Com’è cambiato il mercato delle biciclette dopo la grande ondata post-Covid? Per capirlo basta ascoltare le parole di chi, ogni giorno, lavora nella filiera dei ricambi e conosce da vicino la rete dei negozianti.
Nel nuovo episodio del podcast From Bike to Business, curato da Paolo Pinzuti (CEO di Bikenomist), Andrea Panzeri, amministratore delegato di RMS, racconta uno spaccato realistico di un settore che, pur rimanendo vivo, mostra evidenti segni di rallentamento.
La sua fotografia è chiara: l’entusiasmo dei ciclisti e la crescita del cicloturismo non bastano a compensare un mercato disomogeneo, in cui i negozi faticano, le biciclette costano sempre di più e la bici continua a essere vista troppo spesso come un oggetto sportivo anziché come un mezzo di trasporto.
Ascolta qui l’episodio:
L’anello debole della catena
I negozi di biciclette restano un punto nevralgico del sistema, ma anche la parte più fragile.
In Italia, la maggior parte sono piccole realtà a conduzione familiare, spesso sostenute più dalla passione che da una reale struttura imprenditoriale. Il problema, spiega Panzeri, è che la sola passione non basta più: servono competenze economiche, strategie e una visione di lungo periodo.
Ricevi il meglio di Bikeitalia direttamente via mail: compila il modulo e iscriviti alla nostra newsletter settimanale, è gratuita!
Iscriviti alla newsletter
Tra le priorità che dovrebbero guidare il cambiamento:
- Gestione economico-finanziaria solida: conoscere bilanci e flussi di cassa è fondamentale per non ritrovarsi con le spalle al muro.
- Identità chiara e riconoscibile: un negozio che non sa cosa vuole essere finisce per confondersi tra gli altri.
- Valorizzazione della ciclofficina: l’assistenza e la manutenzione restano l’arma più forte contro l’e-commerce, che non potrà mai sostituire il lavoro manuale di chi mette le mani sulle biciclette.
Il cicloturismo può essere la soluzione?
Un’altra questione cruciale è culturale: in Italia la bicicletta è ancora percepita come sport, non come mobilità.
Mancano politiche stabili, infrastrutture adeguate e incentivi per chi sceglie la bici ogni giorno. Eppure, i segnali di cambiamento ci sono: il cicloturismo, per esempio, continua a crescere, generando nel 2024 un indotto di quasi 10 miliardi di euro.
Un potenziale enorme che potrebbe contribuire a ridare ossigeno all’intera filiera, se solo venisse accompagnato da una visione più ampia, capace di collegare il turismo lento con la mobilità quotidiana.
E un ottimo modo per cavalcare quest’onda è partecipare alla Fiera del Cicloturismo, in programma dal 27 al 29 marzo a Padova: un punto d’incontro tra operatori, territori e appassionati per scoprire come la bicicletta possa diventare il motore di una nuova economia del viaggio e della mobilità.





















Il vero nemico dei negozi di prossimità, di zona, di quartiere è l’on-line.
Non si dovrebbero vendere le bici on line perché per poter usufruire della garanzia, obbligatoria per legge, la bicicletta dovrebbe esser montata, controllata e consegnata da un rivenditore (e si intende da un meccanico qualificato). Questo anche solo per la sicurezza di chi le usa. Passare dal prodotto imballato a pronto all’uso non sempre è operazione facile e alla portata di chiunque, soprattutto per bici con contenuti tecnici elevati. Però questo non avviene.
Quindi i primi nostri “nemici” sono i produttori stessi, che non si comportano in modo serio nè nei nostri confronti, nè nei confronti dei loro prodotti, tantomeno rispetto ai clienti.
carissime/i
bisogna acquistare una buona bici (non conosco il mondo “elettrico”) italiana e affidarsi ad un bravo meccanico.
Le mode non aiutano sulla salita…
troppa offerta rispetto la domanda? chi non ce la fa perché non è competitivo cambia mestiere, semplice, come in ogni altro settore…
ahahahah, daii, non se puedeee.. e io vado in giro con la mia e-bike costatami ben 4000 euro e poi? Poi mi fermo ad un bar qualsiasi per bere una birretta e quando esco? Ah, si ne trovo due.
Quindi la uso per attività sportiva, stando sempre in sella, non certo per la mobilità quotidiana. È un miraggio.
Poi ai ladri, qualora eventualmente fossero fermati, che gli fanno? Nulla.
No, così, non va.
i negozi devono dare più assistenza a chi ha bici vintage X sostenere la mobilità urbana. X il nuovo il mercato e’ troppo costoso X il continuo cambiamento delle bici. es MTB patiti da una 26 pollici nei anni 90, ora nel 2026 vogliono cambiare ulteriormente con delle 32 pollici.capite che X un appassionato X rimanere aggiornato ogni 5 anni o meno deve cambiare l bici,e con quello che costano!
in Italia le ciclabili sono prevalentemente ciclopedonali e non promuovono più di tanto la ciclabilità alternativa all’auto. Occorrono vere ciclabili da percorrere in sicurezza, soprattutto nei percorsi casa scuola. Abituare i bambini e i ragazzi ad usare la bici vuole dire sostenere la mobilità sostenibile e la loro autonomia.
Sono diventato ciclo meccanico in Germania. la mia tariffa oraria è di 150 euro l’ora. sono altamente specializzato. ho fatto l’apprendistato e ci metto tutta la passione del mondo. Le bici che faccio sono perfette. mi dispiace ma anche noi meccanici con il nostro lavoro abbiamo diritto ad una vita dignitosa
Buona giornata avevo deciso di sostituire la bici di 5 anni tenuta in forma con freni a pattini mi son rovolto dai ciclista che in 25 anni ho acquistato 6 bici x me 2 xmia moglie spesa prevista 5000 euro la bici usata non la ritirava altri rivenditori in zona si rifiutavano visto che era un capriccio ho rinunciato
ditemi voi chi è che compra una bici di 3/4/5mila euro,con una famiglia a carico,e lo dice uno che è 10 anni che va in bici
i costruttori costruiscono bici per i professionisti, non per l ‘amatore.
noi facciamo solo da cavia, la colnago per esempio non costruirà mai una bici,per un amatore a prezzi inferiori,perché non ci guadagnerebbero niente,cosa c’entrano i negozi
Curo personalmente la manutenzione della mia bici, ma i pezzi di ricambio sono costosi. Puoi risparmiare qualcosa dai cinesi, ma la qualità è inferiore se non addirittura scadente e spesso trovi solo pezzi per bici economiche o di vecchia concezione.
Appunto. Si è costretti ad adoperare la bici ruggine e lasciare in garage quella nuova per non ritrovarsi simpatiche sorprese.
leggendo i commenti si conferma la mia teoria! E cioè che il 40% della responsabilità è anche della mentalità di chi dovrebbe usufruirne o già ne usufruisce. (comprendendo anche negozianti che gettano benzina sul fuoco)
si è alimentato un mercato del superfluo e i clienti comprano cose senza averne bisogno, i negozianti li assecondano pur di vendere…e ne consegue che il cliente resta “ignorante”, (parlo per chi si avvicina alla bici per la prima volta) scontento e con il presentimento di aver speso troppo.
Io sono sia guida cicloturistica che ciclomeccanico, non per vantarmi, ma per dire che sono abbastanza dentro per avere un opinione fondata.
Credo anche che un sistema così fortemente capitalastico cozzi un po’ quando è abbinato a un mezzo che dovrebbe essere il più “popolare” di tutti.
Invece di lamentarsi per i prezzi della manodopera ci si dovrebbe lamentare delle mode che cambiano ogni 15 giorni e delle biciclette che hanno una data di scadenza come i telefoni.
Forse il problema non sono i 30 euro di manodopera, ma il fatto che certe biciclette necessitano di riparazioni una volta a settimana. Quando invece i “ferri da stazione” sono le biciclette di 60 anni fa che ancora funzionano bene, tutte made in Italy…e gli artigiani lavoravano.
Ora anche quando c’è, il “made in Italy” si riferisce all’assemblaggio (fatto anche coi piedi). telaio fatto il Cina o Taiwan, pezzi pure, spediti dall’altra parte del mondo, montati e venduti con un bel marchio dei più blasonati. Oltre al fatto che sono tutte uguali, ma cosa paghiamo, e a chi?
Bisogna saper scegliere in base alle proprie esigenze e smetterla di avere il cu*o pesante.
Scusate lo sfogo, peace!
Purtroppo i costi sono alti, io tanti lavori me li faccio da solo, compro on line e anche in Cina, con buona volontà si riesce a sistemare il mezzo, certo i negozi hanno molte spese, affitti, personale, tasse ecc.. ma devono instaurare un rapporto di fiducia con il cliente, tanti non riescono anche perche noi ciclisti vorremmo tutto e subito 🤣🤣🤣
Solo un piccolo esempio :
Per sostituire al negozio una catena della bici da corsa che si trova nei negozi on line a trenta euro con regolare ricevuta il negozio prende sessanta euro circa causa manodopera e registrazioni varie ?!!!
Tempo necessario max quindici minuti, per un qualsiasi appassionato, senza la necessità di chissà quali arnesi.
Serve commentare perchè vanno verso la fine ??
Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Se puoi pagare 30 euro per una catena perché non puoi pagare 30 euro per il montaggio? Non ho capito il ragionamento.
buongiorno
sono ciclista e fino al 2022 gestore di un negozio settore bici.
Trovo molto strano che non le ritirino l’usato.
Nella mia attività l’ usato veniva ricondizionato e rivenduto, creando una fonte di reddito!!
Guardando altrove, troverà sicuramente un negozio che le ritira l’usato.
Saluti.
presa ieri per mia moglie una citybike elettrica tutta made in china, tel alluminio motore centrale mid drive 85NM Ananda 250W , freni idraulici, cambio 7v shimano ,forcella 8cm regolabile, batteria 15,6 Ah. Prezzo 799 Eur
la stessa bici in negozio costerebbe almeno tra i 2000/2500 euro di cosa stiamo parlando ? parlo di bici entrylevel amatoriali… non roba da pro ovviamente
Una soluzione? Le aziende produttrici, devono ridurre i costi delle biciclette e creare mercato, è assurdo che una bicicletta, per quanto hi tech sia, costi quanto o più di un sh 125. Non me rifilate la storia dello studio, l’aerodinamica… è mera speculazione. Sono mesi che
vorrei acquistarne una un pochino decente, ma… chi me lo fa fare? Devo anche mantenere 2 figli e mangiare… Una bici in meno venduta, un cliente in meno che fa assistenza post vendita…
Con le strade che ci ritroviamo in Italia chi si fida a viaggiare con la bici?
do un piccolo consiglio…dovete imparare a fare personalmente la cura e la manutenzione della vostra bici, non è poi così difficile. per i ricambi quelli meno costosi li trovate a prezzi economici nei negozio cinesi. la passione vi aiuterà
per la mobilità urbana,ci vogliono in primis, città a misura di bicicletta! strade troppo insicure, furti e non in ultimo,un aspetto morfologico,il nostro italiano,che differisce dal resto d’Europa! Non bastasse poi,la parte economica!!
a mio modesto parere per coinvolgere le persone ad usare la bici anche nel quotidiano, occorrerebbe offrire un servizio migliore! Mi riferisco a ciclabili serie, non come quelle di corso Buenos Aires o simili, parcheggi e lezioni di educazione civica e stradale, per automobilisti e ciclisti.
Ormai Milano è diventata una giungla, è impossibile uscire di casa con la bici e non affidarsi al buon Dio!
Parlo da ciclista, automobilista e scooterista.
È latente anche il buon senso ma questo è un problema generale
saluti
La dedizione e l’amore portano sempre risultati.
Non essere un asino e non lavorare tutto il giorno per padroni sconosciuti. Non puntare solo al guadagno e al profitto, come ci dicono gli economisti più intelligenti
Salve, avevo una ebike Cannondale moterra tenuta benissimo, per venderla per non dire svenderla mi sono affidato a Subito, il venditore, nonostante il nuovo acquisto si aggirasse sugli 8k, non ha voluto la permuta. Arrivata la nuova ebike il sag non andava bene, pertanto ho dovuto sostituire la molla dell’ammortizzatore sls Fox dhx al costo di € 160. Capite che così non si va avanti? Costi sopra costi e uno perde la tanta passione che ha. Questo è solo un piccolo esempio ma che dire dei copertoni che costano come quelli delle auto?
bici e pezzi di ricambi troppo elevati compreso l’entry level
Condivido l’osservazione di Daniele: nelle città, peraltro, non sarebbe ora di istituire dei parcheggi custoditi per le biciclette, anche al fine di evitare l’ “incatenamento selvaggio” a pali, arredi urbani, inferriate, etc., magari con ingombro di marciapiedi ed ulteriore disagio per pedoni e carrozzine?
Ciao ragazzi, vi ringrazio per aver pubblicato la foto della mia officina quando è stata aperta in pieno periodo covid.
Vista con gli occhi di oggi sembra molto spoglia, anche se sempre bella.
Buon lavoro.
Condivido l’osservazione di Daniele: nelle città, peraltro, non sarebbe ora di istituire dei parcheggi custoditi per le biciclette, anche al fine di evitare l’ “incatenamento selvaggio” a pali, arredi urbani, inferriate, etc., magari con ingombro di marciapiedi ed ulteriore disagio per pedoni e carrozzine?
Buonasera, i problemi sono diversi, fra i tanti:
Furti, costo bici, costo ricambi ecc
Mi chiamo Salvatore io posseggo 3bici una da corsa due MTB una 29 pollice una 26 pollici mi sono ritrovato con una bicicletta in più perché il negozio non ha voluto la permuta,ora vorrei comprare una E MTB ma non la compro perché il negozio non vuole la permuta, che fare ? penso che come me ci sono parecchie persone ma un po’ per gli spazi un po’ per economia si è fermi.
Sì ma la mobilità urbana con la bici si fa tipicamente con mezzi da poche decine di euro, visti i frequenti furti chi sia azzarda a lasciare per strada bici costose ?