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Amsterdam: proposto il divieto dei ciclomotori sulle piste ciclabili

News • di 5 Giugno 2014

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Forse non tutti sanno che ad Amsterdam e nel resto dei Paesi Bassi, sulle centinaia di chilometri di piste ciclabili urbane e interurbane possono circolare anche i ciclomotori. Una convivenza che non ha creato grossi problemi finora, soprattutto grazie alle limitazioni di velocità imposte ai ciclomotori stessi e in genere rispettate.

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Il grafico sopra mostra le differenze tra due tipi di ciclomotori, biciclette elettriche e biciclette normali. La quarta colonna indica che entrambi i tipi di ciclomotori richiedono una licenza di guida, non richiesta invece per e-bike e biciclette. Le ultime tre colonne mostrano l’accesso ai vari tipi di percorsi ciclabili, tra cui anche quello misto bici-ciclomotore.

Da qualche tempo però i ciclisti hanno cominciato a non gradire la presenza di ciclomotori e scooter sulle ciclabili, non tanto per questioni di sicurezza, piuttosto di ingorgo. Il numero di ciclisti ad Amsterdam e nei Paesi Bassi è in continua crescita e questo fa sì che anche le ciclabili siano maggiormente affollate, e dividerle con altri utenti della strada, in questo caso i conducenti dei ciclomotori, fa sì che i percorsi quotidiani risultino più lenti.

Nella capitale olandese il problema è stato avvertito in misura maggiore rispetto alle altre città, motivo che ha convinto il ministro dei Trasporti ad inviare una lettera alla Camera dei Rappresentanti per chiedere di prendere provvedimenti. “Mi auguro – scrive il ministro – che anche se non a livello nazionale, si riesca ad introdurre almeno ad Amsterdam una normativa che obblighi i ciclomotori a percorrere le normali strade invece delle piste ciclabili. Contemporaneamente dovrà essere applicato un nuovo provvedimento che renda obbligatorio l’uso del casco per i conducenti di ciclomotori e scooter, oggi non previsto”.






Una risposta a Amsterdam: proposto il divieto dei ciclomotori sulle piste ciclabili

  1. Fabio80s ha detto:

    Che bello vivere in una nazione dove ci sono addirittura gli ingorghi sulle piste ciclabili: da noi il problema non si pone, non esistono quasi le piste! A Torino, ad esempio, la situazione è in stallo da un po’ di tempo, dopo il buon successo iniziale del Bike Sharing.

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