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La Tangenziale dei bambini, best practice in Europa

News, Rubriche e opinioni • di 26 settembre 2017

La sezione ciclismo urbano è stata realizzata con il supporto di NexBike

A Casalmaggiore, in provincia di Cremona, un papà ha voluto fare un regalo speciale ai propri figli e ai loro settecento coetanei frequentanti la scuola primaria Marconi, creando una Tangenziale pedonale/ciclabile tutta dedicata a loro. Guardando la cartina della città dall’alto si è accorto che c’era un modo più sicuro e divertente per i bambini di recarsi a scuola al mattino rispetto a farsi accompagnare in automobile dai genitori, attraverso l’argine maestro del Po, un percorso sicuro privo di traffico veicolare, che collega direttamente il centro storico e la scuola. Per realizzarlo però occorreva un accorgimento mancante, uno stradello di collegamento tra l’argine ed il piazzale della scuola di qualche centinaio di metri.

Tramite il Comitato Slow Town cittadino e l’aiuto di altri genitori, aziende ed associazioni del territorio e con il beneplacito del Comune, proprietario del terreno, in pochi mesi si sono raccolti i fondi necessari per realizzarlo e a maggio 2016 durante la manifestazione “La città dei Bambini” organizzata dallo stesso Comitato, che ha visto la partecipazione di tutte le scuole (asili, materne, primarie e secondarie di primo grado), ne è stato inaugurato l’uso. Questa particolare tangenziale è molto utile non solo per i percorsi casa scuola, ma anche e soprattutto per permettere alle scolaresche accompagnate dai loro insegnanti di recarsi in visita ai principali luoghi di interesse come la Biblioteca, il Teatro, i Musei, senza dover utilizzare lo scuolabus o passare per incroci e strade pericolose. Ha tutte le caratteristiche di una vera tangenziale: scorre all’esterno, unisce tutti i principali siti del centro storico, è provvista di uscite.

Il nuovo tracciato ai margini del Po non solo evita i rischi tipici delle strade nostrane ed è altrettanto breve (un quarto d’ora immersi nella natura) ma si propone come alternativa di trasporto a tutti gli effetti.Il Comune oltre a non aver dovuto utilizzare risorse proprie per realizzare lo stradello potrà anche risparmierà sui costi di manutenzione del manto stradale delle vie del centro già provato dal traffico. Un risparmio per l’intera comunità anche per la riduzione degli incidenti con forti guadagni soprattutto in termini di sicurezza a favore degli utenti della strada più esposti ai rischi e la riduzione dell’inquinamento acustico e dell’aria. Lungo il percorso di circa 2 chilometri della tangenziale, infatti, all’altezza di discese e scalinate sono state pensate nove uscite pedonali verso il centro. Ad ogni uscita è stato installato un cartello infomativo con l’indicazione del numero e del nome dell’uscita, le immagini delle possibili destinazioni del percorso ed i metri ed i minuti occorrenti a piedi per raggiungere le varie destinazioni intermedie e finali. Ogni uscita è contraddistinta da un colore differente con una grafica semplice e adatta ai Bambini.

Per completare il progetto è stata creata anche una rete di negozi amici della città dei bambini, con oltre un centinaio di aderenti, riconoscibili da una vetrofania e localizzabili sul MetroBottega, uno schema/cartina con l’indicazione delle principali vie del centro storico raggruppate in dieci linee di colori diversi. Il MetroBottega casalasco non è altro che l’evoluzione del Metrominuto adottato dalla città di Pontevedra in Spagna e poi ripreso in Italia da altre città come Firenze, Modena, Cagliari. Uno strumento che ha in questo caso non solo la funzione di incentivare l’utilizzo dei piedi negli spostamenti brevi, ma anche quello di promuovere il cosidetto “Centro Commerciale Naturale” rappresentato dalle Botteghe di prossimità, che purtroppo in questi anni hanno sofferto sia l’avvento dei centri commerciali sia la diminuzione dei consumi a causa della crisi economica.

L’idea della Tangenziale dei Bambini, insieme al Metrominuto e al MetroBottega, ha avuto così tanto successo, forse anche per il loro nome accattivante e irridente verso il mondo degli adulti, che è stata ripresa da molti siti on line italiani specializzati in sostenibilità ambientale, ma non solo, anche Radio24 le ha dedicato una trasmissione di approfondimento.

Di questo progetto innovativo si è poi interessata l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che l’ha inserito nei progetti pilota della sezione mobilità sostenibile, ed è approdato addirittura in Europa inserito come caso studio da ELTIS, l’Osservatorio della mobilità urbana della Commissione Europea. La stessa Commissione poi a settembre 2016 in occasione della Settimana Europea della mobilità ha citato la tangenziale, partecipante nella sezione mobility action, come esempio virtuoso e Legambiente l’ha premiata in occasione della presentazione dello studio “Ecosistema Urbano 2016” come una delle (poche) buone pratiche urbane degne di nota in Italia. E a settembre 2017 è stata inserita nella Guida Best Practice come miglior progetto italiano. Un progetto che ha in se tutte le caratteristiche per essere adattato e replicato su larga scala nelle città italiane, perché semplice e a basso costo per le casse comunali, che si focalizza sulla sicurezza degli utenti attraverso l’individuazione di percorsi pedonali e ciclabili sicuri e continui, unica chiave di volta per indurre i genitori a cambiare modalità di spostamento sui percorsi casa scuola.

È forse questa la novità più apprezzata, quella di iniziare a riprogettare e rigenerare le città partendo dai Bambini, facendo loro sperimentare un diverso modo di muoversi, più bello e autonomo per loro, che poi vorranno replicare anche da adulti contribuendo a cambiare e decongestionare le nostre città dalle auto, città e centri storici ormai al collasso a causa del traffico e dello smog.

Un cambiamento questo che deve partire dai bambini e dalle nuove generazioni non ancora assuefatte all’abitudine e che meglio possono apprezzare i percorsi pedonali e ciclabili. Partire dalla sicurezza stradale per dare l’opportunità ai bambini di acquisire autonomia nei propri spostamenti ed essere loro in prima persona i protagonisti del cambiamento degli adulti.

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