6 morti e 200 feriti per aggressioni tra automobilisti

20 Aprile 2015

liti-automobilisti
Dei dati drammatici sull’incidentalità stradale, spesso non ne viene considerato uno in parte correlato e assai desolante: le aggressioni tra automobilisti, persone disposte a venire alle mani o peggio per rivendicare un parcheggio o un diritto di precedenza. In Italia, nel solo 2014 la violenza di strada ha causato 6 morti e 208 feriti, di cui 59 molto gravi.
Si tratta di un fenomeno – quello su cui ha indagato per il secondo anno consecutivo l’Osservatorio il Centauro Asaps – in crescita (+21% delle aggressioni totali rispetto al 2013) e che ha raggiunto livelli preoccupanti per tutti gli utenti della strada.

Leggendo alcuni dati specifici, emerge che le aggressioni stradali avvengono in uguale misura con armi improprie (coltelli, pistole, ecc…) e oggetti contundenti custoditi normalmente in auto (ombrelli, mazze, cric, o peggio la vettura stessa), prevalentemente di giorno (75%), tra italiani (85%) e solo in minima parte (7,5%) ad opera di automobilisti ubriachi o drogati. Non giovani di rientro da notti brave, quindi, né extracomunitari in stato di ebbrezza – gli unici in genere a catturare l’attenzione dei media in caso di incidenti stradali – ma piuttosto automobilisti “normali” in preda a quotidiane crisi di nervi.
Le regioni italiane capofila di questa triste classifica degli automobilisti più aggressivi (e frustrati) sono Lazio, Lombardia e Campania, presumibilmente a causa del traffico da far west dei rispettivi capoluoghi.

I dati dell’Osseravatorio Asaps tuttavia non stupiscono: sono infatti diversi gli studi che hanno dimostrato come il traffico sia fonte di stress e stati d’ansia, comportando sugli automobilisti la crescita dei livelli di pressione sanguigna e glicemia e la riduzione delle difese immunitarie. Claudio Mencacci – direttore del Dipartimento di neuroscienze al Fatebenefratelli di Milano –. ha spiegato in una recente intervista sul magazine Italia Salute, che “le code o il traffico intenso danno la sensazione di essere in trappola, senza via d’uscita. L’auto – aggiunge il medico – è vissuta come un’estensione del corpo: il traffico attorno dà la sensazione di spazio violato e questo, inconsapevolmente, aumenta lo stato d’allarme e quindi l’impulsività e l’aggressività”.

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