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Milano, il Comune sbaglia ancora il Cavalcavia Bussa: esclusi i disabili.

News, Rubriche e opinioni • di 15 novembre 2017

Chissà quanti anni di università, chissà quanti studi di fattibilità e riunioni sono state fatte coinvolgendo le più grandi menti della progettazione stradale e urbanistica milanese per arrivare a concepire il risultato finale del Cavalcavia Bussa.

Nella giornata di ieri gli operai del Comune di Milano hanno consegnato alla città un passaggio sicuro nuovo di zecca per accedere in sicurezza all’ormai noto Cavalcavia Bussa (quello che era stato oggetto di pennellate notturne da parte di anonimi cittadini a cui il Comune ha reagito prontamente). Si tratta di un percorso protetto delimitato da orrendi (giudizio estetico del tutto personale) new jersey bianconeri in calcestruzzo per garantire un’opportuna separazione del traffico pedonale da quello automobilistico.

il tratto finale della rampa porta dritto contro un gradino. Auguri a chi gira in carrozzina.

E fin qui andrebbe tutto bene, se non fosse che l’imbocco del passaggio a valle della rampa è del tutto inaccessibile rendendone impossibile l’utilizzo. Un blocco di calcestruzzo è stato posato in modo trasversale rispetto all’asse stradale, quasi servisse a prevenire attacchi terroristici da parte di pazzoidi affiliati a chissà quale causa sovversiva.

Escluso il desiderio di contrastare il terrorismo, è difficile comprendere il motivo di questa scelta, ma tutto lascia pensare che la realizzazione abbia lo scopo preciso di impedire l’utilizzo della rampa di accesso ai ciclisti, un modo neanche troppo velato per rispondere alla sfida lanciata dai cittadini che in varie occasioni dipinsero una ciclabile sul percorso.

Ma si sa che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi e, in questo caso specifico, neppure i manici.

Non serve un occhio particolarmente esperto per notare che il corridoio di sicurezza posto lungo la rampa non solo è inaccessibile ai ciclisti, ma anche ai disabili (vergogna!) e a tutti coloro che spingono un passeggino, una scelta particolarmente insolita, visto che ai piedi della rampa in questione sorge un asilo nido, il Maurizio Quadrio, molto frequentato dagli abitanti del quartiere.

In tutto questo, voglio lanciare un appello a chi ha concepito questa mirabile opera civile: passi che utilizzi i soldi dei cittadini milanesi così a cuor leggero, senza chiederti quali saranno gli effetti delle tue azioni, ma nella tua guerra personale contro i ciclisti, potresti almeno evitare di colpire anche i disabili e i genitori che spingono un passeggino?

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6 Risposte a Milano, il Comune sbaglia ancora il Cavalcavia Bussa: esclusi i disabili.

  1. Ciclista Sdraiato ha detto:

    State sempre a dar contro a questa giunta…
    Intanto il cartello di divieto di transito ai pedoni è stato coperto :-P

    E vai con un’altra puntata della telenovela! YEAH!

  2. Alex ha detto:

    Non è in questione una giunta piuttosto che un’ altra, quanto la palese assurdità delle scelte effettuate in materia di viabilità…L’ articolo non fa altro che riportare i fatti relativi a una particolare situazione che si modifica…a puntate, come una telenovela… Poi se tale modo di agire riceve il plauso dei cittadini di questa città, beh che c’è da dire, viva la democrazia.

  3. lorenzo ha detto:

    Io da ignorante in materia, credo che il problema principale sia che percorrendo in senso inverso il cavalcavia alla fine dello stesso ci si troverebbe contromano.
    Io credo che l’unica soluzione per poter recuperare la situazione sia di fare un percorso ciclopedonale che continui contromano in via Quadrio togliendo così completamente la possibilità di sosta dal lato dei numeri pari della via.
    Sino allora ogni intervento sarà inutile, a che serve una ciclabile che finisce contromano???

  4. Marco ha detto:

    Basta andare in via Quadrio per rendersi conto che quanto affermato in questo articolo non è vero. C’è un gradino di 15-20 cm, e come tutti sanno un gradino di questo tipo non impedisce il passaggio di biciclette, carrozzine e neppure si carrozzelle. Certo, andrebbe smussato per rendere facile il passaggio alle carrozzelle, e questo si può fare. Ma da qui a negarne la percorribilità e a gridare “Vergogna!” ce ne corre. E’ vero che va percorso spingendo la bicicletta a mano, per evitare di investire pedoni. Ma onestamente non sembra un gran sacrificio. Ed è stato fatto così non per cattiveria ma perchè come tutti possono vedere c’è un passo carraio sotto.

  5. DarK ha detto:

    Ora che sono state installate anche due coppie di archetti che rendono definitivamente arduo, se non impossibile, il passaggio alle carrozzelle, possiamo gridare “Vergogna”?

  6. Andrea ha detto:

    dopo gli archetti hanno dipinto l’asfanto: NON è una ciclabile, è solo per pedoni (carrozzine e carrozzelle escluse causa archett)! Questa sì che è una beffa!

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