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“Il piede e la bici” presso Ciclocentrico a Rivoli (Torino), 8 giugno

News • di 30 Maggio 2017

Il piede e la bici: un rapporto stretto, fatto di gioie e – ogni tanto – dolori. Per aumentare le prime e ridurre al minimo i secondi è necessario conoscere bene l’anatomia del piede e come esso lavora al meglio sulla bici. Questi argomenti sono una parte fondamentale del nostro corso avanzato di biomeccanica in bici.

Regolazioni_1

Andrea ParadisoAndrea Paradiso, il podologo che presenta questi argomenti durante il corso, terrà una relazione su questi temi nella serata dell’8 giugno, a partire dalle 21, presso il negozio “Il ciclocentrico” a Rivoli (via Cervino 19/b), nei pressi di Torino. Seguirà una parte pratica in termini di valutazione funzionale podologica. Ecco il link all’evento Facebook.

L’evento è aperto a tutti, e gratuito (gradita conferma allo 011-19509338 o 347-1637828). Una birra in omaggio per tutti i partecipanti.

Di seguito l’abstract dell’intervento di Andrea Paradiso.


IL PIEDE E LA BICI
RUOLO, PATOLOGIA E ORTESIZZAZIONE DEL PIEDE NEL CICLISMO E CONFRONTO CON LA DEAMBULAZIONE.

“La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili”
W. Burroughs

Il complesso uomo/bici rappresenta una straordinaria strategia di movimento dove l’uomo è il motore della macchina.
L’intero corpo umano concorre alla trasformazione della forza muscolare all’avanzamento nello spazio ma sono principalmente gli arti inferiori ad erogare la potenza necessaria allo spostamento ed è la spinta del piede sul pedale a trasferire l’energia dal corpo alla bici.
Il punto di contatto e di trasmissione di energia tra uomo e macchina è il sistema piede/scarpa/pedale
Per meglio comprendere e studiare l’apparato locomotore nella dinamica del ciclismo non è possibile, però, frazionare il corpo umano in singoli segmenti: ogni elemento del sistema concorre alla trasformazione della forza muscolare in movimento, in una armonia d’insieme laddove ogni singola parte influenza il sistema e, quindi, ogni regolazione ha effetto su tutte le altre.

Per alcuni aspetti il gesto della pedalata è innaturale. L’essere umano, come è oggi, è il risultato di milioni di anni di evoluzione durante la quale è andato adattandosi al movimento della camminata in stazione eretta.
Il movimento degli arti inferiori nel ciclismo è definibile come cinematicamente vincolato: si realizza prevalentemente sul piano sagittale ed è guidato e imposto dalla traiettoria circolare del pedale.
La necessità di muovere il piede nel ciclo del pedale richiede un adattamento che, contrariamente a quanto è stato per la deambulazione, non ha avuto milioni di anni di evoluzione a disposizione; è pur vero, tuttavia, che il corpo umano ha straordinarie capacità di adattamento e che la bicicletta, dal canto suo, non richiede movimenti incompatibili con il sistema muscolo-scheletrico umano: insieme, queste due condizioni rendono la pedalata possibile e efficiente.
Il posizionamento in sella rispettoso della biomeccanica è basilare per rendere la bici un mezzo piacevole e sano e, con la consapevolezza delle proprie caratteristiche e dei propri limiti, nonché con una determinazione coerente degli obiettivi, minimizza i rischi di lesioni da usura.

Andrea Paradiso
Laureato in Podologia all’Università di Pisa e, successivamente in Scienze della Riabilitazione a Torino,
già Professore a contratto c/o il Master in Vulnologia a Torino e attualmente docente c/o il Master di Biomeccanica applicata alla terapia ortesica podologica a Firenze.
Soprattutto, malato di bici.
In Bikeitalia come formatore nei corsi di bikefit avanzato
Lavoro col mio collega Federico Cinelli a Torino, in Via Madama Cristina 104. 011-6634884







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