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Lago di Costanza e Castelli della Loira in bici in famiglia

Diari • di 7 Luglio 2016

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Da appassionato di due ruote, dopo alcune esperienze sia con amici (Camino di Santiago nel 2013), sia in solitaria (periplo dell’Islanda nel 2014), l’anno scorso decisi che era ora di inoculare a piccole/grandi dosi – anche nella mia famiglia, composta da una mamma (molto refrattaria a stare su due ruote) e due bimbi (un bimbo e una bimba, rispettivamente di 9 ed 8 anni, desiderosi invece di starmi sempre a ruota) – l’antidoto della “ciclovacanza” per debellare il virus di una cultura “autocentrica”.

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L’anno scorso l’esordio piacevole, pedalando lungo le bellissime rive del lago di Costanza. Quest’anno, invece, il bis, inoltrandoci con le due ruote nella storia e nel fascino di alcuni famosi castelli della Valle della Loira, che, dal 2000, è stata riconosciuta dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Due esperienze molto diverse l’una dall’altra, ma ambedue belle, piacevoli ed affascinanti, organizzate attingendo a piene mani anche alle preziose informazioni contenute su questo sito, che da anni seguo con molta attenzione.


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Pedalare sul lago di Costanza è stato facilissimo: si attraversano tre stati (Germania, Austria e Svizzera) e si ammirano case e ville degne delle più belle riviste di architettura. Un po’ meno facile, invece, è stato pedalare tra foreste, vigneti, campi di grano e rive di fiumi, alla ricerca di incantevoli castelli e giardini, in molti dei quali noti regnanti (es. Francesco I, Caterina de’ Medici) hanno scritto importantissime pagine di storia. Di seguito alcune indicazioni e considerazioni circa le due bellissime ciclovacanze in sella a bici non noleggiate.

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Lago di Costanza (2015)

L’anno scorso (fine giugno): siamo partiti da Costanza ed in 4 tappe, in senso orario, abbiamo percorso, circa 130 km di strade ciclabili che costeggiano il bellissimo lago di Costanza. In particolare:
1) Costanza Meersburg (20 km + attraversamento del lago con battello per Uberlingen);
2) Meersburg – Lindau (45 km);
3) Lindau – Bregenz (11 km);
4) Bregenz – Costanza (49 km + treno da Romanshorna Costanza).

Davvero comodo il servizio di trasporto bagagli da un albergo all’altro, offerto da alcuni operatori in loco, che ci ha consentito di portare con noi solo pochi e fondamentali oggetti utili sia in caso di emergenze (forature/riparazioni), sia per i tanti momenti di svago e di pic-nic goduti nei bellissimi prati antistanti al lago. Essendo già passato un anno, i ricordi di questi percorsi iniziano a sbiadirsi, motivo per cui non mi soffermerò oltre, se non ribadire che sono percorsi molto facili e adatti a chiunque. Peraltro, in caso di necessità, si può sempre prendere il treno che costeggia il lago e salirci comodamente con le bici. Consiglio, prima di iniziare a pedalare, di visitare le cascate del Reno (Rheinfall a circa 60 km da Costanza), note anche come cascate di Sciaffusa. Essendo le cascate del Reno le più estese di Europa, sono anche molto affascinanti e non potrà esserci abbrivio migliore per godersi poi il “ciclabilissimo” lago di Costanza.

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Castelli della Loira (2016)

Loira in bici_B-ShopCirca la recentissima esperienza di quest’anno (sempre a fine giugno), partiti dalla bellissima cittadina di Blois, in 3 tappe, abbiamo percorso (quasi 200 km) alcuni tratti della lunghissima ciclabile della Loira – ossia la più lunga ciclovia francese che, con oltre 800 km, collega Nevers direttamente all’Atlantico – visitando i castelli di Blois, Chambord, Chaumont, Ambloise, Chenonceau e la cattedrale di Tours.

Nella scelta dei percorsi mi sono avvalso anche delle indicazioni contenute nella guida “Loira in bicicletta” (Edicicloeditore). Nello specifico, le 3 tappe in bici sono state le seguenti:

Blois-Blois (circa di 75 km)

Il primo giorno abbiamo fatto un giro ad anello (in senso antiorario) con partenza ed arrivo a Blois. Una settantina e più di chilometri che ci hanno permesso di inoltrarci nelle foreste di Russy e di Boulogne, (dove ci siamo persi, ahimè, per ben due volte), di pedalare tra piacevoli stradine di campagne e di visitare, da fuori, il castello di Villesavin nonché il bellissimo e maestoso castello di Chambord (più di 440 stanze), uno spettacolo dell’architettura rinascimentale. Il ritorno a tarda sera a Blois (dopo oltre 10 ore di gita), pedalando gli ultimi chilometri lungo le rive della Loira, è stato spettacolare e memorabile in quanto la luce di un sole ormai al capolino faceva rispecchiare nel fiume le guglie della cattedrale nonché gli storici palazzi di Blois.

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Blois-Chaumont sur Loire-Amboise (circa 65 km)

La prima parte del percorso per raggiungere il castello di Chaumont si snoda principalmente lungo le rive della Loira, percorrendo una comoda e facile ciclabile intramezzata solo da un breve tratto che costeggia il fiume Beuvron (affluente della Loira).

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Arrivati al castello di Chaumont, abbiamo utilizzato un locale all’aperto, adiacente all’ingresso del castello, molto utile sia per parcheggiare le bici in sicurezza sia per riporre in armadietti con chiusura a chiave le borse da bici. I giardini del castello di Chaumont, dove ogni anno si svolge il festival internazionale dei giardini, sono meritevoli di un’attenta visita, e non è un caso che abbiamo incontrato molte scolaresche in visita didattica. Il tema di quest’anno era “I giardini del secolo a venire”. Infatti, questi giardini diventano ogni anno a Chaumont uno straordinario luogo di riflessione, innovazione e sperimentazione. E quest’anno, l’immaginazione e la fantasia creatrice degli autori delle numerose installazioni ha richiamato temi quali il cambiamento climatico, l’innalzamento delle acque ed il legame tra habitat e giardino. La seconda parte del percorso tra Chaumont-sur-Loire ed Amboise consente di pedalare – soprattutto l’ultima parte per raggiungere la città di Amboise – tra stradine di campagne in cui è possibile ammirare ed apprezzare la zona della Touraine vinicola. Prima di arrivare nel centro di Amboise, dove si trova il famoso castello reale di Francesco I, si passa davanti a Clos-Lucé, castello rinascimentale circondato da un enorme parco, dove morì, nel 1519, il genio di Leonardo da Vinci (Francesco I lo volle come ospite presso la sua corte). È stata una giornata in cui grossi e minacciosi nuvoloni, sin dalle prime pedalate, ci hanno fatto inizialmente temere per il peggio ma che, al di là di una brevissima scrosciatina d’acqua, ci hanno poi, in definitiva, graziati e permesso di godere di un bellissimo paesaggio e di arrivare in tempo in albergo per goderci anche la bella e meritata vittoria, a 100 km dal nostro albergo (stadio Saint Denis di Parigi), dell’Italia contro la Spagna agli Europei di calcio…

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Amboise-Chenonceau-Tours (circa 50 km)

La prima parte del percorso si inoltra nelle stradine della foresta di Amboise e permette di arrivare sulle rive del fiume Cher, dove fu costruito, nel XVI secolo, il bellissimo e famosissimo castello di Chenonceau (chiamato il Castello delle Regine). La seconda parte del percorso per raggiungere Tours si snoda, invece, quasi completamente lungo il fiume Cher, pedalando anche per diversi chilometri su sentieri e single track pianeggianti, ma decisamente impegnativi per bambini (erba altissima, buche, avvallamenti, tutti aspetti che meritavano di essere citati nella guida ed evitare, così, spiacevoli sorprese…). Nonostante il traffico nella città universitaria di Tours, le molte piste ciclabili ci hanno permesso di attraversare in sicurezza la città e raggiungere, in tarda serata, il nostro albergo posizionato sulle colline periferiche della città. Concludere i 3 giorni di pedalate con un gran premio della montagna, lungo più di un chilometro, lì per lì non è stato molto gradito dai miei stanchissimi figliuoli, ma dopo una rigenerante doccia, il loro entusiasmo e, soprattutto, la loro autostima per aver affrontato un’asperità del genere era alle stelle! Quindi, come si dice da queste parti, CHAPEAU ai miei figliuoli per la loro pervicacia nel non aver mai mollato in questi 3 giorni.

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In definitiva, il percorso che abbiamo affrontato in questi 3 giorni non presenta particolari difficoltà ed asperità, ma bisogna stare molto attenti e studiarlo prima di partire, in quanto molti cartelli non sono facili da vedere. Ritengo che la differenza tra una ciclovacanza memorabile in positivo, come è stata la nostra ed una ciclovanza memorabile in negativo possa farla prevalentemente le condizioni meteorologiche. Se non piove, pedalare con i bambini a seguito è davvero piacevole; pedalare, invece, sotto la pioggia, tra campi, boschi e foreste, può essere davvero troppo impegnativo con/per dei bambini. A noi la sorte ci ha arriso. E meno male, almeno l’anno prossimo i miei figli e mia moglie non avranno nessuna scusa per non assumere un’altra forte dose di “antidoto”…

P.S. Quest’anno il servizio trasporto bagagli nelle ultime due tappe l’ho fatto io… Per 2 mattine consecutive mi sono svegliato in orari antelucani, ho caricato la bici sulla mia auto e sono andato a parcheggiarla negli alberghi di fine tappa, ritornando poi indietro pedalando…

Ripartire poi tutti insieme, dopo aver pedalato in solitaria già per 30/40 chilometri, è stato l’ulteriore valore aggiunto di questa bella ciclovacanza “formato famiglia”…







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