In bicicletta a Santiago de Compostela – Parte 4

12 Marzo 2015

Lunedì 9 giugno – Estella – Navarrete

Uscendo dall’abitato di Estella sulla sinistra troviamo la deviazione per il “Monasterio di Irache”, che ricorda l’antica ospitalità offerta dai monaci ai pellegrini; poco prima c’è la fonte del vino, ma purtroppo mi sfugge: forse a quell’ora era ancora chiusa.
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Imboccando la strada sterrata che porta al monastero Cesare, ricordandosi di quanto ha tribolato il giorno prima, dice che la sua bicicletta non è adatta a quel tipo di strada, anche se è larga e ben battuta: quindi ci diamo appuntamento a Villamajor de Monjardin e prosegue per la provinciale.

Questo è il vero cammino: stradine, sentieri, saliscendi, ondulazioni, campi coltivati, grano accarezzato dal vento e tanti pellegrini, ognuno col suo passo.
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Ci ritroviamo a Villamajor; Cesare si decide a percorrere anche lui un pezzo di sterrato e lo trova piacevole, anche perché è un bello stradone, ben spianato, che corre in mezzo alle vigne con leggere ondulazioni.

E’ molto bello vedere che ogni volta che ti rivolgi a qualcuno ti risponde come un vecchio amico, in confidenza, come se si fosse viaggiato insieme a lungo.
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Dopo Los Arcos proseguiamo su asfalto, il sole è alto e comincia a fare molto caldo; arriviamo in un paesino che, ironia della sorte, si chiama Sansol.
Per ripararci dal sole dobbiamo appiattirci contro il muro di una casa.
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Arriviamo a Logrono e troviamo la città in festa: forse è la festa patronale, c’è molta confusione e giriamo un po’ per il centro; poi proseguiamo, nonostante il caldo, e percorriamo ancora 12 km fino a Navarrete.

Troviamo ospitalità presso “La Casa del Pellegrino”. La cena è accompagnata da una stupenda bottiglia di bianco della Rioja, acquistata per soli 3,00€, mentre la notte purtroppo è disturbata da un fragoroso russare.
Percorsi 70,8 km, pedalato ore 5:52

Martedì 10 giugno – Navarrete – Belorado

Proseguiamo separati: io per lo sterrato, che mi riserva prima un falsopiano in mezzo alle vigne, poi una collina con sentiero ripido e accidentato sul quale devo spingere la bici; Cesare sulla carettera. Ci ritroviamo a Najera, ma io arrivo con ritardo perché entrando in città buco la ruota posteriore; non avevo tenuto d’occhio la pressione del pneumatico e col peso dei bagagli, in un salto, il cerchio ha pizzicato la camera e l’ha tagliata.
Verso l’ora di pranzo, di nuovo su asfalto, arriviamo a Santo Domingo de la Calzada.
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Nel pomeriggio proseguiamo per circa 20 km, ma in cielo si alternano sole e nuvole e quindi decidiamo di fermarci prima che ci sorprenda un acquazzone.
Siamo a Belorado.
Percorsi km 59,1 pedalato ore 4:43
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Mercoledì 11 giugno – Belorado – Casrtojeriz

Oggi pedaliamo sulla statale, anche perché il cammino, per lunghi tratti, affianca la strada. Poi dobbiamo affrontare la salita per raggiungere il monumento a ” Los Caidos” a 1150 m. s.l.m.
Secondo le previsioni avrebbe dovuto piovere tutto il giorno, ma fin’ora ci ha graziato; anzi, intorno ai 1000 m le nubi cominciano a bucarsi e pian piano l’azzurro prende spazio; nei 20 km di discesa che ci portano a Burgos il sole prende il sopravvento.

Ci fermiamo in città per visitare la cattedrale, un vero gioiello.
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Nel pomeriggio proseguiamo sugli altopiani, dove a tratti si incontrano lunghe file di pale eoliche, per fortuna immobili.
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A pomeriggio avanzato arriviamo a Castrojeriz, ci fermiamo in un ostello che non ha una tariffa fissa, ma ognuno lascia quello che può lasciare. Il responsabile poi è un personaggio veramente piacevole e anche molto spiritoso.
Percorsi km 93, pedalato ore 5:47

Giovedì 12 giugno – Castrojeriz – Sahagun

Lasciamo Castrojeriz col primo sole; la giornata si preannuncia bellissima: le brume si stanno dissolvendo, la temperatura è ancora piuttosto fresca e ci sono tutti gli ingredienti per una bella pedalata.
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Non tarda molto ad arrivare la prima salita, la si vede già da lontano: saranno 100 m di dislivello, forse meno, ma la pendenza è davvero severa. Ci sono diversi ciclisti, quasi tutti scendono e spingono.
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Raggiungiamo qualche paesino, sui tetti dei campanili nidificano le cicogne.
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In tarda mattinata passiamo per Carrion de los Condes, dove ammiriamo uno dei tanti monumenti al pellegrino.
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Oltre Carrion proseguiamo su asfalto e ci supera un personaggio che va sì a Santiago con la bici, ma con roulotte trainata da trattore.
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Il pomeriggio è veramente caldo e si fatica non poco a pedalare, anche in pianura.
Raggiungiamo successivamente l’Ermita de la Virgen del Puente che, con il suo monumento, ci indica che abbiamo raggiunto la metà del Cammino.
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Ancora pochi chilometri e raggiungiamo Sahagun, dove ci fermiamo per la notte.
Percorsi 87,2 km, pedalato ore 5:08

Venerdì 13 giugno – Sahagun – Astorga

Siamo sulle famose “mesetas”, altopiani di circa 800/ 850 m s.l.m.
Non so se la stagione sia propizia al vento, ma mi ritengo fortunato di non averlo patito; ci fosse stato sicuramente avrebbe soffiato contro.
Procediamo quindi sempre verso ovest su strade asfaltate che sembra siano fatte apposta per noi; Infatti costeggiano il Cammino e sono quasi esenti dal passaggio di automobili, non più di 2/3 all’ora.
Pedalando in pianura riusciamo a tenere una buona media, circa 18 km/h, e in tarda mattina abbiamo già percorso i 55 km che ci separano da Leon. Bellissima città, anch’essa con una meravigliosa cattedrale gotica.
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Altri bellissimi edifici sono la Basilica di San Isidoro e il Monastero di San Marco.
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Pedalando, sempre in pianura e su asfalto, nel pomeriggio riusciamo a percorrere altri 50 km, quindi in serata arriviamo ad Astorga, bella cittadina con edifici di rilievo come il Palacio Episcopal, opera del grande architetto Gaudì.
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Nell’ostello Siervas de Maria dove siamo ospiti c’è una bellissima atmosfera, facciamo conoscenza di un gruppo di italiani e ci uniamo a loro per le operazioni della cena. Ne esce una mega spaghettata che ci rallegra non poco.
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Percorsi 104 km, pedalato ore 5:40

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