Ciclisti e pedoni al centro del programma del Partito Laburista

12 Marzo 2015

laburisti-bici

A maggio in Gran Bretagna sarà tempo di elezioni politiche e la campagna elettorale comincia a entrare nel vivo. A tre anni dal lancio da parte del Times della campagna mediatica #cyclesafe, molte cose sono cambiate nel Regno Unito e oggi la comunità ciclistica è più forte, avendo dalla sua un sindaco di peso (Boris Johnson, Londra) e parte della stampa (su tutti BBC e The Guardian), che in questi tre anni ha dedicato un buono spazio al tema della mobilità ciclistica.

Grazie all’influenza della stampa anche la politica inglese, già dallo stesso 2012, ha cominciato a mostrarsi più attenta alle esigenze di mobilità di una fetta di popolazione, e durante le elezioni amministrative dello stesso anno non sono mancati i “cycling debates“, dibattiti faccia a faccia tra candidati sindaco incentrati sui programmi per la mobilità.

A due mesi dalle elezioni nazionali è stata il Partito Laburista la prima forza politica ad annunciare un programma specifico per la ciclabilità. L’esponente dei Labour Michael Dugher ha infatti dichiarato in una intervista al magazine Politics Today che il partito avrebbe in piano la costituzione di un Dipartimento della ciclabilità e della pedonalità, che lavori affinché chi si muove a piedi e in bici sia messo al centro del tavolo di discussione in tema trasporti. Ai nuovi enti sarebbero chiamate figure provenienti dai Dipartimenti dei trasporti e della salute, ma anche da amministrazioni locali e dal mondo dell’associazionismo. Dugher ha poi attaccato l’attuale governo conservatore per non aver tenuto fede alle promesse di “rivoluzione ciclistica”, dichiarando che il suo partito avrebbe intenzione di dedicare 250 milioni di sterline alla realizzazione di infrastrutture per la ciclabilità oltre che programmi specifici per favorire l’uso della bici tra i bambini per andare a scuola e la tanto attesa regolamentazione della circolazione dei mezzi pesanti nel centro urbano.

Sicuramente le elezioni in vista sono un ottimo incentivo per i candidati per lasciarsi andare a dichiarazioni e promesse, ma di buono c’è da registrare l’ingresso (forse definitivo) del tema della mobilità ciclistica all’interno del dibattito politico nazionale.

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