Un’opera da 4 milioni di euro, snodo cruciale della Ciclovia Vento, si accartoccia in acqua in due tempi. Tra sconcerto e indagini, la vicenda di Crotta d’Adda e Maccastorna ci ricorda quanto le infrastrutture per la mobilità ciclistica siano ancora trattate con superficialità in Italia.
Immaginate se fosse crollato un viadotto autostradale appena costruito. O un ponte ferroviario prima ancora di veder passare il primo treno. Sarebbe su tutte le prime pagine come scandalo nazionale. Invece, a finire nelle acque dell’Adda è stata “solo” una passerella ciclopedonale.
Ed è proprio in questo “solo” che risiede tutto il problema culturale del nostro Paese: le infrastrutture ciclabili restano le Cenerentole delle opere pubbliche. Arrivano per ultime, dopo anni di attesa, e a volte – come accaduto tra Cremona e Lodi – crollano sotto il peso della loro stessa struttura, lasciando aperti inquietanti interrogativi sulla gestione dell’opera.
La cronaca che ci arriva dal ponte tra Crotta d’Adda (CR) e Maccastorna (LO) lascia amarezza e incredulità. Un’opera attesa da cinque anni, costata 4 milioni di euro e fondamentale per il collegamento cicloturistico della pianura, si è sbriciolata nel fiume prima ancora del collaudo.
La cronaca di un disastro in due atti
Il disastro si è consumato in due tempi, come in un brutto film. Tutto è iniziato venerdì 13 febbraio, poco prima di mezzogiorno: un boato e il cedimento della prima campata, circa 50 metri di struttura metallica sul lato lodigiano, che si è piegata finendo in acqua.
In quel momento, l’area è stata immediatamente transennata e posta sotto sequestro, ma il peggio doveva ancora arrivare.
Nella notte tra domenica 15 e lunedì 16 febbraio, il colpo di grazia: il crollo definitivo. Anche la parte restante della passerella, sul lato di Crotta d’Adda, ha ceduto, trascinando nel fiume le speranze di vedere completata a breve la Ciclovia Vento (l’ambizioso progetto cicloturistico Torino-Venezia).
Fortunatamente, non si registrano feriti. Il crollo è avvenuto a cantiere chiuso e prima dell’apertura al pubblico. Ma la frase che rimbalza tra i residenti e le istituzioni è una sola: “Poteva essere una tragedia”.



Ricevi il meglio di Bikeitalia direttamente via mail: compila il modulo e iscriviti alla nostra newsletter settimanale, è gratuita!
Iscriviti alla newsletter
“Cinque anni di disagi per questo risultato?”
La rabbia dei territori è palpabile. Non si tratta solo di un ponte caduto, ma della gestione di un’opera che ha messo a dura prova la pazienza dei cittadini.
Il sindaco di Crotta d’Adda, Sebastiano Baroni, non usa mezzi termini: “Qui in paese c’è un grosso malumore. Dopo cinque anni di cantiere, vedere questi risultati e pensare che siamo andati vicini alla tragedia, annienta. Qualcuno dovrà chiarire”.
Baroni ricorda anche i pesanti disagi viabilistici subiti dai cittadini: il ponte stradale (che fortunatamente è rimasto integro e aperto al traffico) era stato chiuso per due mesi proprio per permettere la posa di questa passerella. Automobilisti costretti a deviazioni di 20 km, code, attese. Tutto per un’infrastruttura che, alla prima prova di gravità, ha fallito.
Ancora più duro il retroscena svelato dal primo cittadino cremonese: “Nel 2021 avevo emanato un’ordinanza perché quel cantiere, per noi, era abusivo”, riferendosi a controversie passate sull’uso delle aree golenali e le autorizzazioni locali. Oggi, quella stessa area che il Comune usa per gli eventi estivi rischia di rimanere sotto sequestro a tempo indeterminato.
Le Cenerentole delle infrastrutture
Questa vicenda solleva un interrogativo che noi di Bikeitalia poniamo spesso: con quale cura vengono progettate e realizzate le opere ciclabili in Italia?
L’opera era gestita da AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po) ed era in fase avanzata: gettate di cemento fatte, fondo completato. Mancava solo il collaudo tecnico. Eppure, la struttura ha ceduto strutturalmente.
Spesso le ciclabili vengono trattate come “accessori” di poco conto. È legittimo domandarsi se anche in questo frangente abbiano influito quelle logiche di eccessivo ribasso o di supervisione non ottimale che spesso affliggono i cantieri pubblici italiani. Il risultato fattuale, purtroppo, è quello di ponti che cedono strutturalmente ancor prima dell’uso.
Il presidente della Provincia di Lodi, Fabrizio Santantonio, ha confermato che la Procura ha aperto un’inchiesta e posto l’area sotto sequestro cautelativo: “Ora sarà la magistratura a stabilire le cause. Va capito se si sia trattato di una fatalità o altro”.
Cosa succede ora?
La situazione è critica su più fronti:
Indagini ➡️ I sommozzatori e i droni stanno mappando lo scenario. Spetterà alla magistratura accertare se vi siano stati errori progettuali, di esecuzione o nei materiali.
Viabilità fluviale ➡️ La navigazione sull’Adda è sospesa. I tronconi di ponte nel fiume, privi di ancoraggio, potrebbero muoversi con la corrente e creare danni a valle.
Futuro della Ciclovia ➡️ Crotta d’Adda e Maccastorna dovevano essere due snodi chiave. Ora, il collegamento è interrotto sine die.
L’unica nota positiva è che il ponte stradale adiacente (la provinciale 196) è stato dichiarato sicuro e rimane aperto. Ma per chi sogna un’Italia ciclabile, l’immagine di quella passerella spezzata nel fiume è un colpo al cuore.
Le infrastrutture ciclabili non sono un “gioco” o un abbellimento. Sono opere di mobilità che richiedono la stessa dignità ingegneristica di un’autostrada. Finché continueremo a trattarle come Cenerentole, il lieto fine resterà, purtroppo, solo nelle favole.
[Fonte]




















Che c’azzecca il crollo della passerella ciclabile sull’Adda col progetto del ponte sullo Stretto?
Siete mai andati in Sicilia col treno? L’avanti e indre’ per caricare i vagoni sul traghetto per poi ricostituire il convoglio sull’altra sponda potrebbe essere un’esperienza illuminante!
Io credo che si debba costruire bene piuttosto che non costruire…
Grazie dell’informazione che non ho trovato da nessuna parte anche se io che abito in Liguria sto attento a informazioni circa crolli e frane. Che squallore, ma è un caso che non si sia fatto male nessuno. L’unico lato “positivo” per così dire che è successo al nord! Immaginate se fosse successo da Napoli in giù? In questo caso l’Italia è proprio tutta uguale
In realtà succedono queste cose negative perché i ciclisti in Italia sono una grande minoranza. E come tali ignorati e/o discriminati. Ci vorranno anni per avvicinarsi almeno un po’ ai numeri del centro-nordEuropa solo in tal caso poi si faranno avanti politici illuminati come la ex sindaca di Parigi. Qualcuno c’è anche in Italia ma a loro volta, pur se coraggiosi, sono anche loro minoranza. PURTROPPO!
Era meglio costruire un ponte strallato indipendente dal ponte stradale. Più snello, bello da vedere , snello e leggero, magari di legno, meglio di quell’obbrobrio attaccato al ponte stradale !
Con i soldi spesi potevano costruire un ponte strallato , magari in legno, che sarebbe stato anche una chicca architettonica e non avrebbe avuto collegamenti con il ponte stradale. Una struttura snella e moderna anzichè un obbrobrio “attaccato” ad un ponte esistente !
io uso la bici anche per viaggiare in vacanza, ma sinceramente non condivido tutto lo spreco di denaro pubblico per opere faraoniche come questa. Le stesse ciclabili finiscono a volte per riversare tonnellate di cemento e asfalto, quando basterebbe un po’ di macadam ben battuto. Mah…
[Gentile Marco, nel caso specifico questa era una passerella ciclabile e pedonale realizzata sul tracciato di una Ciclovia di rilievo nazionale riconosciuta come strategica dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: quindi non un’opera faraonica, come scrive lei, ma un’infrastruttura essenziale per poter attraversare il fiume Adda in sicurezza con un collegamento separato dal traffico motorizzato che scorre sul ponte attiguo – Bikeitalia.it]
[Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]
Ma sicuramente c’è un fatto tecnico a motivo di questi crollo: sarei curioso di sapere in dettaglio cosa ha ceduto.
Mi mi sembra di vedere che le campate erano appoggiate su delle mensole a loro volta fissate al ponte.
Calcoli da sollecitazioni semplici che si imparano alla scuola superiore.
ecco un altro ingegnere che è meglio se non si ingegna.
riferimenti al ponte sullo stretto li trovo puerili, ricordo che in Italia abbiamo avuto e abbiamo i migliori in ingegneria basta fare una ricerca per vedere le opere fatte in Italia e nel mondo.
Ogni opera pubblica deve essere cautelata da un sistema giudiziario che non prevede la prescrizione in quanto deve essere applicato una corsia di urgenza per l’esecuzione di accertamenti e risarcimenti civili e penali. Invece cade tutto in prescrizione .😱
hanno trovato un altro tecnico per il ponte sullo stretto. niente vittime,e ci mancherebbe, ma opera milionaria che crolla ancora prima del collaudo è diabolico. che mentalità allo sbando
anche a me come a Stefano il pensiero è andato subito al ponte sullo stretto, che se dovesse essere costruito quasi sicuramente crollerà subito, per le ragioni che non scrivo per non farmi bannare ma che tutti sappiamo.
in Italia può succedere di tutto…ma ancora una volta per sapere di chi è la colpa ci vorrà molto tempo…nel frattempo si va avanti…tra uno scandalo e l’altro…meno male che siamo in un paese civile…
Dopo questo fatto attraversare un ponte in bici diventa pericoloso se l’acqua del fiume non è’ abbastanza alta in modo da attutire la caduta…. A parte questa considerazione per sdrammatizzare l’accaduto credo che mancassero la metà’ dei bulloni che fissavano la passerella al ponte stesso …. Errata procedura nel montaggio …
Francamente mi pare che usiate toni un po’ esagerati, fortunatamente nessuno si è fatto male, del resto in Italia non sono solo le piste ciclabili ( che dalle mie parti non usa nessuno malgrado i milioni spesi) a crollare.
I problemi dell Italia sono ben altri che andare in bicicletta.
[Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]
per avere un paese avanti in fatto di ciclabili dovremmo avere ciclabili a fianco di ogni strada ove si possa fare. saremmo avanti a tutti.
spero che almeno quella sul lago di Garda tenga non l’ho ancora visitata. un saluto a tutti.
Molti chiedono di conoscere il nome della ditta. Sono gli stessi che passano ore al cellulare però non riescono a fare una semplice ricerca visto che di tratta di un appalto pubblico e tutto è tracciato.
A Gennaio è stato inaugurato un ponte simile che collega Lecco con Pescate, pur non essendo un tecnico si capisce che la pista ciclo pedonale è parte della struttura.
Al ponte in oggetto si vede chiaramente che si tratta di qualcosa aggiunto dopo il progetto iniziale.
Le responsabilità sono tecniche.
E Salvini vuole spendere miliardi per fare il ponte sullo stretto ?? Dopo il ponte Morandi sono 8 anni che lavorano sulle autostrade in Liguria creando disagio e code infinite e semplicemente scandaloso .Vuol dire che prima del Morandi la manutenzione era pari a 0.
[Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]
Complimenti per l’articolo, è inammissibile che un evento di tale gravità stia passando sotto traccia. Pagherà qualcuno? Certo, i ciclisti e anche gli automobilisti (qualche bici in più consente qualche auto in meno).
Peccato, ancora un’occasione sprecata.
cosa vuoi commentare, il fatto accaduto parla da solo prima del collaudo cade… oramai nulla piú ha valore e credibilità… oh sto patatrack e’ costato 4 pippi, vecchi 8 miliardi di lire mah!
Ma la ditta che ha costruito la passerella, non se ne parla, o è protetta politicamente, sarei curioso di sapere chi sono gli artisti.
[Questo commento non è stato pubblicato > https://www.bikeitalia.it/linea-guida-moderazione-commenti-su-bikeitalia-it/ – Bikeitalia.it]
ma sono SCEMI.
Fortunatamente non ci sono state vittime ma sarebbe potuta essere una tragedia.
[Questo commento è stato moderato prima della pubblicazione – Bikeitalia.it]
a sto punto se uno deve rischiare la vita in bicicletta su percorsi nuovi e moderni fatti dopo anni e anni di lavori appositamente x i ciclisti ma speculati fino all’osso e oltretutto dover poi continuare a pedalare a lato strada in mezzo al traffico perché pure inagibili crollati o sotto sequestro venendo oltretutto odiati da automobilisti e camionisti x non parlare di essere investiti…poveri noi ciclisti meglio andare via in moto e chiusi i discorsi…se è questo che vogliono…..