Incompiuta 2014 – Viaggio in bici in Italia – Parte 5

9 Dicembre 2014

XVII tappa – Reggio Calabria – Rosarno (Rc) – 79,3 km

Ora ci sono

Ora ci sono

Lascio Reggio dopo una pedalata sul bel lungomare. Torno verso Villa San Giovanni e prendo la statale che corre sulle rive del Tirreno. Il paesaggio calabrese è molto più verde di quello siciliano ma qui le montagne si tuffano direttamente a mare e gli spazi sono davvero risicati. Attraverso Scilla e Favazzina, dopodiché mi godo la salita di Bagnara Calabra che mi porta in alto a godere di panorami incredibile sul mare cristallino, la costa calabrese e la Sicilia lontana. Passo alcuni paesi semideserti mantenendomi in quota e scendo poi a Palmi. Altra granita, dimenticando di non essere più in Sicilia. E’ buona pure qui!
Corro lungo la piana di Gioia Tauro, il porto e le gru gigantesche, in direzione Rosarno, per dormire con soddisfazione sotto un altro tetto amico.

XVIII tappa – Rosarno (Rc) – Lamezia Terme (Cz) – 98,6 km

Lasciata Rosarno salgo a Nicotera, Joppolo, Ricadi con gli splendidi panorami sul golfo dinnanzi a Gioia Tauro. La strada è piuttosto tranquilla, non troppo battuta dal traffico, almeno oggi. Raggiungo Tropea e mi prendo una pausa per pranzare col solito panino, vagando con lo sguardo perduto tra le tonalità blu del mare e del cielo.

Tropea

Tropea

Continuo la mia strada senza mai perdere di vista il meraviglioso mare di Calabria e la tappa successiva è a Pizzo, dove chiedo anche informazioni per raggiungere Lamezia. Mi perdo nello svincolo successivo e quasi prendo la Salerno – Reggio Calabria. Percorro invece la statale 18 per un lungo tratto verso nord. Il traffico è intenso e la situazione richiede molta attenzione. Supero l’aeroporto e arrivo a Cafarone per bagno e campeggio.

XIX tappa – Lamezia Terme (Cz) – Marina di Fuscaldo (Cs) – 66,7 km

Tappa breve per prendere la rincorsa per il giorno successivo, quando ci saranno da attraversare delle montagne che non conosco. Non so bene cosa aspettarmi. Oggi tutto asfalto in statale in compagnia del traffico. Per fortuna ci sono ottime tappe lungo la strada, su tutte Amantea. Arrivo a Marina nel primo pomeriggio, mi riposo e vado a mare. Comincio a sentire la stanchezza e quasi quasi cerco un treno per Venezia.

XX tappa – Marina di Fuscaldo (Cs) – Metaponto (Mt) – 158 km

Per fortuna il treno non lo prendo, al bivio per la stazione di Paola imbocco infatti la strada verso nord. Salgo per Guardia Piemontese e attraverso la riserva di Serra Nicolino attraverso vertiginosi viadotti e gallerie fredde. Si sale parecchio e l’aria si fa fresca ma piacevolissima. Traffico praticamente nullo.

La salita per la Serra Nicolino e la vista sul Tirreno

La salita per la Serra Nicolino e la vista sul Tirreno

La discesa verso San Marco Argentano è una picchiata che mi esalta e passo fischiando davanti a una pattuglia con autovelox. Finalmente ho il tempo per godermi i paesaggi della Calabria interna, lontana dal mare. La mia meta di oggi è Sibari ma mi sorprendo a destinazione che non è nemmeno mezzogiorno. Pranzo con un melone e faccio conoscenza con dei venditori ambulanti che mi offrono una sedia. Chiedo quanto manca per Metaponto. Mi dicono quaranta, massimo cinquanta chilometri. In realtà sono ottantatré, ma me ne accorgo solo la sera.

Roseto Capospulico

Roseto Capospulico

La costa jonica mi è rimasta negli occhi per giorni. Spiagge lunghissime e mare da far invidia ai Caraibi. Per contro, o per fortuna, le spiagge sono completamente deserte. Un gioiello che l’industria turistica non ha ancora raggiunto. Mi fermo al castello di Roseto Capospulico che ho finalmente modo di gustarmi dopo averlo velocemente superato in auto diverse volte. Proseguo lungo la complanare della statale jonica, che è vietata alle biciclette. Alcuni chilometri però me li faccio lo stesso, nonostante il divieto, solo per superare i viadotti sui corsi d’acqua che mi si presentano davanti. Tappe a Policoro e Scanzano Jonico (si, ho visto e amato anch’io Basilicata Coast to Coast). Foto a qualche chilometro da Metaponto; con la ruota a terra ho un incontro ravvicinato con un pastore maremmano che sta per sbranarmi una borsa. Mi allontano con pazienza e mi lascia stare. Arrivo a destinazione e mi incontro con un vecchio amico che mi ospita. Serata al lido di Metaponto, non propriamente Ibiza.

XXI tappa – Metaponto (Mt) – Matera – 48,3 km

Microtappa per fermarsi a visitare Matera. In inverno la trovai magica, d’estate l’ho apprezzata con più voglia di stare all’aperto. Il tragitto fino alla città corre lungo la statale ed è abbastanza noioso, per fortuna il paesaggio collinare si fa apprezzare.

Paesaggio lucano

Paesaggio lucano

La sosta a Matera si protrae al giorno successivo. Il pomeriggio dell’arrivo, dopo essermi ripreso da un pranzo degno di un matrimonio, sistemo delle pendenze burocratiche in Internet e la sera cinema all’aperto sulle Murge. L’indomani manutenzione medio pesante alla bici – nuovo copertone, nuovi pedali.

Matera

Matera

XXII tappa – Matera – Ippocampo (Fo) – 146 km

Lascio la città dei Sassi gonfio di focacce e burrate alla volta dell’Adriatico. Prendo la via di Altamura e poi la campagna pugliese tra mille e mille ulivi – attraverso le località Quasano e Mariotto – fino a Ruvo di Puglia, che mi sorprende per il bel centro storico, così come quello di Corato. Da qui la strada taglia dritta come una lama fino a Trani sul mare; torno ad affacciarmi sull’Adriatico dopo più di duemila chilometri.

Trani e la cattedrale sul mare

Trani e la cattedrale sul mare

Proseguo per Barletta dal bel lungomare ciclabile e poi Margherita di Savoia, dove mi rapiscono le luci e gli addobbi per le strade. Attraverso il litorale tra campi e orti fino alla località Ippocampo, dove trovo un campeggio. Il viaggio sta andando bene, ma sento che le mie batterie – mentali, non fisiche – si stanno esaurendo.

XXIII tappa – Ippocampo (Fo) – San Salvo Marina (Ch) – 140 km

Mi addentro per la campagna alle spalle del Gargano e non incontro anima viva per gran parte della mattina, eccezion fatta per i soliti cani che mi rincorrono e un ragazzo che solo, in mezzo alla strada, mulinava per aria una grande mazza. Piuttosto inquietante fino a che non mi saluta sorridendo.

Lungomare pugliese

Lungomare pugliese

Arrivo a San Severo dopo la quale prendo la statale Adriatica. Questa scelta mi rovina un po’ lo spirito. Grandi tir sfrecciano a pochi metri da me e durante la giornata vedo solo prostitute e raccoglitori di pomodori. Rispetto a quello che mi circonda mi sento davvero fortunato.
Rivedo il mare a Lido di Chieuti. Prima di Termoli incontro un gruppo di ciclisti in escursione con tanto di furgone a seguito. Ci raccontiamo delle nostre esperienze davanti a birra e caffè. Arrivo al campeggio quando il cielo minaccia una pioggia che per fortuna non scende. Almeno per oggi.

XXIV tappa – San Salvo Marina (Ch) – Pescara – 72,2 km

L’ultima tappa del mio viaggio. Non sarebbe dovuta andare così, ma così è andata. Mi sveglio con il sole ma non faccio a tempo a fare colazione che prendo il primo diluvio. Zuppo, mi presento davanti a cornetto e cappuccino. Prendo la strada quando smette di piovere, un po’ abbattuto. Il tempo di arrivare a Vasto e prendo il secondo rovescio. Tutto.

Vicino Vasto; la mattina ho quasi sperato di potermela cavare

Vicino Vasto; la mattina ho quasi sperato di potermela cavare

Supero Murata Alta e Ortona dove mi pare di riconoscere Paolo Bettini in un ciclista che mi saluta, ma chissà. Sarà stato un abbaglio. Mi riparo sotto le arcate di una chiesa con memoriali canadesi della seconda guerra mondiale. Aspetto che il cielo si sfoghi un po’. Consulto per la prima volta il meteo e pare ci sarà una finestra di tregua tra le due e le tre. Il tempo di correre a Pescara. Penso.

Passerella finale sugli Champs Elisées a Pescara

Passerella finale sugli Champs Elisées a Pescara

Invece non la smette proprio mai, così arrivo fino a Tollo e lì mi fermo al primo bar che vedo. Mi accolgono con calore e mi riscaldo un poco almeno per dentro. Pranzo e chiacchero per un’oretta con la ragazza al bar e qualche avventore. Scopro che è il bar della stazione – non me ne ero ancora accorto. Lo prendo come un segno e prendo il primo treno per Pescara. Qui trovo alloggio in un b&b vicino la stazione, da una signora troppo gentile che mi prepara pure una cena con i fiocchi. La sera ha smesso di piovere così mi avventuro sul lungomare a passeggiare. Giusto una mezz’ora, perché poi torna l’acqua. Me ne vado a letto decidendo che il viaggio finisce qui. Non lo faccio per colpa della pioggia o della grandine che ho preso e che, secondo le previsioni, prenderei nei prossimi giorni. In realtà sono una scusa. Una scusa che cercavo da qualche giorno per porre fine a un viaggio che mi aveva già dato tutto, e che si è rivelato essere più di quanto mi sarei mai aspettato. Avviso casa, otto ore di treno regionale e sono a Mestre. Di nuovo. Chissà per quanto.

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