Bici elettriche da 45 km/h: ecco come sono omologate in Italia le Stromer

Bici elettriche da 45 km/h: ecco come sono omologate in Italia le Stromer
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Da qualche settimana l’azienda italiana Brinke Bike, produttrice di bici elettriche con il proprio marchio, è diventata distributore esclusivo in Italia delle bici elettriche svizzere Stromer. Le Stromer sono bici con motori da 500W di potenza, e velocità massima di 45 km/h: vengono classificate come speed-ebike in Svizzera, ma in Italia questa categoria non c’è. Per questo abbiamo chiesto a Brinke di spiegarci come veniva gestita la vendita dal punto di vista legale.

Stromer ST1

La loro risposta è stata molto interessante, e per questo abbiamo deciso di riportarla nel dettaglio. In sintesi, le Stromer vengono classificate come ciclomotori, i normali “motorini” che sfrecciano regolarmente nelle nostre città; le Stromer sono quindi dal punto di vista legale semplicemente ciclomotori con motore elettrico invece che a benzina; ovviamente hanno il vantaggio di mantenere il piacere della pedalata e della leggere attività fisica.

Ecco cosa ci ha scritto Brinke: “Le biciclette Stromer sono già omologate ed è già fatta la trasposizione dell’omologazione alla motorizzazione italiana. Per targare una Stromer è sufficiente recarsi in motorizzazione o in qualunque ufficio ACI portando con se il certificato di immatricolazione (che viaggia con la bicicletta) sul quale verrà applicata dall’Aci una marca da 16,00 € e la targa arriverà in c.a. due giorni al costo di 95,00 €. Il vantaggio delle Stromer a differenza di molti alti prodotti sul mercato è che sono perfettamente in regola per circolare in Italia. Il vantaggio è che grazie alla targa, il mezzo diventa assicurabile anche contro il furto. L’Aci conferma che non c’è l’obbligo del bollo (come per tutti i ciclomotori elettrici, nda).”

display bici elettrica Stromer ST2Le Stromer sono quindi immatricolate secondo la categoria L1e, quella dei normali ciclomotori. Per guidarle serve almeno la patente AM, e sono dotate di targa. Per l’acquirente è sufficiente andare in motorizzazione o all’ACI, presentare il certificato di omologazione e richiedere la targa, che solitamente arriva in un paio di giorni.

Tutto questo è possibile però grazie al lavoro preventivo fatto da Stromer e Brinke, che hanno dovuto seguire una serie di lunghi e costosi passaggi burocratici: bisogna prima che il mezzo passi i test di sicurezza per ottenere il certificato di omologazione COC; in seguito è necessario che il produttore si adoperi per ottenere la trasposizione sui registri della motorizzazione italiana. Questi test hanno costi che vanno dai 20 ai 30mila euro.

Ovviamente fare immatricolare la propria bici da più di 250W e 25 km/h ha il vantaggio di rendere legale circolare con essa per le strade pubbliche; ma ha anche lo svantaggio di far scattare tutti quei requisiti di legge a cui sono sottoposti i ciclomotori.

luce diurna bici elettrica Stromer

La luce diurna ad U nasconde al suo interno una presa USB

Un passo in avanti sarebbe il riconoscimento anche in Italia di una categoria intermedia fra “biciclette normali” (in cui ricadono anche le bici a pedalata assistita da max 250W e 25 km/h) e “ciclomotori”. La categoria intermedia sarebbe quella delle “speed-ebike” presente in paesi come Germania, Paesi Bassi e Svizzera, dove questi mezzi sono immatricolati ma hanno meno obblighi di legge rispetto ai ciclomotori.

Ricordiamo che dal 1 gennaio 2017 è entrato in vigore il regolamento europeo 168/2013 che modifica leggermente la disciplina della materia. In particolare introduce la categoria L1e-A, per mezzi con motori fra i 251 e i 1000W, ma velocità comunque limitata ai 25 km/h. Si tratta di una possibilità interessante ad esempio per i produttori di cargo bike.

Insomma, ora è più chiaro il procedimento necessario a omologare in Italia una bici elettrica da 45 km/h: serve un grande impegno in termini di tempo e di denaro da parte del produttore, come nel caso della Stromer. Chi sceglie di pedalare su un mezzo non omologato o immatricolato si esponde a grandi rischi dal punto di vista legale: non ne vale la pena.

Chiudiamo complimentandoci con Brinke Bike per la scelta di diventare distributore per l’Italia delle bici elettriche Stromer; sono mezzi che costano, ma hanno un’alta qualità. Per approfondire potete leggere la nostra recensione della Stromer ST2.

Commenti

  1. Silvio ha detto:

    La domanda è: se la Motorizzazione non ha la possibilità di omologare una ebike veloce da 1000w come ciclomotore , comprando ed omologando una ebike in svizzera con targa e libretto di circolazione, dopodiche rientro in Italia ed entro i sei mesi di legge faccio la regolarizzazione italiana riesco nell’intento?
    Perchè in questo caso tutti i test sono stati fatti in svizzera e dovrebbe bastare la traduzione del libretto e l’emissione della nuova targa e relativa assicurazione

  2. Francesco Bompan ha detto:

    Lascia perdere. Alla fine io ho dovuto rottamare il mezzo nuovo e non essendo targato ho dovuto smontarlo pezzo per pezzo per conferirlo in raccolta differenziata !
    Ora giro con una vecchia e puzzolente vespa degli anni ’60 e non pago il bollo mentre l’assicurazione è agevolata…..

  3. francesco bompan ha detto:

    Il paradosso è che la bici può avere pure l’omolga Europea L1e-A con tanto di COC ed EEC, ma per poterla targare in Italia ci vuole la famigerata “trasposizione” perchè la motorizzazione ha un suo database per i mezzi e non è collegata al database europeo. Costo 5000euro e la necessità di individuare attraverso le ambasciate Italiane all’estero, di un importatore ufficiale che di fatto diventa esclusivista e quindi i produttori sono restii a fare questa operazione. Insomma come sempre la burocrazia “ammazza” l’imprenditoria che paga le tasse. Insomma un cane che si morde la coda.
    Negli anni 50-60-70 bastava andare in motorizzazione dove c’era un ingegnere che provava il mezzo e rilasciava la targa…. ma il paraculismo dovuto alla giustizia gli ha fatti desistere/sparire.
    E con l’informatizzazione della PA andrà sempre peggio causa “il sistema mi blocca”. Poi c’è il mondo parallelo degli irregolari….

  4. Silvano Anesin ha detto:

    non è possibile io sono stato fermato con una Super 73 RX 250 watt Di potenza Nominale i vigili che mi anno fermato stavo andando a 22 kmh parliamo una e-bike ruote grosse il genere che va in questo periodo insomma i vigili l’anno provata a ruota alzata segnava 27 kmh ma parliamo a ruota alzata senza nessun peso, ora il vigile mi a detto che me la lascia passare per questa volta e di portarla a casa e non usarla mai più,io sono stato operato al cuore da poco per me era molto importante la bici a pedalata assistita ma Ho preso paura per questa cosa sentivo il cuore andare a 1000 e dallo spavento dato che ho messo via i soldi per un bel po’ di tempo per comprare questa bici elettrica 250 Watt con certificato, che l’ho messa in vendita, allora pagata 5000 euro e dopo 2 mesi circa ho dovuto venderla a 2200 euro perché non riesco a camminare sono senza fiato ora ditemi voi cosa devo fare devo andare ogni settimana in ospedale per me era molto comoda questa bici per di più sono stato un’ anno e 3 mesi in ospedale ho avuto 9 arresti cardiaci sto veramente molto male ho bisogno di una bici elettrica ma ho trovato una persona molto maleducata non posso lavorare ho paura di uscire anche di casa per me era un incentivo perché solo chi ha provato cio che ho provato io puo capire ora chi mi rende i soldi che ho perso 😭

  5. Francesco Falciani ha detto:

    Gabriele, mi sa’ che abbiamo lo stesso problema. Hai trovato una soluzione? Si tratta di una ENGWE?

  6. Gabriele ha detto:

    Buongiorno, se ho una fat E- bike da 750Watt ma bloccata a 250 watt è possibile omologarla tramite motorizzazione civile? La bici non ha una certificazione dal produttore, ma ha un numero di telaio sulla Forcella.
    grazie Buona giornata.

  7. Liki ha detto:

    Salve, e se la bici non avesse il certificato da fornire alla Motorizzazione/Aci e si vorrebbe comunque immatricolare, quale sarebbe la prassi da seguire? Ho una Jansno X50, e vorrei utilizzarla a piena potenza senza pedalata assistita, forse dovrei tentare di farla come esemplare unico. Grazie anticipatamente, Saluti Liki.

    [Salve, deve chiedere alla Motorizzazione Civile qual è l’iter da seguire e quali sono i documenti relativi al veicolo da presentare per l’omologazione come ciclomotore – Bikeitalia.it]

  8. Francesco Giannotti ha detto:

    lo scopo era questo per tassare pure le biciclette ecco perché lo stato incentiva i mezzi elettrici ,per far cassa dopo !

  9. Elio ha detto:

    A questo punto bisognerebbe omologare e targare anche i ciclisti allenati che di loro pedalano a 50km/h.L ignoranza della legge non ha limiti perché non si può multare una e bike che supera i 45 e non un ciclista che con la muscolare va a 50 a 60 e comunque ha una velocità di crociera di 40km/h.Situazione folle

  10. Yulia ha detto:

    Domanda: dove è possibile comprare nel 2021 Stromer ST2 con bonus mobilità fino a 3.500€?? Mi serve per lavoro.

  11. rino ha detto:

    Il bollo c’è scritto che non si paga!!
    L’unica differenza sta nell’assicurazione che, dato che è pericolosa a quella velocità, è giusto che ci sia, in modo che qualcuno paghi i danni eventuali x te e gli altri e c’è la possibilità di assicurare il furto, vale la pena assicurarla solo x questo dato i costi della bici!!

  12. Selling cryptocurrency is a very similar process.

  13. Franco ha detto:

    Giusto. Sono le contraddizioni della nostra gente “politica”. Se paghi si supera tutto…

  14. Gabri ha detto:

    Il Codice della Strada parla di questi limiti non superabili e vincoli inviolabili dalle biciclette elettriche a pedalata assistita, non dai velocipedi tradizionali a trazione muscolare. Ovviamente, in caso di sicurezza, la cosa sembra molto ridicola. E’ pericolosa una bici truccata che va a 50 all’ora, come una bici regolare che va in discesa a 65 all’ora. Anzi : di meno !!!
    Poi … se targhiamo e paghiamo le tasse … una bici magicamente si trasforma in una bici regolare e non pericolosa ? Ma che strano … prima era illegale e pericolosa, poi diventa regolare e non pericolosa …

  15. Alocci Giancarlo ha detto:

    Ma il telepas in caso di morte il governo lo proporrà? E noi cittadini massacrati dalle tasse e sempre meno libertà bisogna contrastare con tutte le forze questi imbecilli che fanno disegni di legge insensati. Viva la libertà x tutti.

  16. Roberto tiranzi ha detto:

    Essendo categoria l1 sono soggette a revisione periodica?

  17. Lorenzo ha detto:

    vogliamo parlare anche della strònzata di imporre un limite di potenza e velocità? se prendiamo un qualsiasi atleta di ciclismo categoria dilettanti I e II (ce ne sono molti per strada) per non parlare di un professionista (ce ne sono un po’ meno, ma vanno anche più forte) i limiti di 250 w e 25 km/h li supera abbondantemente e col solo motore delle proprie gambe.. che si fa, si sequestra direttamente l’atleta in caso di incidente?

    1. Rosario ha detto:

      considerazione appropriata nonchè acuta Lorenzo

  18. lorenzo ha detto:

    ciao sono d’accordo con te su tutto il senso del tuo discorso, un pero ci sta, allora uno ciao che ha i pedali e fa 38 kmh di gps stendendoti sul manubrio butto via targa libretto specchio e assicurazione…..?

    La questione non va buttata sull’inquinamento, perchè per produrre questa bici le batterie e tutto non è stato inquinato niente? per spedire per esempio i display fino in svizzera, le forcelle e le gomme dalla cina/india non è stato inquinato niente?
    secondo me sarebbe meglio dire su quali strade la circolazione delle bici è permessa a chi prende un patentino(sicuro le statali ed alcune provinciali) e su quali strade la circolazione è permessa senza patentino, poca spesa tanta resa

  19. italiasquallida ha detto:

    in pratica, grazie ai ladroni che governano il paese, si deve pagare tassa di possesso, assicurazione e bollo anche sulle bici con potenza superiore a 250W, cosa veramente ridicola, ma quando a governare ci mettono i galeotti, gli indagati e tutti i loro parenti…..il paese non può che sprofondare nell’oblio

  20. Gigi ha detto:

    “ma ha anche lo svantaggio di far scattare tutti quei requisiti di legge a cui sono sottoposti i ciclomotori”
    Per completezza e correttezza, dato che l’articolo non è esattamente conciso, sarebbe il caso di elencarli..

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