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Viaggio in bici in Tasmania

Diari • di 28 Marzo 2016

tasmania-bike

La Tasmania, sulla carta, sembra una goccia che si è staccata dal continente Australiano. Però non proprio un gocciolina, visto che ha una superficie pari ad un terzo dell’Italia. Ci vivono mezzo milione di persone, di cui la metà popolano Hobart, la capitale. Sono tutti discendenti dei colonizzatori inglesi che occuparono l’isola all’inizio dell’800. Di Nativi tasmaniani, un numero all’epoca stimato intorno ai 15.000, nemmeno più l’ombra. Ci pensarono infatti gli inglesi a fare piazza pulita. Tra malattie introdotte dall’Europa e guerre con gli invasori morirono tutti. L’ultima tasmaniana, battezzata Fanny Cochrane Smith, passò a miglior vita nel 1905 e con lei scomparve anche l’ultima traccia delle lingua aborigena locale.
Drammatiche vicende a parte, ad oggi l’isola risulta scarsamente popolata, il che per un cicloturista è una gran bella notizia.

Siamo largamente sotto la linea dell’Equatore e quindi la stagione migliore per visitarla risulta il nostro inverno. Anche perché non godendo di un clima cosi spettacolare le altre stagioni si prestano poco ad un viaggio su due ruote…a meno di amare pioggia vento e freddo.
Conosco abbastanza bene questa parte di mondo, avendo già viaggiato sia in Australia che in Nuova Zelanda, ma la Tasmania restava un meta tutta da scoprire. E cosi con Riccardo Grossi, medico e ormai abituale compagno di viaggio, abbiamo recuperato un paio di biglietti aerei e ci siamo avventurati nel periplo dell’isola.

Sulla carta sembra tutto sommato un viaggio facile. Non ci sono grandi montagne e nemmeno lunghe salite. Quello che però, al momento di partire ignoravamo, è che i tratti in pianura sono pochini, per cui nonostante un percorso nel complesso breve, ci siamo trovati ad aver macinato parecchie migliaia di metri di dislivello. Un percorso nervoso, un po’ come le Ardenne francesi, dove i tratti di respiro sono scarsi. Basta buttare un occhio alla velocità media di percorrenza giornaliera per capire che o siamo proprio dei cavalli bolsi oppure il percorso morde i garretti.

La storia della Tasmania non è poi cosi ricca. A parte il fatto di essere stata una colonia penale Inglese aperta all’inizio dell’800 non vanta molte altre tradizioni.
Un viaggio in bici trova quindi il suo massimo interesse nelle bellezze naturali dell’isola. Un percorso in mezzo a una natura davvero incontaminata e con paesaggi e climi estremamente mutevoli a seconda della parte dell’isola in cui ci si trova. Mentre infatti la costa est, in estate, è calda e soleggiata, quella ovest è fredda e piovosa. Tanto per dare un’idea lungo la costa orientale abbiamo trovato una temperatura spesso intorno ai 30 gradi, mentre allungo quella occidentale siamo scesi a 4/5 gradi con frequenti piovaschi. A Strahan, una delle poche località che si incontrano su questo tratto di costa, non è infrequente che in estate nevichi !

Le strade in ogni caso sono perfette per una gita cicloturistica. Usciti da Hobart e passato il Tasman bridge il traffico scompare quasi del tutto. Una bella alternanza di percorsi asfaltati con una interessante alternanza di lunghi tratti di piste bianche, sopratutto a nord e a ovest, con la frequente possibilità di incontrare canguri e sopratutto i mitici diavoli della Tasmania, un piccolo marsupiale carnivoro che vive solo qui.
Purtroppo date le sue abitudini prevalentemente notturne vederlo non è facilissimo. E tra l’altro la sua sopravvivenza è minacciata, oltre che dal passaggio delle macchine, anche da un tumore del cavo orale, contagioso, che ne sta minando l’esistenza.

Il periplo dell’isola si può portare a termine con un percorso di 1300 km, metro più metro meno. E ci si sempre sempre al sicuro. Nessun problema di sorta in merito. Bisogna solo calibrare bene le scorte d’acqua perché le distanze tra un posto abitato ed un altro possono essere importanti. Esiste anche una bella App da scaricare sul telefonino che, oltre a numerose informazioni, ci dà anche le indicazioni per dove campeggiare in Tasmania con tutte le caratteristiche dei campeggi, del tipo prezzo servizi e via dicendo. Anche se il campeggio libero è permesso la consiglio. A noi è stata davvero utile anche perché fornisce informazioni pratiche dettagliate su attrazioni, monumenti, trasporti, luoghi di interesse culturale, ristoranti, alloggio, storia e molto altro ancora. Il tutto indicizzato in ordine alfabetico e per categoria, rendendo più facile accedere ai singoli articoli. Le attrazioni possono essere visualizzate su una mappa GPS collegato con la posizione corrente. E non da ultimo è FREE!

Due posti da non perdere. Freycinet park circa 200 km a nord di Hobart sulla costa orientale, e l’immancabile la visita al vecchio carcere di Port Arthur un centinaio di chilometri a sud della capitale.
Due sole note negative. Il viaggio aereo è davvero lungo e i prezzi non proprio economici.
In calce le tracce gps.

https://www.strava.com/activities/505135117
https://www.strava.com/activities/505135107
https://www.strava.com/activities/505135173
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https://www.strava.com/activities/505135234

e infine un link interessante da dove si può anche scaricare una utile guida in pdf.





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