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La prima strada per biciclette a Copenhagen

News • di 24 Giugno 2015

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Sappiamo bene che Copenhagen è una delle città con il maggior tasso di uso della bici al mondo. Tuttavia, i danesi non vogliono certo dormire sugli allori, e vogliono sempre imparare e migliorare.

È per questo che è sorta pochi mesi fa a Copenhagen la prima strada per biciclette, un concetto importato da Germania e Paesi Bassi, dove già ne esistono diverse. Che cos’è una “strada per biciclette”? Semplicemente una normale strada in cui però tutto il flusso del traffico – pedonale, ciclistico, motorizzato – è organizzato intorno alle necessità degli utenti “deboli”, ciclisti prima di tutto. La strada quindi non è più una strada per automobili in cui è previsto anche il passaggio di bici e pedoni; il concetto viene ribaltato: la strada è principalmente per le biciclette – è previsto il passaggio di auto, ma solo con modalità che non intralcino le bici.

Prima di parlare in concreto di come è stata realizzata questa cosa, partiamo dalla fine, cioè dai risultati. Nella strada di cui stiamo parlando, dopo le modifiche fatte, il numero di ciclisti di passaggio ogni giorno è aumentato di più del 60%: da 4.600 a 7.600. Il numero di auto di passaggio per quella strada è invece fortemente diminuito: da 2.400 a 900 al giorno.

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Perchè è stata scelta proprio Vestergade per questo esperimento? Lo racconta chiaramante il sito della Cycling Embassy of Denmark da cui abbiamo tratto anche le foto che corredano questo articolo: Vestergade è una strada relativamente stretta nel centro di Copenhagen, proprio vicino al municipio. È una strada molto vivace, con molti bar e negozi, visitata da molte persone. Specialmente di notte molti giovani vi si riversano per frequentare i vari pub presenti.

Vestergade era una strada usata da molte automobili come percorso di passaggio. Questo creava potenziali pericoli, soprattutto di notte quando la strada è molto affollata. Le automobili potevano transitare in entrambe le direzioni, mentre le bici potevano percorrere Vestergade in una sola direzione.

La trasformazione in “strada per biciclette” è stato un intervento semplice, poco costoso ed efficace. Ora la situazione si è invertita: i ciclisti possono percorrere la strada in entrambe le direzioni, mentre le auto possono percorrerla in una direzione sola, cosa che ha diminuito di molto il traffico di passaggio. I parcheggi per bici sono stati aumentati, mentre le automobili sono autorizzate a parcheggiare solo per poco tempo (cosa che elimina il traffico di chi sceglie di percorrere questa strada solo per cercare parcheggio). In questo modo la strada è anche meglio collegata agli altri percorsi ciclabili della città, e i ciclisti possono scegliere percorsi più diretti per raggiungere la loro meta finale.

Strade strette nel centro storico di una città: vi ricorda qualcosa? Ma certo, il caso di Via Urbana a Roma. Per una volta gli abitanti e persino i commercianti si erano uniti per chiederne la pedonalizzazione. Il confronto con Copenhagen è impietoso: le richieste dei cittadini sono state completamente ignorate, e oggi via Urbana è ancora soffocata dalla sosta selvaggia. Non tutte le capitali sono uguali.

Altre foto di Matteo Dondé
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Una risposta a La prima strada per biciclette a Copenhagen

  1. Lucilio Cogato ha detto:

    Non è chiaro dall’articolo la proposta per la Via Urbana di Roma è per una strada ciclabile come a Copenhagen o per una strada pedonale.
    Sono infatti due cose totalmente diverse.
    Nella strada ciclabile i pedoni devono stare sui marciapiedi e le bici devono stare in carreggiata assieme agli altri veicoli
    Nelle strade pedonali invece i pedoni possono andare dappertutto assieme ai veicoli eventualmente ammessi che a loro volta possono andare dappertutto purché diano sempre la precedenza ai pedoni.
    A Copenhaghen, per inciso, nelle aree pedonali i ciclisti sono ammessi solo dopo esser scesi di sella. Questo, a meno che entro l’area pedonale non sia individuata una pista ciclabile. In questo caso i ciclisti in sella devono stare dentro la pista, dove hanno la precedenza e i pedoni starne fuori. Questo, ad esempio, è stato fatto in alcuni recenti esempi a Copenhaghen (2013) e anche a Milano, in piazza Castello (2014).

    Cordiali saluti
    LC

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