In bicicletta a Santiago de Compostela – Parte 5

16 Marzo 2015

Sabato 14 giugno – Astorga – Villafranca del Bierzo

Si parte con la consapevolezza che gli altopiani sono finiti, d’ora in avanti dovremo affrontare delle montagne con salite anche piuttosto lunghe.
I primi 20 km dopo Astorga sono di salita contenuta, dopo Rabanal del Camino ci sono altri 10 km di salita molto più impegnativa, che ci portano a superare i 1500 m s.l.m. della Cruz de Hierro.
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La Croce di Ferro è sì il punto più alto, ma c’è ancora qualche chilometro di saliscendi prima di imboccare la lunghissima e ripidissima discesa che ci porta a Ponferrada 1000 m più a valle. La discesa è molto più ripida su questo versante rispetto alla nostra salita, ho visto sullo strumento tratti molto lunghi con pendenza del 16%; oltretutto anche l’asfalto e piuttosto rovinato, siamo costretti a scendere con i freni molto tirati, addirittura a Cesare scoppia una camera e gli deforma anche la gomma, che dovrà essere sostituita a Ponferrada.
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Grandi salite non ne troviamo più, ma è un’ondulazione continua, oltretutto fa molto caldo e pedalare è davvero una fatica; si è anche alzato un vento molto forte che ci soffia contro.
Non invidio assolutamente i camminanti che patiranno il caldo anche più di noi.
A mezzo pomeriggio raggiungiamo l’ostello “Ave Fenix” dove con 15,00€ otteniamo un ottimo trattamento di mezza pensione; l’ambientazione di questa struttura è una via di mezzo fra un’osteria e un rifugio di montagna.
Percorsi km 79,5 pedalato ore 5:22
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Domenica 15 giugno – Villafranca del Bierzo – Sarria

Quella di oggi sarà un’altra tappa di montagna, si ripete il copione del giorno prima: 20 km in falsopiano, poi dopo Vega de Valcarce la salita si fa seria.
Per superare il monte Cebreiro non dobbiamo temere né i lupi, né i briganti, come accadeva invece ai pellegrini di un tempo; la fatica, però, sarà la medesima: 800 m di salita continua al 12%, qualche breve tratto spiana leggermente, ma meno del 9% non scende. E’ una salita davvero impegnativa, oltretutto sono attorniato da un nugolo di mosche fastidiosissime che continuano a fermarsi sul volto e sulle braccia procurando un prurito insopportabile: c’è già il sudore che cola e da fastidio, ci mancavano le mosche; non posso neppure staccare le mani dal manubrio per scacciarle, devo tenerlo ben stretto per mantenere l’equilibrio.
Ogni tanto ci sono per terra delle scritte di incitamento, a volte sono spiritose e aiutano a sentire meno la fatica.
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Dalla cima del monte Cebreiro appare la Galizia, ultima regione del nostro viaggio.
La giornata è serena ma non si vedono né Santiago né l’oceano, come ci lasciava sperare la guida; in compenso si vedono moltissime colline, infatti non troveremo più un pezzo di pianura fino all’arrivo.
Anche qui la salita non è finita: dopo una prima parte di discesa c’è ancora l’Alto de San Roque che ci fa tribolare.
Poco prima incontriamo un personaggio particolare.
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Questo signore, stupidamente non gli ho neppure chiesto il nome, era diretto anche lui a Santiago, era partito da Bordeaux e aveva già percorso 1000 km.
Sull’Alto de San Roque c’è un posto tappa e ci fermiamo per il pranzo; è piuttosto affollato di pellegrini e qualcuno vocifera di arrivare a Santiago la sera successiva. Incomincia a sentirsi aria di arrivo. Io mi faccio due conti: mancano circa 150 km, facendone oggi ancora 20 o 30 ne avanzerebbero 120 /130 per domani.
Mi sembra di voler forzare i tempi; quindi non mi faccio prendere dall’euforia dell’arrivo e cerco di godermi quello che resta del cammino.
Imbocchiamo una discesa molto veloce, poi ancora qualche risalita e in fine una discesa più moderata fino a Sarria.
Percorsi 78,5 km, pedalato ore 5:11

Lunedì 16 giugno – Sarria – Arzua

Tutta la notte tira vento molto forte, per fortuna all’alba si quieta. Inizia un nuovo giorno.
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Giornata cominciata male: quando vado a ritirare la bicicletta dal deposito trovo la ruota posteriore a terra. Riparare la camera ci porta via mezz’ora, in più girando la bicicletta mi prende mal di schiena.
Quando ci mettiamo a pedalare mi sento piuttosto indolenzito; Cesare dice che vado più adagio del solito, infatti ogni salita mi supera e fatico a stargli dietro e in più nei primi chilometri sbagliamo strada e facciamo un giro più lungo.
Dopo una ventina di chilometri passiamo per Portomarin, una bella cittadina ricostruita sulle rive di un lago artificiale.
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La strada prosegue con continui saliscendi ininterrotti oltretutto fa parecchio caldo,più avanti rincontriamo Toldo col carretto attaccato alla bici.
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Verso le 15:00, sopraffatti dal caldo, ci fermiamo: mancano solo 40 km a Santiago, li teniamo per domani.
Percorsi 79,2 km, pedalato ore 5:14

Martedì 17 giugno – Arzua – Santiago

Questa mattina facciamo tutto con calma, anche sulla strada pedaliamo con più tranquillità. Ormai Santiago dista solo 40 km, non ci può scappare.
Notiamo che i camminanti, che fino al giorno prima erano sempre più numerosi sulla strada, sono quasi completamente spariti; specialmente negli ultimi 20 km ne vediamo parecchi alle fermate degli autobus, ma sulla strada ne sono rimasti veramente pochi.
Continuano ad alternarsi salite e discese senza un metro di pianura, una di queste salite ci sembra più lunga del solito, tanto che pensiamo di aver sbagliato strada; abbiamo lasciato la deviazione per l’aeroporto e l’imbocco della tangenziale già da un po’, la salita insiste, poi intuiamo che è l’ultima, il Monte do Gozo, e finalmente ci appare Santiago.
Ora che abbiamo visto le guglie della cattedrale non temiamo più né salite né altro.
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Le fotografie, davanti al cartello della città prima e davanti alla cattedrale dopo, sono d’obbligo.
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Il ciclo computer registra i seguenti dati:
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Pedalato per 23 giorni continuativi, ovvero 129 ore e 16 minuti, percorsi 1.978 km, consumate 35.755 calorie, dislivello positivo 21.034 m.
Ho calcolato che da casa mia a Santiago sono stati necessari più di 500.000 giri di pedale.

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