Ciclabile di via Cartesio: se i ciclisti si fanno sentire, il Comune risponde

12 Luglio 2017

L’importanza di farsi sentire. Con azioni “clandestine”, e con azioni pubbliche. E il risultato si è visto. Nelle ultime ore la ciclabile clandestina di via Cartesio si è trasformata in una ciclabile regolare, con tutti i crismi dell’ufficialità.

ciclabile via Cartesio

foto di Bruno Bauer, che ringraziamo

La ciclabile a fasi alterne

La corsia ciclabile in via Cartesio fu realizzata dalla giunta Pisapia. Ebbe vita breve: dopo pochi mesi venne cancellata, a quanto sembra a seguito delle proteste di un albergo della strada.

Una settimana fa, il 5 luglio, Milano si è svegliata con una sorpresa: la ciclabile di via Cartesio era tornata! Non grazie al Comune, bensì grazie al coraggio di alcuni anonimi cittadini, che di notte l’avevano tracciata con della semplice vernice bianca. E la ciclabile serviva al suo scopo: come mostrato da queste immagini, nonostante l’irregolarità della striscia bianca artigianale le automobili rispettavano la segnaletica.

ciclabile clandestina via cartesio

Un altro segnale mandato alla giunta Sala dopo l’azione simile di giugno, relativa a un cavalcavia.

Sono seguiti giorni duri per i ciclisti milanesi, con la morte di Franco Rindone, schiacciato da un camion mentre pedalava nei pressi di un cantiere. E con il corteo in bici da Piazza della Resistenza Partigiana, dove è avvenuto l’incidente, a Palazzo Marino, per chiedere al Comune di mettere finalmente in pratica le promesse fatte in campagna elettorale sul tema della mobilità.

ciclisti a Palazzo Marino

I ciclisti si sono fatti sentire. Prima in modo clandestino e provocatorio con la ciclabile artigianale; poi in modo aperto e pubblico con l’incontro davanti a Palazzo Marino.

E il Comune ha dovuto correre ai ripari. Ecco che la ciclabile clandestina si è trasformata improvvisamente in una ciclabile vera. È importante notare che l’intervento è stato possibile anche grazie al fatto che la ciclabile, sulla carta, c’era ancora: era semplicemente “sparita” per la mancata manutenzione. Certo, la foto pubblicata a inizio articolo, con il camion parcheggiato fra ciclabile e marciapiede, mostra che c’è ancora molto da fare. Ma questo è un piccolo inizio.

Se a ogni azione corrisponde una reazione, i ciclisti milanesi dovranno ancora farsi sentire con coraggio: e il Comune dovrà rispondere.

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