Piste ciclabili veloci, verso un ciclismo urbano senza barriere

19 Gennaio 2015

piste-ciclabili-veloci

Da qualche anno si sente parlare sempre più spesso di superstrade ciclabili (o autostrade, anche se questo termine è un po’ un ossimoro). Si tratta essenzialmente di piste ciclabili a scorrimento veloce in cui ogni dettaglio, dalle dimensioni alla pavimentazione, è pensato per garantire ai ciclisti un ritmo di pedalata sostenuto per lunghe distanze. A Copenhagen esiste già qualche percorso ciclabile veloce e presto sarà realizzata una rete di 500 km con queste caratteristiche, così anche nei Paesi Bassi, Francia e Svezia, e lo stesso è in programma a Londra nell’ambito del nuovo biciplan annunciato lo scorso anno dal sindaco Boris Johnsons.

Ecco qualche caratteristica costruttiva indicata dall’ECF che le superstrade ciclabili, o piste ciclabili veloci, devono avere per essere definite tali.
• lunghezza di almeno 5 km;
• larghezza minima di 3 metri se monodirezionale, 4 metri se bidirezionale;
• separazione dal traffico pedonale e motorizzato;
• assenza o quasi di pendenze impegnative;
• pochi stop e incroci;
• pavimentazione liscia;
• buona manutenzione (anche e soprattutto in inverno), illuminazione efficiente e “stazioni di servizio” aperte h24;

Ma perché si è cominciato a parlare di superstrade ciclabili? Il motivo è semplice e spiega anche perché questo tipo di infrastruttura si è diffusa per prima in Olanda e Danimarca. In questi paesi infatti il tasso di ciclisti urbani è molto alto e recentemente si è assistito ad un aumento notevole di bici da trasporto, come le cargobike, e questo ha fatto sì che le piste a disposizione siano diventate sempre più trafficate penalizzando chi è abituato a pedalare più veloce. Da qui l’idea di realizzare percorsi più efficienti e scorrevoli. Una delle prime piste ciclabili veloci – in olandese Snellfietsroute – è stata costruita nei Paesi Bassi nel 2003 per collegare le città di Breda e Etten-Leur. Le caratteristiche rispettano l’elenco di sopra, la pista infatti è lunga 7 km, larga 3,5 metri e dotata di buona manutenzione e di un efficiente sistema di semafori. Un elenco completo delle superstrade ciclabili olandesi è consultabile a questo link.

Ma il più grande progetto di pista ciclabile veloce è in cantiere in Germania, dove entro il 2020 sarà realizzato l’RS1, un percorso di 101 km che collega le principali città della regione del Ruhr. Il costo stimato dell’infrastruttura è di 183 milioni di euro e l’obiettivo è quello di convertire il maggior numero possibile degli attuali 52 mila spostamenti quotidiani in auto in spostamenti in bicicletta, con tutti i benefici che ne conseguono in termini di qualità dell’aria, vivibilità, riduzione dell’incidentalità stradale e migliore qualità della vita per le persone. Un recente sondaggio ha rivelato l’apprezzamento dei cittadini del Ruhr interessati dal progetto, favorevoli per il 63%. Anche a Londra, dove è in programma la realizzazione di quattro Cycle Superhighways, i cittadini si sono dichiarati entusiasti per il 73%.

Anche in Italia nell’aprile del 2014 si è parlato della prima superstrada ciclabile che dovrebbe collegare le città di Firenze e Bologna lungo un percorso di 100 km. Il primo tratto tra Carmine e Oplà è stato completato e l’obiettivo è quello di inaugurare l’opera entro il 2016. Si parla di un sistema di bike lift per aiutare i ciclisti nelle salite più impegnative, stazioni di servizio e punti di ricarica delle batterie per le bici elettriche: insomma un progetto molto ambizioso, verrebbe da dire all’olandese, sperando che venga davvero portato a termine.

Corso correlato

Masterclass in Meccanica Ciclistica
1.899
Acquista
Meccanica per bici da corsa e gravel
Lascia un commento

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi il meglio della settimana via mail.

Iscriviti