Cosmobike 2015: clienti e negozianti, un rapporto che cambia

16 Settembre 2015

Quando ero bambino nel mio paese c’era un solo meccanico di biciclette, che lavorava in un vecchio garage che affacciava su una corte tipicamente brianzola. Tutti lo chiamavano Luis “Ul Pinciroeu” (l’acino d’uva). Era un uomo burbero, sempre vestito con il camice blu, il basco in testa e le mani sporche di grasso e nicotina. Quando mio papà portava la bici per far cambiare la camera d’aria, Pinciroeu non lo guardava nemmeno, perso a raggiare nel fumo delle sue Nazionali senza filtro. Si limitava a dire: “Lasela chi” (lasciala qua). Il giorno seguente, quando mio papà andava a ritirare la bici, scopriva che non solo era stata cambiata la camera d’aria ma anche il movimento centrale, la serie sterzo e i mozzi. Morale della favola: trentamila lire di spesa. E se mio papà aveva il coraggio di dire qualcosa, Pinciroeu lo bloccava urlando duro: “A ta lu minga dì mì de purtala chi!” (Non te l’ho detto io di portarla qui).

Questo succedeva alla fine degli Anni Ottanta, Pinciroeu è morto da tempo, il vecchio garage ora ospita un parrucchiere cinese e il rapporto tra cliente e meccanico di bici è profondamente cambiato.

il nostro stand a CosmoBike

il nostro stand a CosmoBike

A CosmoBike Show, la fiera che si è tenuta dall’11 al 14 Settembre a Verona, uno degli aspetti che più mi ha colpito è stato il rapporto con i nostri lettori, che sono passati dal nostro stand per un saluto e per fare due chiacchiere in compagnia. Molti di voi si sono rivelati dei grandi conoscitori del mondo della bici, soprattutto a livello tecnico. Abbiamo chiacchierato liberamente dei trend del mercato, c’è stato chi ci ha chiesto consigli su come impostare la propria officina, chi ha voluto sapere cosa ne pensassimo delle gravel, dell’Enduro o dei nuovi materiali applicati al mondo biciclette, chi ci ha fatto i complimenti e chi ancora ha voluto “estorcere” qualche trucco su come smontare una sospensione. Alcuni di voi hanno anche acquistato il Manuale della bicicletta di cui abbiamo curato la revisione all’edizione italiana, perché decisi a fare da sé, poiché nel proprio paese non trovano negozi con personale ritenuto all’altezza. Sono stati incontri davvero piacevoli e molto istruttivi anche per noi, nei quali abbiamo trovato conferma alla teoria che portiamo avanti da tempo: gli utenti del mondo bici sono dei profondi conoscitori del mezzo e hanno una preparazione di base davvero elevata. I clienti come mio papà, che portava la bici per far cambiare la camera d’aria e accettava che Pinciroeu “smanettasse” anche tutto il resto, beh quelli non esistono più. Peccato che non tutti i negozianti se ne stiano rendendo conto.

meccanici all’opera durante il corso Shimano

meccanici all’opera durante il corso Shimano

Sempre a Cosmobike abbiamo partecipato a un corso di formazione sui freni a disco idraulici per bici da corsa, realizzato da Shimano e rivolto ai negozianti (corsi ai quali noi di Bikeitalia partecipiamo mensilmente per poter offrire un supporto che sia il più tecnico possibile, ndr). Tra le cose che sono state dette, una in particolare mi ha colpito, ovvero che il negoziante o il meccanico di biciclette non deve più essere quello che stringe le viti ma deve diventare un tecnico, una persona qualificata e preparata che sappia supportare al meglio il cliente. Questo perché spesso succede che il cliente di un negozio sia più informato del rivenditore stesso. Infatti, tra le domande che venivano rivolte ai tecnici Shimano, la maggior parte iniziavano con “un mio cliente una volta mi ha chiesto…”, e via con un quesito tecnico al quale il rivenditore non aveva saputo rispondere.

La disponibilità d’informazioni che il web e le riviste di settore permettono agli utenti della bicicletta di avere un quadro esatto di come si stia evolvendo il mondo del ciclismo, di come si metta mano a una bici o di che cosa si abbia bisogno nelle diverse discipline delle due ruote a pedali. In sostanza i clienti sanno quello che vogliono e nei negozianti o nei meccanici cercano persone in grado di dare loro delle conferme e del supporto. Spesso però accade che se il cliente non possiede una specialissima full carbon il rivenditore gli riservi uno sguardo pietoso, assistendolo con il tono di chi sta dicendo “muoviti che mi fai perdere tempo”, scoraggiando il cliente stesso nell’acquisto e non mostrandogli il rispetto dovuto.

I tecnici Shimano “raccontano” i freni a disco idraulici per bdc

I tecnici Shimano “raccontano” i freni a disco idraulici per bdc

Succede anche a noi di Bikeitalia, poiché a volte riceviamo commenti piccati di persone che ci fanno notare che – non essendo noi meccanici di mestiere – non dovremmo essere in grado di sviscerare i segreti (parola di per sé priva di significato) di una bicicletta. Alcune volte troviamo professionisti che condividono sulla propria pagina Facebook le foto dei loro strumenti di lavoro, per far vedere che sono più professionali di quelli usati nei nostri tutorial, in un’assurda sfida che non serve a loro, a noi e nemmeno a supportare la rivoluzione ciclabile in Italia. L’aspetto del “solo chi fa sa” è tipico del mondo delle biciclette e retaggio dei tempi del vecchio Pinciroeu, ma che non regge il confronto con la realtà. Nella mia vita lavorativa ho conosciuto ingegneri che erano pozzi di scienza e altri che non sapevano nemmeno allacciarsi le scarpe, così come operai che da trent’anni non facevano altro che pulire per terra e altri che avevano aperto un’azienda che dava lavoro a molte persone. Questo significa che non è importante ciò che si sa fare se poi non lo si sa mettere a disposizione degli altri.

serve una persona preparata per guidare il cliente in questa giungla

serve una persona preparata per guidare il cliente in questa giungla

Perché ai clienti di un negozio di bici non interessa che il meccanico sappia cambiare un raggio in cinque secondi netti ma che lo sappia fare bene e che metta la stessa cura che riserva ai clienti con bici a tre zeri anche nel sistemare una city bike da cinquanta euro. Ai clienti serve un partner, una persona capace di supportare nella scelta, un tecnico di cui fidarsi e nel quale riporre la propria fiducia, perché comprare una bicicletta è un’esperienza che si protrae nel tempo e non si limita all’acquisto di un oggetto. Quando un cliente trova un negoziante qualificato non lo abbandona più, perché finalmente ha individuato un faro nelle tenebre.

Molti negozianti hanno compreso appieno questa situazione, come abbiamo potuto constatare chiacchierando con loro al corso Shimano (vedere negozianti che si fermano a parlare con persone che lavorano per un sito web di ciclismo è una cosa bellissima e poco scontata). Questi tecnici hanno deciso di aggiornarsi continuamente, seguono l’evoluzione del modo di vivere la bicicletta consultando siti come il nostro e mettono le loro altissime conoscenze a disposizione dei propri clienti, diventando così punti di riferimento per il movimento ciclistico della zona. Altri continueranno invece a fare a gara a chi “ce l’ha più lungo” con i concorrenti, con noi o addirittura con i loro stessi clienti.

Sono scelte personali che non si giudicano né discutono perché, come dicevano i romani, “ogni uomo è artefice del proprio destino”.

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