dopo la pioggia, è pura adrenalina…
è più facile scendere dalle mulattiere in montagna,
provare per credere
beh..che dire…meno male che le olimpiadi le hanno fatto a Milano!
se si fossero svolte a Palermo…beh…penso che avrebbero fatto le valigie e sarebbero andati via…visto le condizioni da terzo mondo che viviamo quotidianamente qui a Palermo.
Ed io..a Milano..in questi giorni olimpionica.. c’ero!!
primo problema: le piste ciclabili sono disegnate sui tombini (e i tombini sono 10cm più bassi del manto stradale).
è una cosa pericolosissima, comune nel nostro paese, e che costringe i ciclisti a zigzagare, rischiando la vita.
non oso immaginare se questa delegazione và in giro x Roma o napoli cosa diranno
Milano ha le peggiori vie urbane, rispetto a qualsiasi altra città.
Una vergogna. Le ciclabili peggiorano la situazione, perché pericolose. Meglio non averne affatto piuttosto che queste corsie pietose
pavè “un po’” sconnesso e “qualche buca”?
Spero sia stato un commento ironico il vostro, perché i pavè – praticamente tutti – sono molto sconnessi e in molte. moltissime strade, le buche, le crepe, i rattoppi, i sassi che emergono, sono predominanti un po’ ovunque nella città. Strade indegne, ma non solo per i ciclisti: per pedoni, motociclisti e automobilisti, costretti a schivare continuamente disastri del manto stradale che non ho visto in nessun altra città del mondo
capito Beppe Sala?
Per quando sia condivisibile, a Milano ho imparato a scegliere percorsi migliori, non sempre i più brevi, per pedalare con più tranquillità.
Detto questo, se vanno veramente in bici in questi giorni con quelle giacche invernali più delle buche soffriranno il caldo, ieri 17 gradi e con indumenti primaverili avevo comunque caldo pedalando…