Grazie a Salvini e alla Lega le auto potranno inquinare il doppio

4 Febbraio 2016

Mentre l’Italia fa sempre più fatica a respirare a causa della fitta coltre di polveri sottili e di NOx che non accenna a lasciare il paese e mentre le città ignorano le stesse direttive che si erano autoimposte poco prima di capodanno, il Parlamento Europeo ieri ha bocciato la proposta della Commissione Europea con la quale si chiedeva che i costruttori di automobili fossero costretti a effettuare i test sulle emissioni in condizioni reali di guida e non più solamente in laboratorio.

La proposta (sostenuta dai socialisti e dai verdi) è stata bocciata con 323 voti contrari e 317 voti a favore e 61 astenuti. Per soli 6 voti di scarto, da oggi le case automobilistiche potranno quindi inquinare il 110 % in più e il tutto in assoluto rispetto della legge poiché, grazie al voto di ieri all’interno del Parlamento Europeo, è stato più che raddoppiato il limite di emissione di ossidi di azoto in atmosfera da parte delle automobili, in particolare di quelle a gasolio già messe sotto accusa durante l’affaire dieselgate.

Gas Auto. Fonte: Spinoza.it

Gas Auto. Fonte: Spinoza.it

La gioia dei costruttori di auto

A esultare sono in larga parte i costruttori di auto tedesche che da anni puntano sulle motorizzazioni diesel come segmento di maggiore sviluppo delle proprie politiche industriali.

“Il voto oltre a evitare ritardi e incertezze che avrebbero impattato negativamente sulla pianificazione industriale coniuga i benefici ambientali del nuovo approccio nel calcolo dei limiti alle emissioni dei veicoli, che avranno effetto, in particolare, sulla mobilità urbana i tempi minimi necessari all’industria automotive per adeguarsi.” hanno fatto sapere da ANFIA, l’associazione nazionale delle industrie automobilistiche.

gas di scarico

Il ruolo chiave di Salvini e della Lega

Mentre gli europarlamentari socialisti e verdi si sono ampiamente schierati contro l’innalzamento dei limiti consentiti, i Popolari Europei e la Lega Nord nostrana si sono schierati dalla parte dei costruttori di auto. Per ribaltare l’esito della votazione sarebbe bastato che anche solo 3 europarlamentari avessero espresso un voto differente e nel nostro continente avremmo avuto maggiori garanzie di respirare aria pulita.

Questi gli europarlamentari italiani che hanno favorito il provvedimento: Mara Bizzotto; Mario Borghezio; Gianluca Buonanno; Lorenzo Fontana e Matteo Salvini (ENF – Lega Nord); Raffaele Fitto e Remo Sernagiotto (ECR) Lorenzo Cesa; Salvatore Cicu; Alberto Cirio; Lara Comi; Elisabetta Gardini; Giovanni La Via; Fulvio Martusciello; Barbara Matera; Alessandra Mussolini; Aldo Patriciello; Salvatore Domenico Pogliese; Massimiliano Salini; Antonio Tajani (PP- Forza Italia,  NCD-UDC).

Si sono astenuti: S&D (Partito Democratico): Simona Bonafè; Caterina Chinnici; Silvia Costa; Luigi Morgano; Michela Giuffrida

Il lento suicidio dell’automotive

Nonostante il voto in parlamento europeo sembri un regalo alle industrie automobilistiche, non mancano i dubbi degli addetti ai lavori sull’iniziativa che rischierebbe, invece, di condannare il settore all’estinzione:

“È in corso nel mondo una gara durissima verso l’auto pulita, e i limiti alle emissioni hanno in questa gara svolto una funzione essenziale di potente incentivo. L’averli rimossi consentirà di sfruttare qualche anno in più brevetti e impianti ma, inevitabilmente, si tradurrà in un ritardo incolmabile nella messa a punto tecnica e produttiva dei modelli a zero emissioni e, soprattutto, nell’allargamento del mercato che ne dovrebbe reggere la produzione.” constata Alfredo Drufuca, amministratore delegato di Polinomia srl, società milanese di ingegneria dei trasporti.

Una cartolina da Milano.

A noi cittadini, invece, non resta che prendere atto della realtà e continuare ad accettare il fatto di vivere in una delle regioni più inquinate d’Europa. E se loro avranno il diritto di inquinare il doppio, a noi non resta che il dovere di respirare la metà.

 

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