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Da Aosta ad Amsterdam in bicicletta

Diari • di 5 Novembre 2014

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L’idea del viaggio in bici, insieme, in autonomia, era nell’aria, ma la meta non ben definita.
Siamo Samantha e Marco, di Aosta, appassionati di bici, lavoriamo insieme in un negozio di bici e siamo una coppia nella vita di tutti i giorni. Io, Marco, ho un trascorso da agonista di gare di lunga distanza e gare endurance (6-12-24 ore in solitaria) ma dopo diversi anni in giro per il mondo ho capito che l’idea di viaggiare in bici e gareggiare non possono coesistere. In gara non si ha il tempo di vedere nulla! Samantha, dal canto suo, non ha mai visto il ciclismo come un modo per competere, ma, piuttosto, un modo per stare bene con se stessi. Che dire, finalmente ci siamo proprio trovati!

Così le nostre prime vacanze insieme non potevano non essere che vacanze in bici!
La destinazione non ci è stata chiara fino ad un mese e mezzo dal via, a metà settembre, quando ancora incerti abbiamo fatto “sorteggiare” al nostro gatto scegliendo tra tre bigliettini… Aosta-Amsterdam la decisione di Teodoro che con una zampata ha “selezionato” il bigliettino giusto!

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Due settimane di tempo, Aereo per il rientro prenotato e uno sguardo sul web per capire che strada fare. Samantha incappa nell’articolo di Bike Italia in cui si parla degli itinerari eurovelo… Detto fatto, il numero 15 sarà il nostro, ma decidiamo di non partire da Andermatt, ma dalla porta di casa! Usando Basecamp (il programma di Garmin) e il sito bike map creiamo una traccia per raggiungere Basilea, dove poi incontreremo la ciclabile del Reno che ci porterà in Olanda seguendo il corso del fiume. Ordiniamo Su amazon le guide Bikeline riguardanti l’itinerario e siamo pronti a partire.

Il 14 settembre, alle 7 del mattino, le nostre bici (una salsa fargo e una surly karate monkey gommate semislick) sono pronte per la prima tranche del lungo viaggio. Scalare i 2500m del passo del Gran San Bernardo appena partiti non è impresa semplice per dei mezzi che, carichi di bagagli, passano allegramente i 25kg ma, con la dovuta calma affrontiamo la dura salita e svalichiamo in Svizzera, proseguendo poi per Montreux, dove dopo 120km campeggiamo in riva al lago Lemano. Da qui in poi sarà tutta una scoperta! La traccia si rivela perfetta e ci fa passare in villaggi bellissimi, lungo prati verdi, campi coltivati, laghi e laghetti, percorrendo strade a bassa densità di traffico, ciclabili, sterrate e sentieri senza nessun intoppo. 120km al giorno il nostro target, tranquillamente centrato pedalando in totale tranquillità per, lo ammettiamo, molte ore al giorno (circa 10 in media). Tre giorni per arrivare a Basilea dove imbocchiamo la ciclabile del Reno, la Eurovelo 15, sul versante tedesco che è sterrato per diverse centinaia di km.

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Pedaliamo sotto il sole per i primi 8 giorni, dormendo in campeggi più e meno spartani, comprando il cibo giorno per giorno e cucinando col fornellino da campo ogni sera. L’obiettivo è di sperimentare l’autosufficienza, in modo da accumulare esperienza per i prossimi viaggi in ambienti anche meno civilizzati e, ora possiamo dirlo, tutto andrà a meraviglia. Dal nono giorno in poi qualche temporale, alcuni acquazzoni e un po’ di pioggerella ci accompagnano, ma nulla di terribile, nulla che ci possa far rallentare! La Germania è lunga da attraversare, e i pochi giorni a nostra disposizione non lasciano molto spazio per i ritardi! Il paesaggio che credevamo noioso alla lunga, si rivela invece vario, e dopo i boschi della prima tratta, si passa in verdeggianti colline e vigneti e attraverso villaggi semplicemente fantastici. Il cibo non è un granché ma, sarà la fame, non abbiamo mai mangiato proprio male in Germania!

Dopo il nono giorno, come detto, vista la pioggia serale persistente (e un temporale violentissimo mentre dormiamo in tenda) decidiamo di cercare anche b&b e hotel (questi ultimi non sempre a buon prezzo) dopotutto siamo pur sempre in vacanza!

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Arriviamo così al confine tra Olanda e Germania dove, per varcarlo, si attraversa il Reno con una chiatta. Qui finiscono le nostre mappe e le nostre tracce gps. Negli ultimi due giorni abbiamo cercato delle guide, senza successo e, un po’ preoccupati sul continuare il viaggio senza sapere che strada prendere, chiediamo informazioni ad un collega ciclista-viaggiatore. “mappe? Non servono mappe in Olanda!” ci dice. “qui basta che prendi la ciclabile e devi solo sapere in che direzione andare. Ti fermi al cartello esplicativo, prendi nota di numeri delle ciclabile, li scrivi su un foglietto e segui le indicazioni. E’ semplice! Buon viaggio!”…

Semplice? Dubbiosi impostiamo la rotta “Amsterdam” sul gps, tanto per avere una direzione da seguire, e facciamo come ci ha spiegato. Beh, MAI avremmo immaginato una semplicità così nel viaggiare in bici! Proprio come detto dal viaggiatore, basta andare, e decidere la tratta sul momento; così facendo abbiamo percorso dei tratti incredibili, tra cui una lunga sterrata immersa nel bosco di una riserva naturale che nulla ha da togliere ai boschi di casa nostra!

Due giorni e mezzo per attraversare l’Olanda, 12 dalla nostra partenza,per giungere in quel caos di biciclette e persone che è Amsterdam, dove tutto è a misura di ciclista e dove, purtroppo, finisce il nostro viaggio. Uno sguardo a booking.com, prenotiamo una stanza in hotel (dove ci accolgono senza problemi nonostante sia un quattro stelle e il nostro aspetto (e odore) potrebbe non essere dei migliori) e l’indomani impacchettiamo le bici e andiamo in aeroporto per il nostro rientro.

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Alcuni appunti importanti: il percorso Eurovelo 15 è perfettamente segnalato, impossibile perdersi, con l’aiuto del gps è anche molto banale uscire dalla ciclabile per andare a visitare le città limitrofe; Strasburgo, Bonn, Colonia… Sono alcune delle principali città che si incontrano lungo la via e vale la pena fermarsi per una breve visita. Fondamentale un minimo di organizzazione e di equipaggiamento tecnico (antipioggia in goretex dalla testa ai piedi in primis) e un buon, sano, classico spirito di adattamento. Trasportare le bici in aereo (con easy jet) ci è costato 75€ a testa, e procurarsi gli scatoloni per impacchettarle può non essere semplice (abbiamo un amico con un negozio a 50km da Amsterdam che ci ha aiutati!). Per il resto, con la moderna tecnologia è semplice reperire informazioni, indirizzi utili e prenotare una stanza per dormire in qualunque punto del viaggio ma obbligarsi a navigare con la sola mappa e bussola, come si faceva una volta, può utile per non “disabituarsi” all’imprevisto!
Il prossimo viaggio cercheremo di farlo più “wild” magari non facendo scegliere la meta al gatto ma pensando prima ALMENO alla nazione da visitare!

Il racconto del nostro viaggio (ancora da ultimare) tappa per tappa, è visibile sul nostro sito dove ci sono un po’ di racconti di avventure passate (e future!) e una sezione tecnica con alcuni consigli.
Link alla gallery completa su Flickr.

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