Case cantoniere oasi per il cicloturismo

29 Ottobre 2015

La politica della riconversione potrebbe dare buoni frutti. Il progetto di trasformare le vecchie case cantoniere oggi inutilizzate e abbandonate in strutture ricettive all’insegna del turismo sostenibile e della mobilità nuova piace al titolare del Mibact Dario Franceschini, che recentemente ha affrontato il tema nel corso di un convegno sui cammini del pellegrini in previsione dell’imminente Giubileo.

Ristrutturare e valorizzare gli immobili sarebbe strategico per l’economia del territorio, come sottolinea Franceschini: “Venezia, Roma, Firenze sono sempre più preda di un turismo mordi e fuggi che diventerà insostenibile per quei centri e altre realtà di altrettanta bellezza ma poco frequentate. Per questo diventa un’assoluta necessità puntare su un modello di turismo sostenibile e di qualità, valorizzando l’idea dell’Italia come museo diffuso”.

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Secondo un primo monitoraggio – come emerso da un incontro la settimana scorsa tra Beni Culturali, Demanio e Anas – ci sono 1.600 vecchie case cantoniere che potenzialmente possono affrontare una nuova vita, conservando l’insegna e le caratteristiche del passato, ma diventando punti di ristoro e di accoglienza per i turisti della mobilità dolce. Locande e “bici-grill” per cicloturisti, ma anche per camminatori e amanti del trekking a cavallo. Peraltro circa una sessantina di quelle case cantoniere si trovano sul tracciato della via Appia: uno dei percorsi che il Mibact intende far tornare a vivere trasformandolo in un itinerario a misura di persona.

Il progetto di valorizzazione delle case cantoniere dovrebbe entrare nel vivo dal prossimo 16 dicembre, come ha dichiarato il direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi: “Lavoriamo a un progetto concreto per mettere le case cantoniere in rete, visto che hanno una dislocazione veramente interessante. Pensiamo possano diventare parte di percorsi turistici per ciclisti e pellegrini, fornendo ospitalità a basso costo. Vogliamo replicare quanto già stiamo facendo sulla via Appia e sulla via Francigena“.

Fonte | Il Sole 24 Ore

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