Da Santa Maria Capua Vetere a Formia in MTB

30 Agosto 2016

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Questa “grande impresa” ha una genesi simile a quella della ben più nota traversata del Phileas Fogg di Verne: tutto nasce a causa di una stupida scommessa. Sfruttando il pretesto della sfida con un gruppo di amici colgo la ben più ghiotta occasione di scommettere con me stesso e decido di cimentarmi in un’esperienza che si preannuncia massacrante sia sul piano atletico che su quello psicologico.

Dopo una rapida ma intensa preparazione fisica ed una più adeguata messa a punto della mia fidata Mountain Bike parto da Santa Maria Capua Vetere alle 05:47 del 10 agosto. Consapevole di dover preservare le energie per affrontare la “leggendaria” salita di Cascano cerco di tenere un ritmo non eccessivamente elevato.

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Dopo 1 ora e 4 minuti di pedalate faccio una sosta a Francolise per reintegrare acqua e zuccheri e prepararmi così ad affrontare una parte del percorso da me mai battuta su due ruote. Il tratto Francolise-Cascano è senza ombra di dubbio il più difficile da superare a causa del susseguirsi apparentemente infinito di salite che sembrano quasi poste lì da un satanasso affetto da sadismo.

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Alla fatica si sostituisce pian piano la soddisfazione alla vista dei veicoli che sono costretti a scalare di marcia e al suono dei motori che sembrano soffrire, molto più di me, una salita che è entrata a pieno titolo nell’epica vacanziera campana. Poco dopo le 08:00 giungo a Piazza Roma a Cascano dove decido di fermarmi un minuto per godermi la conquista della “vetta”.

Spinto dall’euforia per aver superato la serie di salite e dall’idea (sbagliata) di non trovare altri ostacoli nei Km successivi inizio a spingere maggiormente sui pedali fino ad arrivare, prima delle 09:00 ad attraversare il Fiume Garigliano e ad entrare quindi nel Lazio. Da questo momento in poi il mio ritmo inizia a calare vistosamente.

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Dopo aver dato tutto nella parte più dura del cammino, devo fare appello alle mie ultime energie, soprattutto a quelle mentali, per fare gli ultimi 20 Km. Dopo l’ultima sosta, che aveva lo scopo ufficiale di immortalare l’arrivo a Formia, ma che, in realtà, mi è servita per far riposare un poco le gambe, mi impongo di continuare a pedalare fino alla mèta.

Così, dopo 04 ore 2 minuti e 51 secondi di fatica, litri e litri di sudore versati, migliaia di calorie bruciate e una serie infinita di pedalate, riesco a completare la mia impresa: 67,27 Km su una strada non proprio agevole per un principiante e percorsi con una Mountain Bike con ruote da fuoristrada. Sono consapevole che per un ciclista mediamente allenato e dotato di una bicicletta idonea a quel tipo di percorso la mia “impresa” deve risultare una semplice passeggiata.

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Come ho già detto, la sfida è e sarà sempre con me stesso: la piena consapevolezza dei propri limiti deve essere lo sprone che spinge a superarli e a spostare sempre un po’ più in avanti la linea di confine.

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