MENU

Come ti rifaccio il look alla bici scassona con 60 €

News • di 3 Giugno 2014

Ok, definirla scassona è un tantino ingeneroso: alla fine è una gloriosa bici da corsa assemblata nel lontano 1979 da un telaista della provincia di Como utilizzando tubi Columbus CromOr, componentistica Campagnolo Super Record, cerchi Nisi, manubrio Cinelli Giro d’Italia, etc. etc. Mio padre la comprò nel 1981 di seconda mano e la usò per i propri allenamenti, prima di farsi sedurre dalle lusinghe dei primi telai in alluminio e poi del carbonio. A quel punto quella bici divenne mia e la relegai da subito a un uso urbano: niente di meglio infatti (almeno dal mio punto di vista) di una bici da corsa prestante e reattiva per scattare di semaforo in semaforo e fare lo slalom tra le auto incolonnate che si scontrano con l’ineluttabilità della legge dell’impenetrabilità dei corpi.

Originariamente il telaio era un color bronzo, poi il mio genitore decise di compiere un esperimento bislacco: prima lo zincò (per renderlo resistente a qualunque erosione) e poi lo verniciò di giallo e nero, come potete vedere nella foto qui sotto.

Before

Prima della cura

Il problema, però, è che la vernice tradizionale non tiene sulle superfici zincate e il mio piccolo gioiello, vibrazione dopo vibrazione, bottarella dopo bottarella, iniziò a perdere pezzi di vernice lasciando intravedere il fondo argentato.

Before dettaglio

Mi ero quasi deciso a smontare tutto e portare il telaio dal carrozziere per farlo prima sabbiare e poi verniciare, ma sapevo che la mia leggendaria pigrizia me lo avrebbe impedito, per lo meno nell’arco dei prossimi 10 anni.

Poi un giorno conobbi a un evento un designer milanese che aveva inventato un sistema per ricoprire i tubi della bici utilizzando strisce di pvc colorato e fustellato in modo da rispondere alle diverse dimensioni dei tubi del telaio. Le 7 strisce di adesivo vengono commercializzate all’interno di una scatola che rievoca le latte di vernice. Ne presi una dai toni un po’ simpatici e me la portai a casa.

PACKAGING-STRIPE-001

Ora, io avevo visto come faceva Danilo (il designer milanese) a “fixare” le bici, ma considerando il fatto che io sono munito di due mani sinistre e tendo a rompere quasi qualunque cosa io tocchi, non mi fidavo a tentare di rifarlo da solo. In mio soccorso arrivò quindi un video su youtube che spiega il come si fa. Me lo guardai un paio di volte e, armato di taglierino, phon per capelli e coraggio, mi misi al lavoro

Dopo circa un’ora e mezza chino sul mio amatissimo gioiello urbano, riuscii ad arrivare a un risultato più che soddisfacente: ero riuscito ad applicare le strisce di PVC sul telaio senza creare bolle, deformazioni, scollamenti, etc. Questo nonostante alcune volte mi fossi reso conto di aver attaccato le strisce senza la dovuta simmetria. E qui, la meraviglia: le strisce infatti si attaccano, si staccano, e si riattaccano senza problemi e senza lasciare colla sul telaio.

restyle bikesmall

Dopo la cura

Ma il grande valore è soprattutto quello di non dovere smontare neppure un pezzo della bici per ricoprirla con il kit di Fix Your Bike. Certo, non è stato semplicissimo rivestire tubi che sono in parte interrotti da passacavi, leve del cambio e fori del portaborraccia (è evidente che il massimo della facilità è rappresentata dalle biciclette a scatto fisso, dove non bisogna litigare con guaine dei freni e del cambio che passano dappertutto), ma alla fine anche quell’ostacolo è stato facilmente superato con un po’ di pazienza.

Per completare l’opera di pimpaggio della bici, ho sostituito il vecchio nastro manubrio: ho utilizzato un nastro Fizik (sensazione di similpelle lucida al tatto e 3mm di gel sotto il nastro per attutire le vibrazioni del fondo stradale) rosso carminio per dare l’efetto finale “pugno in un occhio”.

Costo totale dell’operazione: 49 € per il kit “Fix Your Bike”, 13 € per il nastro manubrio (ok, vi ho ingannati: non sono 60 € come da titolo, ma 62€).

E adesso ho finalmente ad apprezzare la mia “scassona” non solo per le sue doti meccaniche, ma anche per la sua estetica che mi fa sorridere ogni volta che la guardo.







16 Risposte a Come ti rifaccio il look alla bici scassona con 60 €

  1. alessandro ha detto:

    il problema è che poi anche solo per lavarla c’è il rischio che si rovini, mentre se ti ingegni a smontarla per poco più di quella cifra c’è chi te la svernicia e rivernicia!

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Il trattamento dovrebbe essere resistente anche all’acqua (ti farò sapere). E poi non c’è solo il costo, ma anche il tempo: in questo caso ho impiegato circa un paio d’ore per fare tutto. Se avessi voluto riverniciarla, avrei impiegato sicuramente almeno il doppio del tempo. E poi c’è la questione estetica: se domani mi rompo le palle, compro un altro kit e rifaccio nuovamente il look senza problemi.

  2. Francesco ha detto:

    Non ho capito se è una pubblicità o un articolo ma soporattutto …perchè ridurre un bel telaio così!

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Pubblicità è se qualcuno paga per un contenuto. In questo caso nessuno ha pagato, quindi non la chiamerei “pubblicità”.
      Non so se sia un articolo, sicuramente è il racconto di un’esperienza. Ho “ridotto” il telaio in questo modo perché non mi piaceva più come era prima.

  3. Michele ha detto:

    ma ti sembra tanto bella? hai rovinato una bella bicicletta da corsa. punto.

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Ciao Michele,

      a me personalmente piace. Non penso di averla rovinata: sono adesivi che, come detto, non lasciano colla sul telaio. Quando mi sarò stufato o la vorrò di un altro colore, mi basterà togliere gli adesivi, smontare i pezzi, sabbiare il telaio e riverniciarlo. Oppure potrò attaccare degli altri adesivi. Non credi?

  4. micheleS ha detto:

    … ma è davvero così difficile apprezzare una bella idea ? grazie Paolo per i consigli.

  5. Marcello ha detto:

    Il Masnaghetti!!! A onor del vero è di Tradate, provincia di Varese, ed è ancora lì… inossidabile!!!

  6. davide ha detto:

    Ciao Paolo, l’idea degli adesivi la trovo interessante, ma vorrei chiederti qualcosa sulla zincatura se possibile… mi sono rivolto a degli stabilimenti che praticano la zincatura industriale e mi hanno sconsigliato quella a caldo (la migliore) perché potrebbe deformare il telaio e vari altri motivi… quella a freddo mi è stata sconsigliata perché i bagni per pretrattare il materiale sciolgono l’ottone usato per saldare i talai delle bici… tuo padre come ha fatto per zincare la bici?

    • Paolo Pinzuti ha detto:

      Ciao Davide,

      Se non sbaglio il procedimento è stato fatto a caldo: lo stesso che viene utilizzato per la zincatura dei dentini delle cerniere. Deformazioni del telaio: non pervenute. Altri motivi: non rilevati (a parte il fatto che la vernice non attacca).

  7. Pier Filippo Idda ha detto:

    Io ho sempre sognato di dipingere una delle mie biciclette con un motivo richiamante ai Kilt scozzesi, ma ho sempre desistito per la difficoltà (per farlo da solo), e per i costi esorbitanti richiesti dai professionisti…. Forse ora ci ripenso!!!

  8. Dave ha detto:

    Ciao…cool..sai .dove lo posso acquistare a Milano? O sul web?

  9. Raffaele ha detto:

    Il risultato è una figata! Ma hai i pedali flat? Anche io ho una bici anni 70 da corsa che ho appena iniziato a usare per ciclismo urbano ma con i puntapiedi col traffico intenso faccio fatica. Forse devo solo abituarmi un po..

  10. Lorenzo ha detto:

    concordo sull’ingenerosità di chiamarla scassona: una bici come quella ai primi anni 80 costava non meno di un milione e mezzo di lire e potrebbe ancora essere considerata molto meglio di tanti catorci in alluminio provenienti da paesi con abitanti dotati di occhi a mandorla

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *