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Abbiategrasso come Pontevedra: ecco il MetroMinuto

News • di 8 Novembre 2016

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Il centro storico di una cittadina come Abbiategrasso può diventare un grande laboratorio per sperimentare nuove forme di mobilità urbana, dando ai cittadini gli strumenti per comprendere che le distanze a piedi non sono così insormontabili come sembrano e che rinunciare a spostarsi in automobile produce vantaggi per tutti. Il Comune alle porte di Milano ha presentato un Piano di comunicazione che si rifà all’esperienza di Pontevedra in Spagna: il MetroMinuto, per incentivare gli spostamenti a piedi sul territorio comunale, già utilizzato in Italia da amministrazioni come Ferrara e Modena.

Il progetto è dell’architetto Matteo Dondé, esperto di mobilità urbana e direttore scientifico di Bikenomist Srl, che lo ha stilato in collaborazione con l’assessore Lele Granziero nell’ambito dell’incarico per la redazione del “Piano particolareggiato del Traffico del centro storico di Abbiategrasso”. Un’iniziativa per promuovere attivamente la mobilità de-motorizzata sul territorio di una realtà lombarda che fa parte del Club delle Città 30 e Lode.

La mappa, molto dettagliata, riproduce fedelmente i nomi delle strade con le relative lunghezze in metri e i tempi di percorrenza necessari per coprire a piedi le distanze indicate: ne viene fuori uno schema per cui tutto quello che si trova a una distanza di 1 chilometro in linea d’aria dal centro è raggiungibile in 15 minuti a piedi o in soli 4 in bicicletta.

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Visti gli esigui questi tempi di percorrenza, risulta evidente che in un Comune come Abbiategrasso muoversi a piedi rappresenta una modalità da incentivare, come spiega l’architetto Matteo Dondé: “Seguendo l’esempio del Comune di Pontevedra (Spagna) il Piano di Comunicazione propone la realizzazione della mappa pedonale MetroMinuto Abbiategrasso ‘analoga a quelle dei trasporti pubblici’ che riporta le informazioni su distanze a piedi e tempi di percorrenza tra luoghi di interesse della città, dove quelli più rappresentativi vengono presentati come delle “fermate” su una rete pedonale, connessa a varie ‘linee’ pedonali. In evidenza sulla mappa anche scambi intermodali, parcheggi e altri snodi utili”.

Lo scopo di questa mappa è dunque quello di sensibilizzare i cittadini ad una nuova cultura della mobilità che ribalti l’ordine nella priorità dell’utilizzo e nel valore dei mezzi di trasporto, che oggi inizia dall’automobile per finire ai piedi che si usano quando proprio non se ne può fare a meno, come sottolinea Dondé: “Prendere coscienza che le grandi sfide ambientali che dobbiamo affrontare, ma anche la stessa convenienza individuale, rendono necessario invertire la sequenza, rimettendo alla base la mobilità pedonale, seguita, in ordine, da quella ciclabile, dal mezzo pubblico, dal mezzo privato nella modalità car sharing e car pooling e solo per ultimo dall’uso individuale dell’automobile privata”.

Infine, un positivo “effetto collaterale” del camminare è che fa bene alla salute, ma anche all’ambiente e all’aria e contribuisce a creare un sostrato fertile per sviluppare la socialità, come sottoscrive Dondé: “Camminare giova allo spirito e perfino all’umore. Fa bene al cielo malato di smog e di effetto serra. Senza contare che il ritmo dei passi accompagna alla perfezione quello dello sguardo, che ha così tempo di osservare, guardare, esplorare ciò che incrocia o circonda il nostro cammino, e di creare rapporti di vicinanza e sicurezza con le persone e la città”.







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